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Danno della casalinga: ultime sentenze

8 Marzo 2019


Danno della casalinga: ultime sentenze

> L’esperto Pubblicato il 8 Marzo 2019



Attività della casalinga, danno patrimoniale da perdita del lavoro domestico e risarcimento del danno della casalinga.

Risarcimento del danno patrimoniale e sinistro

Nella liquidazione del danno, il giudice di merito non può prescindere da un adeguato accertamento prognostico della riduzione della possibilità di guadagno nella sua proiezione futura, limitandosi ad escludere il danno patrimoniale per il solo fatto che al momento del sinistro il danneggiato non svolgeva alcuna attività lavorativa (nella specie, la danneggiata svolgeva l’attività di casalinga).

Cassazione civile sez. VI, 14/11/2017, n.26850

Danno patrimoniale da perdita del lavoro domestico

Ai fini della liquidazione del danno patrimoniale da perdita del lavoro domestico svolto da un familiare deceduto per colpa altrui, la prova che la vittima attendesse a tale attività può essere ricavata in via presuntiva ex art. 2727 c.c. dalla semplice circostanza che non avesse un lavoro, mentre spetta a chi nega l’esistenza del danno dimostrare che la vittima, benché casalinga, non si occupasse del lavoro domestico.

Cassazione civile sez. III, 14/03/2017, n.6477

Decesso di una casalinga: a chi spetta il risarcimento del danno da perdita del lavoro domestico?

In caso di morte di una casalinga verificatasi in conseguenza dell’altrui fatto dannoso, i congiunti conviventi hanno diritto al risarcimento del danno, quantificabile in via equitativa, subito per la perdita delle prestazioni attinenti alla cura ed all’assistenza da essa presumibilmente fornite, essendo queste prestazioni, benché non produttive di reddito, valutabili economicamente, ciò anche nell’ipotesi in cui la stessa fosse solita avvalersi di collaboratori domestici, perché comunque i suoi compiti risultano di maggiore ampiezza, intensità e responsabilità rispetto a quelli espletati da un prestatore d’opera dipendente.

Cassazione civile sez. III, 10/01/2017, n.238

Morte della moglie in un sinistro stradale: danno per mancato apporto futuro dell’attività di casalinga

In tema di risarcimento del danno per morte di un congiunto in un sinistro stradale va riconosciuto al marito e ai figli il pregiudizio per il mancato apporto in futuro dell’attività di casalinga della defunta nel compendio familiare, senza alcuno svilimento di tale figura e con riferimento alle incombenze di natura prettamente materiale quali la cura e la pulizia della casa che debbono essere svolte con l’impiego di una colf.

Verosimilmente deve ritenersi che tale pregiudizio sia limitato nel tempo, stante il prevedibile raggiungimento di autonomia dei figli in corrispondenza della fine del periodo di studi.

Tribunale Milano sez. X, 11/02/2016, n.1845

Lavoro domestico: quantificazione del danno patrimoniale 

Nelle ipotesi in cui la vittima di un sinistro fosse già sofferente per pregressa invalidità, il danno da liquidarsi deve corrispondere alla differenza tra il danno liquidabile sulla base dell’attuale invalidità detratto il danno liquidabile in relazione alla percentuale di invalidità pregressa e ciò in quanto alla maggiore percentuale di invalidità corrisponde progressivamente una maggiore sofferenza.

Ai fini della riconoscibilità del danno patrimoniale da compromissione della capacità lavorativa specifica di casalinga non rileva la mancata prova delle spese aggiuntive per aiuti domestici, in quanto già la prova che la vittima sarà costretta a una maggiore usura o anticipata cessazione da tale attività fonda il diritto a ottenere il risarcimento del relativo danno patrimoniale.

Corte appello Milano sez. IV, 26/10/2016, n.3985

Valutazione economica del lavoro domestico e risarcibilità del danno in caso di perdita

Il lavoro domestico costituisce utilità suscettibile di valutazione economica e la relativa perdita comporta un danno risarcibile, la cui prova può essere fornita presuntivamente, potendo farsi risalire dal fatto noto che una persona sia rimasta vittima di lesioni, tali da costringerla ad un lungo periodo di invalidità, l’esistenza del fatto ignoto della perdita patrimoniale corrispondentemente subita. (Nella specie, rilevato l’impedimento ad attendere alle occupazioni domestiche a seguito dell’incidente stradale, il Tribunale ha riconosciuto alla casalinga il danno patrimoniale, quantificato tenendo conto del costo ideale pari alla retribuzione spettante ad un collaboratore domestico).

Tribunale Napoli sez. VI, 29/11/2016, n.12905

Invalidità permanente e temporanea della casalinga

L’eventuale continuazione delle attività domestiche non esclude la sussistenza del danno patrimoniale da riduzione della capacità di lavoro della casalinga, se le residue energie lavorative della vittima, pur consentendole di conservare al momento lo svolgimento delle attività predette, comportano però una maggiore usura, e di conseguenza rendono verosimile un’anticipata cessazione dell’attività lavorativa, ovvero precludono alla vittima la possibilità di svolgere attività più remunerative (in altri termini quella che la Corte di merito chiama maggior “fatica” non è automaticamente riconducibile, come dalla medesima evidentemente ritenuto, al solo danno biologico).

L’eventuale impossibilità della vittima, per insufficienza di risorse economiche, di ricorrere ad una colf e, quindi, l’eventuale impossibilità di provare il chiaro e determinato danno emergente (consistente nelle spese relative per salario, contributi ecc.) non autorizza il giudice a negare senz’altro il risarcimento (tra l’altro riservando così un trattamento deteriore proprio a chi – a causa delle sue modeste condizioni economiche – viene a subire interamente l’usura fisica predetta e quindi danni in concreto più incisivi a causa della minorata capacità ad attendere alla abituali attività domestiche).

Cassazione civile sez. III, 20/07/2010, n.16896

Liquidazione del danno per invalidità della casalinga

In tema di liquidazione del danno conseguente ad invalidità personale, anche la casalinga, svolgendo un’attività suscettibile di valutazione economica, ove subisca una riduzione della propria capacità lavorativa, ha diritto alla liquidazione del relativo danno patrimoniale e ciò anche qualora contemporaneamente eserciti un’attività lavorativa o similare. In quest’ultimo caso è però necessario che fornisca la prova sia della compatibilità del contestuale esercizio di quest’altra attività con quella di casalinga, sia dell’effettivo espletamento di quest’ultima, la quale non si esaurisce nel compimento delle sole faccende domestiche, ma si concreta nel coordinamento “lato sensu” dell’intera vita familiare.

(Sulla base di tali principi la S.C. ha ritenuto che correttamente il giudice di merito avesse escluso la compatibilità dell’attività di casalinga con quella di studentessa delle scuole medie superiori, dato il carattere assorbente sul piano fisico-psichico di quest’ultima).

Cassazione civile sez. III, 30/11/2005, n.26080

note

Autore immagine: danno casalinga di Elnur


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