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Estratto conto bancario: ultime sentenze

3 Marzo 2019


Estratto conto bancario: ultime sentenze

> L’esperto Pubblicato il 3 Marzo 2019



Onere della prova a carico del correntista e valore probatorio dell’estratto conto bancario contestato o non comunicato al correntista.

Revocatoria fallimentare di rimesse bancarie

In tema di revocatoria delle rimesse in conto corrente bancario effettuate da un imprenditore poi dichiarato fallito, nel caso di plurime operazioni di segno opposto nella stessa giornata in cui appaia uno scoperto di conto, il fallimento che chieda la revoca di rimesse aventi carattere solutorio in relazione al saldo infragiornaliero e non al saldo della giornata, ha l’onere di dimostrare l’esistenza di atti aventi carattere solutorio e, dunque, la cronologia dei singoli movimenti, cronologia che non può essere desunta dall’ordine delle operazioni risultante dall’estratto conto ovvero dalla scheda di registrazione contabile, in quanto tale ordine non corrisponde necessariamente alla realtà e sconta i diversi momenti in cui, secondo le tipologie delle operazioni, vengono effettuate le registrazioni sul conto, sicché in mancanza di tale prova devono intendersi effettuati prima gli accrediti e poi gli addebiti.

Cassazione civile sez. I, 09/01/2019, n.277

Prova del credito fornita da un istituto bancario: dall’ordinario estratto conto va distinto l’estratto di saldaconto

In tema di prova del credito fornita da un istituto bancario, va distinto l’estratto di saldaconto (che consiste in una dichiarazione unilaterale di un funzionario della banca creditrice accompagnata dalla certificazione della sua conformità alle scritture contabili e da un’attestazione di verità e liquidità del credito), dall’ordinario estratto conto, che è funzionale a certificare le movimentazioni debitorie e creditorie intervenute dall’ultimo saldo, con le condizioni attive e passive praticate dalla banca. Mentre il saldaconto riveste efficacia probatoria nel solo procedimento per decreto ingiuntivo eventualmente instaurato dall’istituto, l’estratto conto, trascorso il debito periodo di tempo dalla sua comunicazione al correntista, assume carattere di incontestabilità ed è, conseguentemente, idoneo a fungere da prova anche nel successivo giudizio contenzioso instaurato dal cliente.

Cassazione civile sez. I, 21/12/2018, n.33355

Onere della prova a carico del correntista che agisce in giudizio per la ripetizione dell’indebito

Nei rapporti di conto corrente bancario, il correntista che agisca in giudizio per la ripetizione dell’indebito è tenuto alla prova degli avvenuti pagamenti e della mancanza di una valida “causa debendi” essendo, altresì, onerato della ricostruzione dell’intero andamento del rapporto, con la conseguenza che non può essere accolta la domanda di restituzione se siano incompleti gli estratti conto attestanti le singole rimesse suscettibili di ripetizione. (Nel caso di specie, la S.C. ha cassato la sentenza della corte d’appello che, in presenza del primo estratto conto disponibile con saldo negativo per il correntista, aveva calcolato i rapporti di dare e avere con la banca previo azzeramento di detto saldo perchè ritenuto non provato con la produzione degli estratti conto risalenti alla data di apertura del rapporto).

Cassazione civile sez. I, 28/11/2018, n.30822

Valore probatorio dell’estratto conto bancario contestato o non comunicato tempestivamente al correntista

In materia di rapporti di conto corrente, se l’estratto conto prodotto dalla banca non risulta debitamente comunicato al correntista o dallo stesso è stato tempestivamente contestato, ai sensi dell’articolo 1832 del Cc, il documento perde il valore probatorio privilegiato previsto da tale norma, ma è comunque prudentemente apprezzabile dal giudice come elemento di prova, a mente degli articoli 115 e 116 del codice di procedura civile.

Cassazione civile sez. III, 25/09/2018, n.22551

Mezzo di prova nel giudizio della banca contro il fideiussore

In tema di conto corrente bancario, l’estratto conto comunicato dalla banca al debitore principale e dal medesimo non impugnato nel termine di cui all’art. 1832 c.c. assume carattere di incontestabilità, sicché è idoneo a fungere da mezzo di prova anche nel successivo giudizio contenzioso instaurato nei confronti del fideiussore.

Tribunale Roma sez. XVII, 19/09/2018, n.17543

Revocatoria delle rimesse in conto corrente bancario effettuate da un imprenditore fallito: onere probatorio gravante sul fallimento

In tema di revocatoria delle rimesse in conto corrente bancario effettuate da un imprenditore poi dichiarato fallito, nel caso di plurime operazioni di segno opposto nella stessa giornata in cui appaia uno scoperto di conto, il fallimento che chieda la revoca di rimesse aventi carattere solutorio in relazione al saldo infragiornaliero e non al saldo della giornata, ha l’onere di dimostrare l’esistenza di atti aventi carattere solutorio e, dunque, la cronologia dei singoli movimenti, cronologia che non può essere desunta dall’ordine delle operazioni risultante dall’estratto conto ovvero dalla scheda di registrazione contabile, in quanto tale ordine non corrisponde necessariamente alla realtà e sconta i diversi momenti in cui, secondo le tipologie delle operazioni, vengono effettuate le registrazioni sul conto, sicché in mancanza di tale prova devono intendersi effettuati prima gli accrediti e poi gli addebiti. (Non può, quindi, condividersi l’assunto della ricorrente – ha concluso la Suprema corte – secondo cui la Corte di appello avrebbe trascurato di considerare come la curatela fosse onerata di dimostrare la cronologia dei singoli movimenti effettuati nell’ambito della giornata, giacché la adozione del criterio con cui si è conferita antecedenza, sul piano temporale, alle operazioni di accredito, risulta essere coerente proprio con la mancata dimostrazione della cronologia delle movimentazioni intervenute nell’arco della giornata).

Cassazione civile sez. I, 24/05/2018, n.12972

La mancata contestazione al contenuto della copia del rapporto di c/c bancario determina la decorrenza della prescrizione

Corretta è la decisione del primo giudice di ritenere fondata l’eccezione di prescrizione proposta tempestivamente dalla banca sulla base del documento prodotto (nota di rigenerazione archivio conti movimenti eliminati), mentre nessuna specifica contestazione è stata invece sollevata rispetto al documento prodotto ex adverso, tale da inficiarne il valore probatorio. Il documento in questione ha natura di estratto conto e rende applicabile la disciplina riguardante le riproduzioni meccaniche di cui all’art. 2712 c.c.: sul cliente, contro cui il documento è stato prodotto, incombeva, pertanto, l’onere di disconoscere la conformità dei fatti in esso rappresentati. La contestazione di cui all’art. 2712 c.c., infatti, deve avvenire nel rispetto delle preclusioni processuali previste per la formazione del thema decidendum; che nel rito sommario maturano all’udienza di comparizione ex art. 702 -bis c.p.c.

Corte appello Campobasso, 10/04/2018, n.139

Valenza probatoria delle tacite approvazioni dei conti trimestrali

La mancata tempestiva contestazione dell’estratto conto bancario rende non più contestabili l’iscrizione delle singole partite ma non la validità ed efficacia dei rapporti obbligatori da cui queste derivano, onde le questioni relativa all’illegittimità dell’applicazione di c.m.s. e di capitalizzazioni degli interessi passivi non possono essere precluse dalla tacita approvazione del conto.

Tribunale Pescara, 31/08/2017, n.1050

In assenza di contestazioni specifiche del correntista, la contabilità comunicata con estratto conto costituisce prova del saldo attivo a favore della banca

In tema di contratto di conto corrente bancario, spetta al debitore correntista avanzare contestazioni avverso la contabilità tenuta dall’istituto di credito e comunicata in estratto e che tale contabilità può costituire prova del saldo attivo a favore della banca qualora il debitore si limiti ad una generica affermazione di nulla dovere, o di dovere una somma inferiore, sena muovere addebiti specifici e circostanziati sulle singole poste dalle quali discende quel saldo.

Tribunale Roma sez. IX, 07/06/2017, n.11663

L’estratto del conto corrente bancario ha efficacia probatoria anche nei confronti del fideiussore del correntista

Nei rapporti di conto corrente bancario, l’estratto conto ha efficacia probatoria fino a prova contraria anche nei confronti del fideiussore del correntista e non soltanto per la concessione del decreto ingiuntivo, ma anche nel giudizio di opposizione allo stesso ed in ogni altro procedimento di cognizione.

Cassazione civile sez. VI, 24/05/2017, n.13127

note

Autore immagine: conto bancario di Di jason cox


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