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Miscellanea I bambini italiani vivono male: dal rapporto Unicef, Italia agli ultimi posti

Miscellanea Pubblicato il 11 aprile 2013

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Istruzione, benessere, condizioni di salute e ambientali: i bambini italiani sono quelli che stanno peggio tra i Paesi sviluppati. L’allarme dell’Unicef.

 

Sono quelli che stanno peggio tra le nazioni avanzate: secondo l’Unicef, dopo i bambini italiani ci sono solo quelli dell’Estonia, Slovacchia e Grecia.

In una classifica di 29 Paesi sviluppati, l’Italia è al ventiduesimo posto per il benessere generale dei bimbi, collocandosi nella terza fascia più bassa relativa alla povertà infantile.

Il nostro Paese vanta una serie di primati negativi allarmanti:

– abbiamo il più alto tasso di “Niet” (alla lettera: “né … né”) ossia dei giovani non iscritti a scuola, inoccupati e che non frequentano corsi di formazione. Peggio di noi c’è solo la Spagna;

– c’è il più basso indice di bambini che svolgono esercizio fisico quotidiano: i nostri bimbi sono sedentari e non curano il corpo;

– siamo al ventiseiesimo posto per l’esposizione dei bambini a uno dei livelli più alti di inquinamento in tutti i Paesi industrializzati;

– siamo al venticinquesimo posto (su ventinove) per l’istruzione minorile;

– al ventiquattresimo posto per il rendimento scolastico;

– al ventitreesimo posto per il benessere materiale;

– al ventiduesimo posto per l’uso di sigarette tra i minori;

– al ventunesimo posto per condizioni abitative e ambientali;

– al diciassettesimo posto per la salute e la sicurezza;

– al decimo posto per comportamenti pericolosi.

Dall’altro lato, però, l’Italia ha la più bassa percentuale di gravidanze in età adolescenziale: ciò tuttavia potrebbe essere dovuto alla riduzione del tasso di fertilità tra le adolescenti (oltre un terzo dal 2000). Abbiamo anche il quarto tasso più basso nell’abuso di alcolici e uno degli indici più ridotti di mortalità infantile tra i Paesi dell’Europa meridionale.


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