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Bollette a 28 giorni: pesanti multe dall’Agcom

21 Dicembre 2017
Bollette a 28 giorni: pesanti multe dall’Agcom

Pesanti multe agli operatori telefonici che non hanno rispettato l’obbligo di cadenza mensile della fatturazione

L’Agcom (Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni) ha deciso di irrogare agli operatori Tim, Wind Tre, Vodafone e Fastweb, la massima sanzione prevista dalla legge per il mancato rispetto dell’obbligo di cadenza mensile di rinnovo delle offerte e di fatturazione dei servizi.

Le bollette a 28 giorni erano illegittime. La conversione in legge del decreto fiscale [1] ha definitivamente bloccato la fatturazione a 28 giorni per le compagnie telefoniche e di pay tv, ristabilendo le scadenze mensili o per multipli di mese.

Bollette a 28 giorni: la multa dell’Agcom

Ma sul trucchetto in danno degli utenti – portato avanti dal 2015 – aveva già puntato i riflettori l’Agcom che era intervenuta con una delibera per “costringere” gli operatori a porre fine a questa pratica [2]. L’autorità, in sostanza, aveva chiesto l’abolizione delle offerte di telefonia fissa con fatturazione a 28 giorni, come per accade per il mobile. Ma le compagnie, che avevano 90 giorni per mettersi in regola, non hanno obbedito.

L’Agcom, dunque, ha avviato procedimenti sanzionatori nei confronti degli operatori telefonici Tim, Wind Tre, Vodafone e Fastweb per il mancato rispetto delle disposizioni relative alla cadenza delle fatturazioni e dei rinnovi delle offerte di comunicazioni elettroniche, conclusosi con l’irrogazione di una multa di 1,16 milioni di euro per ciascun operatore.

Come già più volte detto in Bollette a 28 giorni illegittime e diritto al rimborso , da più parti era arrivato il secco no al trucchetto ideato da molte compagnie telefoniche (tra cui Tim, Wind, Tre, Vodafone e Fastweb) e anche della pay tv Sky per lucrare sulle tasche degli utenti. Infatti, calcolatrice alla mano, pagare una bolletta telefonica ogni 28 giorni anziché con cadenza mensile, significa pagarne 13 e non 12 in un anno.

Bollette a 28 giorni: la riforma

Come anticipato, è intervenuto anche il Governo per mettere al bando le bollette telefoniche a 28 giorni. La riforma, dunque, ha introdotto l’obbligo della fatturazione dei servizi su base mensile, con un irrobustimento dei poteri di vigilanza da parte delle competenti autorità e soprattutto dell’Agcom e un aumento delle sanzioni da queste ultime comminabili. Infatti, vengono raddoppiate le sanzioni previste dal Codice delle comunicazioni per questo tipo di violazioni che vengono portate da un minimo di 240mila euro a un massimo di 5 milioni. Mentre agli utenti vittime di bollette irregolari, spetteranno 50 euro forfettari di rimborso più 1 euro per ogni giorno che passa a partire dal termine di rimborso deciso dall’Agcom.

Come già rilevato, infatti, con la fatturazione a 28 giorni, ciascun utente ogni anno paga alla propria compagnia telefonica una bolletta non dovuta. Tradotto in denaro: il rincaro per il cittadino si aggira intorno all’8,6% in più ogni anno, mentre l’illegittimo guadagno per la compagnia telefonica corrisponde ad una vera e propria tredicesima.


note

[1] D. L. n. 148/2017.

[2] Delibera n. 121/17/CONS del 15.03.2017.


1 Commento

  1. Cito testualmente una comunicazione ricevuta questa mattina da Telecom:
    “TIM adotterà, a partire dal 1° gennaio 2018, … una valorizzazione su base mensile, anziché ogni 4 settimane, di Canoni (per le linee di abbonamento) e Contributi (per le ricaricabili), con conseguente fatturazione degli stessi su base bimestrale, anziché ogni 8 settimane”.
    La lettera continuava, leggete con attenzione:
    “Tale modifica non comporterà alcuna variazione della sua spesa complessiva annuale, ma si sostanzierà nella riduzione del numero di Canoni e Contributi addebitati in un anno (da 13 a 12).”
    E, colpo di grazia…
    “Per effetto della divisione della spesa annuale per 12 anziché per 13 l’importo di ciascun Canone e Contributo risulterà maggiorato dell’8,6%”.

    Non vorrei essere ma volgare, ma mi sento leggermente presa per i fondelli, diciamo così… Dove sarebbe il mio vantaggio? Praticamente resta la maggiorazione dell’8,6% rispetto alle tariffe sottoscritte precedentemente a questo scempio e in più abbiamo, sostanzialmente, una ricarica in meno all’anno (quello che, tra l’altro, secondo le Compagnie, avrebbe giustificato questo aumento… Vero, da un certo punto di vista, solo per i canoni del telefono ma di sicuro non anche per la pay tv…).
    Comunque ottimo lavoro Italia! Fatta la legge, neanche applicata, e trovato pure l’inganno!
    Bel paese questo (volutamente scritto con la lettera minuscola), dove al primo che si sveglia la mattina con una nuova idea per truffare il popolo viene concesso di tutto e di più.
    E come diceva Totò… E io pago!!!

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