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Rendiconto condominiale: posso contestarlo?

29 Marzo 2019 | Autore:
Rendiconto condominiale: posso contestarlo?

L’opportunità delle spese contabilizzate nel rendiconto condominiale ed approvate dall’assemblea può essere motivo d’impugnazione del verbale?

Diciamoci la verità: in tutti i condomini, fatte salve le dovute eccezioni, c’è sempre chi la vuole cotta e chi la vuole cruda ed immaginarci un fabbricato dove tutti sono d’accordo è in verità una vera e propria chimera. Tuttavia, bisogna fare delle dovute precisazioni. Appare chiaro, infatti che il controllo, soprattutto sulla gestione condominiale, sia dovuto e necessario. Il proprietario condomino ha il dovere e il diritto di verificare che l’amministrazione condominiale avvenga nel rispetto della legge, nell’interesse del bene comune e non solo di qualche singolo e maggiormente compiacente condomino. È opportuno, altresì, verificare la contabilità, il genere di spesa affrontata e le ricevute a supporto e giustificazione delle medesime. Insomma, si tratta di controllare tutto ciò che sarà poi oggetto del cosiddetto rendiconto condominiale, opportunamente discusso ed approvato nell’assemblea ordinaria annuale, prevista dalla legge proprio a tale scopo.

Tuttavia, in questa prospettiva, sapendo che hai la possibilità di contestare e non approvare il cosiddetto bilancio annuale, ti sembra naturale porti alcune domande: a proposito del rendiconto condominiale, posso contestarlo? In particolare, se l’amministratore o l’assemblea hanno deciso una spese per me inopportuna ed inutilmente esosa, posso impugnare l’approvazione del rendiconto condominiale? In quali casi potrei impugnare l’approvazione del rendiconto condominiale? A questo punto, procediamo con ordine.

Rendiconto condominiale: cos’è?

Con il rendiconto condominiale, inviato contestualmente alla convocazione dell’assemblea per l’approvazione del bilancio, l’amministratore di condominio ti relaziona sulla gestione condominiale in generale, sulle spese affrontate e sulla situazione finanziaria/patrimoniale del condominio intero.

Detto ciò, da un punto di vista squisitamente tecnico e formale, il rendiconto condominiale, secondo la legge vigente [1], si deve comporre di tre elementi alquanto importanti:

  • il registro di contabilità;
  • il riepilogo finanziario;
  • la nota sintetica esplicativa della gestione condominiale con indicazione dei rapporti in corso e delle questioni eventualmente pendenti.

Perché questi elementi sono così importanti? Scopriamolo insieme in questo articolo.

Rendiconto condominiale: da cosa è composto?

Con il rendiconto condominiale il proprietario deve essere messo in condizione di conoscere concretamente e realmente gli elementi contabili indicati nel bilancio. Se dovessero mancare, il registro di contabilità, il riepilogo finanziario e la nota sintetica esplicativa della gestione, il condomino non avrebbe gli elementi sufficienti per superare eventuali dubbi o incertezze in ordine ai dati del conto. Insomma i predetti elementi che compongono il rendiconto condominiale non soddisfano solamente un’esigenza di carattere formale, nel rispetto di quanto scritto nella legge, bensì consentono a tutti i condomini presenti in assemblea di esprimere un voto cosciente, consapevole e meditato.

Alla luce di queste conclusioni, la Suprema Corte di Cassazione [2] ha quindi recentemente confermato che la mancanza di questi elementi, condurrebbe all’annullabilità dell’eventuale assemblea condominiale che dovesse approvare il rendiconto condominiale, nonostante la descritta irregolarità. Detto questo, resta da chiarire, uno dei dubbi inizialmente posti: è possibile contestare le scelte operate? Una spesa da te ritenuta inopportuna, ma ugualmente messa a bilancio e ritualmente approvata dall’assemblea condominiale, può essere contestata? Per un motivo come questo, potresti impugnare l’assemblea di approvazione del rendiconto condominiale?

Rendiconto condominiale: le scelte sono impugnabili?

Come avrai potuto capire, occorre rispettare determinati requisiti formali e sostanziali per sottoporre validamente ai condomini di un palazzo un rendiconto condominiale da approvare. La mancanza di questi elementi così come la presenza di altre irregolarità durante l’assemblea condominiale ed in merito alle decisioni della stessa, potrebbero condurre all’impugnabilità del conseguente deliberato. Il condomino dissenziente così come quello assente e non votante neanche per delega avrebbero, quindi, il potere/diritto di impugnare le decisioni prese, dinanzi al giudice ordinario, nel termine di trenta giorni decorrenti, rispettivamente, dal giorno dell’assemblea oppure da quello in cui è pervenuta la comunicazione della medesima.

Detto questo, contestare nel merito una decisione assembleare sarebbe possibile? A parte l’ovvia discussione sull’argomento del giorno, durante la quale i presenti esprimono, anche in modo acceso, le proprie diverse opinioni, se l’assemblea dovesse approvare una spesa da te ritenuta inutile ed inopportuna, potrebbe il giudice eventualmente invocato, giudicarla come tale ed invalidare l’assemblea? La risposta deve essere inevitabilmente negativa. L’opportunità di una scelta piuttosto che la sua approvazione in sede di discussione di un rendiconto condominiale, non possono essere oggetto del sindacato del giudice ordinario. Questi ha il potere soltanto di valutare la regolarità dell’assemblea, secondo la legge, ma non può spingersi fino a giudicarla come inopportuna e/o non condivisibile.

Pertanto, ad esempio, la nomina di un amministratore piuttosto che di un altro da te proposto oppure l’approvazione di una spesa maggiore rispetto a quella di minor entità disponibile, non sono motivi di irregolarità dell’assemblea e non possono essere oggetto di un’ammissibile impugnazione della stessa.


note

[1] Art. 1130bis co. civ.

[2] Cass. civ. ord. n. 33038/2018.


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