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Permessi legge 104 coppie conviventi

16 Marzo 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 Marzo 2019



Permessi retribuiti per l’assistenza del convivente disabile in situazione di gravità: quando spettano?

La legge 104 [1] prevede, per i lavoratori che assistono il coniuge ed i familiari entro il 3° grado, con handicap grave riconosciuto, il diritto ad usufruire di 3 giorni di permesso mensili retribuiti. La cosiddetta legge Cirinnà [2], poi, ha esteso questo diritto al partner dell’unione civile, equiparandolo al coniuge. Nello specifico, la legge estende ad ognuna delle parti dell’unione civile tra persone dello stesso sesso le disposizioni che si riferiscono al matrimonio e le disposizioni contenenti le parole «coniuge», «coniugi» o termini equivalenti, ovunque ricorrono nelle leggi, negli atti aventi forza di legge, nei regolamenti nonché negli atti amministrativi e nei contratti collettivi.

Ma il convivente, che non è legato al disabile grave da vincoli di matrimonio, né da un’unione civile, può chiedere comunque di beneficiare dei permessi legge 104? Sul punto, si è espressa la Corte di Cassazione [3], che ha reputato una discriminazione non concedere i permessi mensili retribuiti al convivente more uxorio: ha così dichiarato l’illegittimità costituzionale della legge 104, nella parte in cui non include il convivente tra i soggetti legittimati a fruire dei permessi mensili retribuiti per l’assistenza del disabile grave.

Ma quali conviventi possono beneficiare dei permessi legge 104? Bisogna aver firmato un patto di convivenza, oppure è sufficiente la dichiarazione anagrafica? E se la convivenza al Comune di residenza non risulta, ma c’è comunque una coabitazione di fatto, si ha diritto ugualmente ai permessi retribuiti per assistere il portatore di handicap grave? Proviamo a fare chiarezza sui permessi legge 104 coppie conviventi.

Perché i permessi legge 104 al convivente?

Per capire quale convivente ha diritto ai permessi retribuiti, dobbiamo prima comprendere qual è la finalità dei permessi legge 104. Lo scopo dei permessi mensili retribuiti è la tutela della salute psico-fisica della persona con disabilità, un diritto fondamentale dell’individuo tutelato, oltreché dalla legge 104, anche dalla Costituzione [4].

L’integrità psico-fisica del disabile rientra tra i diritti inviolabili che la costituzione riconosce e garantisce all’uomo, tra l’altro, non solo come singolo, ma anche nelle formazioni sociali nelle quali è coinvolto, come la famiglia.

La Corte sostiene, quindi, che sarebbe irragionevole non includere il convivente della persona disabile in situazione di gravità tra le persone legittimate a fruire dei permessi retribuiti: in caso contrario, infatti, si limiterebbe immotivatamente il diritto del disabile a ricevere assistenza nell’ambito della propria comunità di vita. Di conseguenza, il convivente deve essere incluso tra i soggetti legittimati a fruire dei permessi per l’assistenza alla persona con disabilità in situazione di gravità, in alternativa al coniuge, parente o affine di secondo grado.

Quale convivente ha diritto ai permessi Legge 104?

A questo punto, ci si chiede se tutti coloro che convivono more uxorio hanno diritto ai permessi retribuiti legge 104, oppure soltanto chi ha firmato un patto di convivenza. L’Inps, con un’importante circolare [5], ha chiarito che il convivente avente diritto ai permessi è il convivente di fatto. Ma di chi si tratta?

Può essere considerato convivente di fatto chi non risulta convivente, perché non ha mai dichiarato la residenza all’anagrafe del Comune, ma coabita col disabile?

Chi è il convivente di fatto?

In base a quanto precisato dall’Inps, la definizione di convivente di fatto a cui riferirsi è quella della legge Cirinnà [2]. Nello specifico, la norma intende per «conviventi di fatto» due persone maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti di parentela, affinità o adozione, da matrimonio o da un’unione civile.

Per l’accertamento della stabile convivenza, la legge prescrive che si faccia riferimento alla dichiarazione anagrafica presentata al Comune di residenza [6].

Quando si ha diritto ai permessi legge 104 per conviventi?

In base a quanto illustrato, per aver diritto ai permessi legge 104:

  • non è necessario aver firmato un patto di convivenza;
  • bisogna però aver dichiarato la coabitazione all’anagrafe del Comune di residenza.

Pertanto, le due persone che convivono e non hanno dichiarato la stessa residenza al Comune non possono essere considerate conviventi di fatto ai fini della legge 104, nemmeno con un’autocertificazione.

Il convivente di fatto dello stesso sesso ha diritto ai permessi legge 104?

In base alla legge Cirinnà, l’unione civile può essere costituita solo tra persone dello stesso sesso, mentre la convivenza di fatto può essere costituita sia da persone dello stesso sesso che da persone di sesso diverso.

Di conseguenza, se due persone dello stesso sesso convivono, legate da un vincolo affettivo, e hanno presentato la dichiarazione anagrafica al Comune di residenza, possono essere comunque considerate conviventi di fatto ai fini della legge 104: lo ha chiarito l’Inps, nella già citata circolare sulla concessione dei permessi retribuiti ai conviventi [5].

Domanda permessi legge 104 convivente

Il convivente, per richiedere i permessi mensili retribuiti per l’assistenza del disabile, deve seguire la procedura valida per la generalità dei familiari: ne abbiamo parlato in Domanda permessi legge 104.

Nella domanda di beneficio il richiedente è tenuto a dichiarare sotto la propria responsabilità lo stato di coniuge, parte di unione civile o convivente di fatto.

note

[1] L. n.104/1992.

[2] Art.1, Co.36, L. 76/2016.

[3] C.Cost. sent. n. 213/2016.

[4] Art. 32 Cost.

[5] Inps Circ. n.38/2017.

[6] Art.13, Co.1, DPR n.223/1989.

[7] Art.46 DPR 445/2000.


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