L’esperto | Articoli

Aborto: ultime sentenze

1 Settembre 2021
Aborto: ultime sentenze

Interruzione volontaria della gravidanza; omessa informazione sulla salute del feto; scelta di aborto e salute della donna; concussione per il medico che pratica aborti illegali a titolo oneroso.

Interruzione abusiva di gravidanza da parte del medico e assunzione della pillola del giorno dopo

La sola circostanza, per di più non provata, dell’assunzione della c.d. “pillola del giorno dopo” non esclude che la gravidanza ci fosse effettivamente stata, né tantomeno è idonea a dimostrare la volontà, perdurante fino al momento dell’intervento abortivo, della donna ad interrompere la gravidanza così da escludere l’obbligo di risarcimento in sede civile per il medico che in sede penale sia stato ritenuto responsabile del reato di cui all’art. 19 L. 194/1978.

Tribunale Benevento sez. II, 26/05/2021, n.1096

Aborto terapeutico: quando è possibile?

Per praticare l’aborto terapeutico non vi è necessità che l’anomalia o la malformazione si sia già prodotta e risulti strutturalmente o clinicamente accertata, essendo al contrario sufficiente che la gestante sia messa al corrente di aver contratto una patologia che, con apprezzabile grado di probabilità, sia atta a produrre anomalie o malformazioni del feto.

L’accertamento di tali processi patologici consente il ricorso all’interruzione volontaria della gravidanza, ai sensi della l. n. 194 del 1978, art. 6, lett. b), laddove determini nella gestante — che sia stata compiutamente informata dei rischi — un grave pericolo per la sua salute fisica o psichica, da accertarsi in concreto e caso per caso. Il medico che non informi correttamente e compiutamente la gestante dei rischi di malformazioni fetali correlate a una patologia dalla medesima contratta, può essere chiamato a risarcire i danni conseguiti alla mancata interruzione della gravidanza alla quale la donna dimostri che sarebbe ricorsa a fronte di un grave pregiudizio per la sua salute fisica o psichica.

Cassazione civile sez. III, 15/01/2021, n.653

Aborto farmacologico: rifiuto di ecografia alla paziente

La legge esonera il medico obiettore dal partecipare alla procedura di interruzione della gravidanza solo in relazione alle attività “specificamente e necessariamente dirette a determinare l’interruzione della gravidanza” e non anche per quelle di assistenza ovvero per quelle strumentali, come nel caso di specie, non a determinare l’interruzione della gravidanza ma a verificare se l’interruzione vi sia stata ed ad accertare che non vi siano rischi per le condizioni cliniche e di salute della donna. Il medico può solo rifiutarsi di causare l’aborto, chirurgicamente o farrnacologicamente, ma non anche di prestare assistenza (condanna per il medico obiettore che si era rifiutato di effettuare un’ecografia di controllo sulla donna che aveva ultimato la procedura farmacologica per l’interruzione volontaria della gravidanza).

Cassazione penale sez. VI, 17/11/2020, n.18901

Interruzione della gravidanza: colpa medica

La regola di giudizio, compendiata nella formula “al di là di ogni ragionevole dubbio” – propria del processo penale – impone di pronunciare condanna a condizione che il dato probatorio acquisito lasci fuori soltanto eventualità che, pur astrattamente formulabili e prospettabili come possibili in rerum natura, siano remote, nel senso che l’effettiva realizzazione di dette eventualità, nella fattispecie concreta, risulti priva del benché minimo riscontro nelle emergenze processuali.

(Nel caso di specie il giudice ha ritenuto la ricorrenza di siffatta credibilità razionale posto che dall’esame di tutte le circostanze fattuali non è emerso il riscontro di possibili cause alternative della morte del feto, diverse dall’omessa diagnosi della pProm che ha portato alla dimissione della paziente con conseguente impossibilità di monitorare il benessere della stessa e del feto al fine di intervenire per fronteggiare complicanze).

Tribunale Napoli sez. V, 03/07/2020, n.3648

Erronea esecuzione dell’intervento d’interruzione della gravidanza

Nell’ipotesi di erronea esecuzione dell’intervento d’interruzione della gravidanza che abbia dato luogo ad una nascita indesiderata, in virtù dell’interpretazione costituzionalmente orientata degli artt. 1 e 4 della legge n. 194/1978, deve essere riconosciuto non soltanto il danno alla salute psico-fisica della donna ma anche quello sofferto da entrambi i genitori per la lesione della loro libertà di autodeterminazione, da riconoscersi in relazione alle negative ricadute esistenziali derivanti dalla violazione del diritto a non dar seguito alla gestazione nell’ambito dei tempi e delle modalità stabilite dalla legge e prescindendo totalmente dalle condizioni di salute del nato, intendendosi per danni patrimoniali quelli derivanti dal necessario mantenimento della piccola e conseguenti alla compressione del diritto alla paternità consapevole e autodeterminata.

(Nella specie pari ad € 82.000,00), mentre il danno non patrimoniale in favore del padre va determinato tenuto conto dell’incidenza della nascita sulla situazione di vita dello stesso e della scelta diversa che egli avrebbe privilegiato, assieme a sua moglie, se avesse potuto intervenire tempestivamente (nella specie: pari ad € 10.000,00).

Corte appello Torino sez. I, 08/05/2020, n.489

Quando il medico commette concussione?

Integra il delitto di concussione e non quello di induzione indebita, la condotta del dirigente medico preposto ad eseguire le interruzioni di gravidanza, il quale, approfittando della grave compressione della libertà di autodeterminazione delle vittime e palesando l’insussistente impossibilità di eseguire gli interventi presso la struttura pubblica, prospetti quale unica alternativa l’illecita esecuzione degli aborti presso il suo studio privato previo versamento di un corrispettivo in danaro.

Cassazione penale sez. VI, 05/03/2019, n.13411

Risultati dell’amniocentesi: escludono l’indagine sulla responsabilità del sanitario?

risultati dell’esame di amniocentesi – anche qualora ininfluenti sulla possibilità di abortire – al contrario certamente incidono sulla possibilità della madre di acquisire consapevolezza su ciò che accadrà, modificare gradualmente le proprie aspettative e prepararsi psicologicamente anche eventualmente ricorrendo ad adeguato supporto psicologico al fine di affrontare più saldamente l’attendibile percorso di accettazione e preparazione all’accoglimento del neonato e così calmierare l’eventuale impatto psicologico della notizia. Ciò comporta che sia comunque necessario accertare se effettivamente il sanitario abbia condotto con diligenza e perizia la propria prestazione, e se abbia correttamente informato la paziente sulla metodologia usata e sul grado di certezza raggiungibile scientificamente.

Tribunale Roma sez. XIII, 02/08/2018, n.16044

Mancato accertamento della malformazione del feto, scelta abortiva e responsabilità dei sanitari

Essendo state provate le rilevanti possibilità di accertamento diagnostico anche i fini di un aborto terapeutico oltre i 90 giorni; il collegamento eziologico fra l’omesso accertamento della malformazione e l’impossibilità per la madre di optare una legittima scelta ai fini dell’interruzione della gravidanza in atto; le mancate informazioni ai genitori sui limiti o il grado tecnico di approssimazione degli accertamenti strumentali effettuati, non consentendo loro anche scelte trattamentali alternative (intervento chirurgico in utero la cui possibilità non è stata esclusa in termini assoluti e documentati); va riconosciuta agli appellanti la risarcibilità del danno per le conseguente conduzione di una vita con disagi e sofferenze evitabili. La liquidazione di un tale danno è necessariamente equitativa quanto ad intensità della connessa sofferenza morale, ai pregiudizi derivanti dalla perdita di un figlio, perché, come questi, sono espressione di una irreparabile menomazione del rapporto parentale.

Corte appello Ancona sez. I, 27/04/2018, n.533

Omessa informazione sulle condizioni del feto 

In tema di pregiudizi da nascita indesiderata è necessario verificare preventivamente la responsabilità contrattuale del medico per l’omessa informazione alla gestante e la conseguente violazione della libertà di autodeterminazione della puerpera, non idoneamente informata, che si è vista sottrarre la possibilità di interrompere la gravidanza. Posta nell’alveo contrattuale la responsabilità del medico, la gestante deve in pratica concentrare i propri sforzi probatori sul quantum del pregiudizio sofferto (una volta dimostrato che, al momento della diagnosi, sussistevano le condizioni dell’aborto terapeutico).

Corte appello Roma sez. III, 28/07/2017, n.5179

Accesso delle coppie fertili alla procreazione assistita

La gravità della patologia genetica che rappresenta uno dei requisiti per la liceità dell’accesso delle coppie fertili alla procreazione medicalmente assistita previa diagnosi preimpianto deve essere valutata alla stregua del criterio di gravità di cui all’art. 6, l. n. 194/1978. In particolare, tale disposizione, per giustificare l’interruzione volontaria di gravidanza dopo i primi novanta giorni di gestazione, richiede che le patologie del nascituro siano state accertate, nonché siano rilevanti, e che il pericolo per la salute fisica o psichica della donna sia “grave”, così da giustificare l’aborto (nel caso di specie, è stato ritenuto che, nell’ipotesi in cui l’embrione fosse effetto dalla patologia osteocondromi multipli ereditari, cd. HMO, ereditata dal padre, sussisterebbe il serio pericolo per la salute psichica della madre, tale da giustificare l’accesso alla procreazione medicalmente assistita, previa diagnosi prempianto).

Tribunale Milano sez. I, 18/04/2017

Mancanza di una mano: è una malformazione rilevante ai fini dell’aborto terapeutico?

La mancanza di una mano non è una malformazione del nascituro così rilevante da mettere in serio pericolo la salute fisica e psichica della madre. Di conseguenza, non è possibile ottenere il risarcimento del danno da parte dei medici per non aver rilevato l’assenza dell’arto con l’ecografia morfologica, comunque effettuata dopo il novantesimo giorno. Ad affermarlo è la Cassazione che ribadisce il principio per cui dopo i 90 giorni l’aborto è possibile solo se il pericolo per la vita della donna è “grave” e le malformazioni del nascituro sono “rilevanti”. Nel caso di specie, la mancanza di una mano non può considerarsi anomalia “rilevante” per la legge e l’handicap con il quale era nato il bambino non era idoneo a incidere sulla vita e sulla salute della madre.

Cassazione civile sez. III, 11/04/2017, n.9251

Medico induce la donna ad abortire illegalmente 

Integra il reato di concussione la condotta del medico in servizio presso il reparto di ginecologia di un ospedale, il quale, strumentalizzando la propria posizione in ambito ospedaliero (era uno dei sanitari non obiettori in servizio presso l’ambulatorio di interruzione volontaria della gravidanza), con la prospettazione di lungaggini nella pratica standard e ostacoli organizzativi, induca le donne gravide, che avevano necessità di abortire in tempi contenuti, a un aborto illegale a pagamento presso il proprio studio.

Cassazione penale sez. VI, 15/11/2016, n.53444

Istanza di aborto della minorenne 

Qualora la minore, intenzionata a interrompere volontariamente la gravidanza, non compaia innanzi al giudice tutelare per essere sentita ai sensi dell’art. 12 l. 194/1978, non è possibile verificare la effettiva consapevolezza in capo alla stessa della scelta di abortire, con la conseguenza che la relativa istanza andrà rigettata.

Tribunale Mantova, 29/02/2016

Nascita indesiderata e diritto della madre a non procreare

In tema di omessa informazione medica sulla sussistenza delle condizioni che legittimano l’interruzione volontaria della gravidanza ex art. 6 l. n. 194 del 1978, la madre è onerata della prova controfattuale della volontà abortiva, ma può assolvere il relativo onere mediante presunzioni semplici.

Cassazione civile sez. un., 22/12/2015, n.25767

Omesso o mal riuscito intervento di sterilizzazione richiesto dalla partoriente

In tema di risarcimento del danno per la nascita indesiderata di un figlio a seguito di omesso o mal riuscito intervento di sterilizzazione, correttamente richiesto dalla partoriente, ai fini dell’art. 1227, comma 2, c.c. l’ordinaria diligenza è da intendersi nell’ambito di attività o scelte che non abbiano carattere di eccezionalità o comportino rischi o sacrifici, pertanto al fine di evitare i danni conseguenti alla mancata esecuzione della sterilizzazione, non esiste alcun obbligo della donna a sottoporsi a interruzione volontaria di gravidanza comportando l’aborto un sacrificio alla salute e alla libertà di autodeterminarsi della madre.

Tribunale Reggio Emilia sez. II, 07/10/2015, n.1298

Aborto: intervento pericoloso per la salute della donna

Gli art. 1, commi 1 e 2, e 4 comma 1, l. 19 febbraio 2004 n. 40 (Norme in materia di procreazione medicalmente assistita) sono incostituzionali, per violazione degli art. 3 e 32 cost., nella parte in cui non consentono l’accesso alla procreazione medicalmente assistita e, dunque, alla diagnosi e selezione preimpianto a coppie fertili che possono invece ricorrere all’aborto — intervento più pericoloso per la salute della donna, e comunque comportante la soppressione del concepito — in quanto portatrici di malattie genetiche trasmissibili, rispondenti ai criteri di gravità di cui all’art. 6, comma 1, lett. b), l. 22 maggio 1978 n. 194 (Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza), accertate da apposite strutture pubbliche.

Corte Costituzionale, 05/06/2015, n.96


note

Autore immagine: aborto di Ruslan Ivantsov


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube