L’esperto | Articoli

Diritto di satira: ultime sentenze

29 Marzo 2021
Diritto di satira: ultime sentenze

Modalità di esercizio della satira e del diritto di critica; limiti della continenza e della funzionalità delle immagini; ammissibilità di espressioni lesive della reputazione altrui.

Diritto di satira: il giudizio ironico su un fatto

La divulgazione a mezzo stampa di notizie lesive dell’onore è scriminata per legittimo esercizio del diritto di cronaca se ricorrono: a) la verità oggettiva (o anche solo putativa, purché frutto di un serio e diligente lavoro di ricerca), la quale non sussiste quando, pur essendo veri i singoli fatti riferiti, siano dolosamente o colposamente taciuti altri fatti, tanto strettamente ricollegabili ai primi da mutarne completamente il significato, ovvero quando i fatti riferiti siano accompagnati da sollecitazioni emotive, sottintesi, accostamenti, insinuazioni, allusioni o sofismi obiettivamente idonei a creare nella mente del lettore false rappresentazioni della realtà; b) l’interesse pubblico all’informazione, cioè la cosiddetta pertinenza; c) la forma “civile” dell’esposizione e della valutazione dei fatti, cioè la cosiddetta continenza.

A differenza del diritto di cronaca, il diritto di satira, quale modalità corrosiva e spesso impietosa del diritto di critica, è sottratto al parametro della verità, in quanto esprime, mediante il paradosso e la metafora surreale, un giudizio ironico su un fatto, ma, appunto per questo, ne ricorre l’esercizio solo se il fatto è espresso in modo apertamente difforme dalla realtà, sicché possa apprezzarsene subito l’inverosimiglianza e il carattere iperbolico.

Tribunale Roma sez. I, 05/02/2020, n.2541

Il legittimo esercizio del diritto di satira

Affinché possa configurarsi un legittimo esercizio del diritto di satira, con l’applicabilità della scriminante di cui all’art. 51 c.p., è necessaria una adeguata contestualizzazione e la riconoscibilità dell’intento di esasperazione grottesca ed iperbolica della figura e della condotta della persona attinta dalla satira.

Tribunale Brindisi, 25/02/2019, n.278

Diritto di satira: nozione e limiti di ammissibilità

Il diritto di satira costituisce una manifestazione del diritto di critica che è sottratta all’obbligo di riferire fatti veri, in quanto esprime mediante il paradosso e la metafora surreale un giudizio ironico su un fatto, pur soggetta al limite della continenza e della funzionalità delle espressioni o immagini rispetto allo scopo di denuncia sociale o politica perseguito, per cui possono essere utilizzate espressioni di qualsiasi tipo, anche lesive della reputazione altrui, purché siano strumentalmente collegate alla manifestazione di un dissenso ragionato dall’opinione o comportamento preso di mira e non si risolvono in un’aggressione gratuita e distruttiva dell’onore e della reputazione del soggetto interessato.

Tribunale Roma sez. I, 08/11/2018, n.21512

Satira: è sottratta all’obbligo di riferire fatti veri?

La satira costituisce una modalità corrosiva e spesso impietosa del diritto di critica, sicché, diversamente dalla cronaca, è sottratta all’obbligo di riferire fatti veri, in quanto esprime mediante il paradosso e la metafora surreale un giudizio ironico su di un fatto, pur soggetta al limite della continenza e della funzionalità delle espressioni o delle immagini rispetto allo scopo di denuncia sociale o politica perseguito. Conseguentemente, nella formulazione del giudizio critico, possono essere utilizzate espressioni di qualsiasi tipo, anche lesive della reputazione altrui, purché siano strumentalmente collegate alla manifestazione di un dissenso ragionato dall’opinione o comportamento preso di mira e non si risolvano in un’aggressione gratuita e distruttiva dell’onore e della reputazione del soggetto interessato.

Cassazione civile sez. III, 22/11/2018, n.30193

In quali casi il diritto all’oblio prevale sulla satira?

L’oblio prevale sulla satira ingiustificata per il personaggio noto che non riveste un ruolo primario della vita pubblica nazionale (figura pubblica) e la cui vicenda non abbia lo spessore di un contributo al dibattito pubblico come le vicende su fatti criminali, di preminente interesse politico o economico o ancora su fatti di ordine pubblico o sulla sicurezza delle persone.

Cassazione civile sez. I, 20/03/2018, n.6919

Diritto di critica e satira: limiti di legittimità

Il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero trova un limite nell’ordinamento, nella esigenza che il diritto di critica e satira sia esercitato -utilizzando espressioni di qualsiasi tipo anche lesive della reputazione altrui -, purché siano strumentalmente collegate alla manifestazione di un dissenso ragionato dall’opinione o comportamento preso di mira e non si risolvano in un’aggressione gratuita e distruttiva dell’onore e della reputazione del soggetto interessato.

Tribunale Roma sez. I, 01/12/2017, n.22585

Satira: è sottratta al parametro della verità?

L’esercizio del diritto di satira consiste nell’esercizio in forma sarcastica ed ironica del diritto di critica, attesa anche la notorietà del personaggio che ne è l’oggetto. Diversamente dalla cronaca, la satira è sottratta al parametro della verità in quanto esprime mediante il paradosso e la metafora surreale un giudizio ironico su un fatto, pur rimanendo assoggettata al limite della continenza e della funzionalità delle espressioni o delle immagini rispetto allo scopo di denuncia sociale o politica perseguito.

Tribunale Roma sez. I, 10/08/2017, n.16109

Diritto di cronaca e diritto di satira: differenze

Il diritto di satira, a differenza da quello di cronaca, è sottratto al parametro della verità dei fatto, in quanto esprime, mediante il paradosso e la metafora surreale, un giudizio ironico su un fatto, purché il fatto sia espresso in modo apertamente difforme dalla realtà, tanto da potersene apprezzare subito l’inverosimiglianza e il carattere iperbolico.

Cassazione civile sez. III, 07/04/2016, n.6787

Disprezzo e distruzione della dignità della persona: è satira?

La satira, per la sua natura di diritto soggettivo ed opinabile, è sottratta al parametro della verità, ma che soltanto i fatti così rappresentati in modo apertamente difforme alla verifica del reale sono privi della capacità offensiva, mentre la riproduzione apparentemente attendibile di un fatto di cronaca, deve essere valutata secondo il criterio della continenza delle espressioni e delle immagini e delle vignette e delle foto utilizzate; nessuna scriminante è possibile riconoscere allorchè la satira diventa forma pura di dileggio, disprezzo e distruzione della dignità della persona.

Cassazione civile sez. III, 24/03/2015, n.5851

Diffamazione a mezzo stampa: esimente del diritto di critica e satira

In tema di diffamazione a mezzo stampa, sussiste l’esimente del diritto di critica, quando le espressioni utilizzate, pur se veicolate nella forma scherzosa e ironica propria della satira, consistano in un’argomentazione che esplicita le ragioni di un giudizio negativo collegato agli specifici fatti riferiti e non si risolve in un’aggressione gratuita alla sfera morale altrui. (Nella fattispecie, la S.C. ha annullato il provvedimento del tribunale che, omettendo di indicare i motivi per cui le espressioni utilizzate negli articoli di stampa non esprimevano una critica, ma ludibrio o disprezzo personale, si era limitato a richiamare singole espressioni satiriche come “Piano alla Totò truffa”, riferito alla vendita da parte di un dirigente pubblico di un proprio brevetto all’amministrazione di appartenenza).

Cassazione penale sez. I, 05/11/2014, n.5695

Linguaggio simbolico e paradossale dello scritto satirico

In tema di diffamazione a mezzo stampa, ai fini del riconoscimento dell’esimente prevista dall’art. 51 cod. pen., qualora l’articolo contenga una critica formulata con modalità proprie della satira, il giudice, nell’apprezzare il requisito della continenza, deve tener conto del linguaggio essenzialmente simbolico e paradossale dello scritto satirico, rispetto al quale non si può applicare il metro consueto di correttezza dell’espressione, restando, comunque, fermo il limite del rispetto dei valori fondamentali, che devono ritenersi superati quando la persona pubblica, oltre che al ludibrio della sua immagine, sia esposta al disprezzo.

Cassazione penale sez. V, 23/05/2013, n.37706

Rapporto della satira con il fatto vero

La satira non agisce sul piano della mera rappresentazione storica dei fatti, ma sulla dimensione pubblica acquisita da un personaggio rispetto a determinati fatti di interesse pubblico. Nella satira non vige l’obbligo di rispettare la verità dei fatti, proprio perché la sua caratteristica principale è la deformazione della realtà, il paradosso, il sarcasmo. La satira non è quindi vincolata al rispetto del requisito della verità, essa si manifesta su aspetti del personaggio che, in virtù della cronaca giornalistica, o comunque, dell’informazione, sono già di dominio pubblico, il rapporto quindi della satira con il fatto vero è già mediato dalla cronaca e la deformazione satirica è chiaramente percepita come tale dallo spettatore.

Tribunale Milano, 13/04/2012

Parodia, satira e diffamazione

La satira parte da un personaggio reale, lo carica di fantasiosi tratti fisionomici e/o psicologici e propone all’attenzione dei lettori, degli ascoltatori o degli spettatori un personaggio volutamente e lealmente inesistente, anche se non ne nasconde gli originali tratti genetici. L’attività satirica fa un uso talmente esasperato, paradossale, surreale dei tratti distintivi della persona reale, da rendere del tutto evidente che il giudizio critico non è rivolto alla persona che è oggetto della rappresentazione, ma alla categoria sociale, culturale, politica, di cui la medesima è ritenuta esponente (nella specie, la Corte ha escluso la sussistenza del diritto di critica, in quanto mancava il requisito della base di realtà su cui costruire il personaggio da deridere. Era assente il riferimento a dati storici in grado di giustificare l’attribuzione al querelante di una screditante scelta di vita. La mancanza quindi della rappresentatività della singola persona dimostrava come questo non fosse un caso di satira, ma un mero attacco personale).

Cassazione penale sez. V, 20/09/2011, n.1740


note

Autore immagine: satira di nuvolanevicata


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube