L’esperto | Articoli

Stalking telefonico: ultime sentenze

9 Maggio 2021
Stalking telefonico: ultime sentenze

Quando si configura il reato di stalking; molestie telefoniche; tentativi di riallacciare un rapporto; stato d’ansia della vittima.

Stalking: elementi oggettivi e soggettivi

La pluralità di condotte persecutorie, minatorie e moleste, caratterizzate da numerosissime telefonate quotidiane rivolte alla P.O. e minaccia di mali ingiusti nei suoi confronti e della sua famiglia, seppur poste in essere senza preordinazione delle stesse ma nella consapevolezza della loro idoneità a produrre nella vittima una condizione di costante timore e sofferenza psicologica, situazione quest’ultima provata, seppur non mediante l’accertamento di uno stato patologico, integrano gli elementi propri, oggettivi e soggettivi, del reato di stalking.

Tribunale Nola, 22/01/2021, n.2108

Ripetuti messaggi minatori notturni

Il delitto previsto dell’art. 612 bis c.p., che ha natura di reato abituale e di danno, è integrato dalla necessaria reiterazione dei comportamenti descritti dalla norma incriminatrice e dal loro effettivo inserimento nella sequenza causale che porta alla determinazione dell’evento, che deve essere il risultato della condotta persecutoria nel suo complesso, anche se può manifestarsi solo a seguito della consumazione dell’ennesimo atto persecutorio, sicché ciò che rileva non è la datazione dei singoli atti, quanto la loro identificabilità quali segmenti di una condotta unitaria, causalmente orientata alla produzione dell’evento.

Appare, pertanto, evidente che i singoli segmenti di una condotta unitaria possono essere realizzati anche in una medesima giornata o in una medesima notte (nella specie, le condotte minacciose erano costituite dall’inoltro di una pluralità di messaggi telefonici dal contenuto minatorio, effettuato nella medesima notte).

Cassazione penale sez. V, 13/11/2020, n.2496

Le numerose telefonate

Le numerose telefonate, l’invio di cartoline anonime dal contenuto volgare, l’invio di prodotti e riviste non gradite unitamente ai rumori notturni a danno della vittima sono condotte di evidente natura molesta che comprensibilmente determinano uno stato di ansia e paura nella vittima, tanto da costringerla a cambiare le proprie abitudini di vita, integrano condotte idonee a rilevare la penale responsabilità per il reato di stalking a carico dell’imputato che, certamente, risulta ben consapevole del valore lesivo della propria condotta.

Tribunale Trieste, 29/07/2020, n.628

Telefonate minacciose

Integra il reato di stalking l’ invio di numerose Mail e numerose telefonate dal contenuto minaccioso tali da ingenerare un perdurante grave stato di ansia e a costringere chi le riceve a modificare le abitudini di vita.(Nel caso di specie l’imputata molestava l’ex compagno e l’attuale fidanzata asserendo che si sarebbe suicidata a causa loroi e inviava messaggi quali “ crepa” e effettuando 90 chiamate al giorno).

Tribunale Milano sez. uff. indagini prel., 27/03/2019, n.929

Messaggi WhatsApp e telefonate

Nel delitto di atti persecutori, l’elemento soggettivo è integrato dal dolo generico, che consiste nella volontà di porre in essere le condotte di minaccia e molestia nella consapevolezza della idoneità delle medesime alla produzione di uno degli eventi alternativamente previsti dalla norma incriminatrice; esso, avendo ad oggetto un reato abituale di evento, deve essere unitario, esprimendo un’intenzione criminosa che travalica i singoli atti che compongono la condotta tipica, anche se può realizzarsi in modo graduale, non essendo necessario che l’agente si rappresenti e voglia fin dal principio la realizzazione della serie degli episodi (confermata la condanna per l’imputato, colpevole di avere perseguitato una professionista, che doveva effettuare una consulenza psicologica sulla figlia, tramite l’invio di dodici messaggi attraverso WhatsApp e due telefonate).

Cassazione penale sez. V, 07/11/2018, n.61

Come va interpretato l’atteggiamento equivoco della vittima?

In tema di atti persecutori l’atteggiamento equivoco della vittima non deve essere interpretato come segno di inattendibilità della stessa giacché il rispetto della personalità individuale e della libertà morale della persona esigono che l’altro non approfitti della debolezza caratteriale. (Nel caso di specie, l’imputato dopo la rottura del rapporto sentimentale, aveva inviato 70 telefonate e 170 messaggi in 20 giorni stazionando sotto l’abitazione della stessa nonché entrando contro la sua volontà nell’abitazione e nella cantina e danneggiando varie suppellettili dell’appartamento e il portone d’ingresso).

Tribunale Chieti, 15/10/2018, n.1096

Telefonate, invio di messaggi e visite a sorpresa

Integra stalking la condotta dell’imputato che si sostanzia in plurime molestie e minacce, rappresentate da visite ripetute, anche a sorpresa, sul luogo di lavoro della persona offesa, da invio di messaggi dal contenuto minaccioso ed offensivo, ai quali, peraltro, non seguiva risposta, da continue chiamate telefoniche, nonostante la parte lesa avesse spiegato che non era sua intenzione quella di riprendere il rapporto con l’imputato.

Cassazione penale sez. V, 10/07/2018, n.48874

Reiterate molestie telefoniche e minaccia di divulgazione delle foto intime 

Le reiterate molestie telefoniche insieme alla minaccia di divulgare foto intime integrano il reato di atti persecutori incidendo fortemente sulla libertà di autodeterminazione di una persona compromettendone durevolmente l’equilibrio psichico.

Tribunale Chieti, 17/05/2018, n.655

Paura e stato d’ansia della vittima

Lo stato di ansia e di paura nel reato di stalking può essere dedotto dal giudice sulla base delle dichiarazioni rese dalla vittima e dai suoi comportamenti conseguenti la condotta posta in essere dall’autore del reato. (Nel caso di specie , si trattava di continue telefonate di minaccia e di richieste di denaro quale contro – valore di oggetti ricevuti dalla vittima durante il rapporto sentimentale).

Tribunale Chieti, 29/03/2018, n.443

Stalking: la mancanza di prova su alcuni episodi esclude il reato?

In tema di stalking, la mancanza di prova su alcuni episodi non esclude di per sé il reato se gli altri provati siano tali da produrre gli effetti dannosi nella vittima voluti dalla norma. (Nel caso di specie non vi era la prova certa di un danneggiamento e di telefonate notturne mute ma non degli altri episodi di ingiuria e minaccia raccontati dalla vittima).

Tribunale Napoli Nord, 15/03/2018, n.493

Esame degli elementi dello stalking

Il reato di atti persecutori, di cui all’articolo 612-bis del Cp, è configurabile anche in caso di comportamenti reiterati di minaccia e molestia posti in essere nei confronti dei vicini di casa. Ad affermarlo è la Cassazione che ribalta la sentenza di merito che aveva assolto l’imputato non ritenendo integrati gli estremi dello stalking. Per la Suprema corte, invece, nel caso di specie in cui l’imputato aveva assunto una serie di condotte di disturbo, dalla campana collegata al telefono, agli asini custoditi a pochi metri dall’abitazione dei confinanti, sino al motore del camion accesso anche per ore sotto le finestre dei vicini, è possibile che sussistano gli elementi dello stalking, i quali vanno esaminati a prescindere dalla valutazione dell’effettiva esistenza di un movente connesso a esigenze lavorative o all’esercizio del diritto di proprietà dell’imputato.

Cassazione penale sez. V, 20/12/2017, n.20473

Condotte tipiche del reato di stalking

Il reato di stalking è contraddistinto da condotte quali quelle di sorvegliare, aspettare, appostarsi sotto casa o nel luogo di lavoro, pedinare, comunicare per telefono o via sms, minacciare, danneggiare cose di proprietà della vittima o di persone a lei vicine.

Tribunale S.Maria Capua V. sez. I, 18/10/2016, n.4781

Stato d’ansia della vittima

Si integra il reato di stalking qualora l’imputato, con condotte reiterate, si sia recato in molte occasioni presso l’abitazione della ex moglie per insultarla e minacciarla anche di morte, le abbia fatto moltissime telefonate sempre per insultarla e minacciarla di morte, le abbia inviato molti messaggi di analogo tenore provocando alla vittima un grave stato d’ansia e fondato timore per l’incolumità.

Corte appello Milano sez. I, 18/07/2016, n.5247

Numero limitato di telefonate mute: stalking o molestia?

Un numero esiguo di telefonate mute, effettuate nell’arco temporale di venti mesi, sebbene non bastino ad integrare gli estremi del delitto di atti persecutori, possono tuttavia assumere rilevanza penale in termini di molestia.

Cassazione penale sez. V, 04/07/2016, n.45547

Condanna per stalking: è legittimo l’affidamento ai servizi sociali?

È illegittimo il no ai domiciliari o all’affidamento ai servizi sociali per la persona condannata per stalking che abbia dato prova di ravvedimento e abbia prospettive di lavoro con buona possibilità di reinserimento sociale. Ad affermarlo è la Cassazione che ha annullato l’ordinanza con la quale il Tribunale di sorveglianza aveva respinto la richiesta di una misura alternativa alla detenzione in favore di una donna condannata per stalking nei confronti del suo ex fidanzato e che doveva scontare una pena residua di 10 mesi. A fronte delle certificazioni positive rilasciate dalla Asl e dell’inizio di una nuova relazione sentimentale, i giudici di merito avevano invece dato maggior peso al fatto che l’ex fidanzato aveva denunciato la donna per una nuova telefonata fatta in epoca successiva alla condanna.

Cassazione penale sez. I, 17/02/2016, n.26687


note

Autore immagine: stalking telefonico di Lisa S.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

5 Commenti

  1. Ma le telefonate devono essere numerose affinché si parli di stalking? C’è un tizio che mi sta perseguitando telefonicamente. Ha ricevuto il mio contatto da un amico comune che dopo essere usciti, su pressioni di lui, gli ha girato il mio numero. Visto che abbiamo anche un gruppo WhatsApp in comune ho pensato non ci fosse nulla di male perché alla fine eravamo nello stesso gruppo e rispondere la prima volta non pensavo diventasse così ossessionato

    1. La Cassazione ha precisato che per la configurabilità del reato di stalking sono sufficienti anche due sole condotte di minaccia o di molestia ravvicinate tra loro in grado di generare lo stato d’ansia nella vittima, il mutamento delle proprie abitudini di vita quotidiana e il fondato timore per la propria incolumità o per quella dei propri cari.

  2. Lo stalking telefonico, accompagnato da messaggi sui social e sulle app di messaggistica istantanea, spesso culmina nei pedinamenti e fa scattare un profondo senso di paura e ansia nella vittima costringendola a stravolgere le sue abitudini. E’ davvero frustrante perché anche se si sporge querela, non si è mai tranquille e si è comunque persa la fiducia nel genere umano

  3. Un ragazzo che mi corteggiava da tempo è riuscito a procurarsi il mio numero telefonico, dopodiché mi ha contattato. All’inizio ho risposto pensando si trattasse di un contatto di lavoro, poi ho capito chi si nascondeva dietro quel numero e gli ho detto chiaramente di lasciarmi stare. Lui ha continuato, poi quando passavo con l’auto dal suo negozio, lui mi scriveva messaggi dicendo che mi aveva vista, Era diventata una vera persecuzione. Poi, gli ho detto che ero impegnata e che avrebbe dovuto smetterla,Lui ha continuato e alla fine mi sono trovata costretta a rivolgermi alle autorità. Da lì ha avuto un ammonimento del questore e si è allontanato finalmente

  4. La mia ex non riusciva a darsi pace perché ho deciso di lasciarla dopo tanti anni insieme. Io ero arrivato al limite di sopportazione. Non ero più innamorato. Quando uscivo con gli amici, combinazione me la trovavo lì. Mi spiava le stories sui social e si presentava lì, altrimenti non me lo spiego. E combinazione trovavo sempre lei e l’ex di un altro amico con cui uscivo. Insomma, due psicopatiche. Alla fine, l’ho fermata e le ho detto chiaramente che se avesse continuato l’avrei querelata. Ero deciso e da lì ha capito che dicevo sul serio, così ha smesso di assillarmi

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube