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Errata diagnosi: ultime sentenze

21 Marzo 2019
Errata diagnosi: ultime sentenze

Danno da errata diagnosi e lesioni personali; responsabilità della struttura sanitaria e del medico; risarcimento del danno.

Responsabilità medica e pregresso stato di vulnerabilità del danneggiato

In tema di responsabilità civile (nella specie: contrattuale ed extracontrattuale da attività medico-sanitaria), laddove il danneggiato, prima dell’evento, versi in pregresso stato di vulnerabilità (o di mera predisposizione) ma l’evidenza probatoria del processo, sotto il profilo eziologico, non consente di dimostrare con certezza che, a prescindere dal comportamento imputabile al danneggiante, detto stato si sarebbe comunque evoluto, anche in assenza dell’evento di danno, in senso patologico-invalidante, il giudice in sede di quantificazione del danno non deve procedere ad alcuna diminuzione del “quantum debeatur”, posto che, diversamente, darebbe applicazione all’intollerabile principio secondo cui persone che, per loro disgrazia (e non già per colpa imputabile ex art. 1227 c.c. o per fatto addebitabile a terzi), siano più vulnerabili di altre, dovrebbero irragionevolmente appagarsi di una tutela risarcitoria minore rispetto agli altri consociati affetti da cosiddetta “normalità”. (Fattispecie in cui, a fronte di riconosciuto nesso causale tra la condotta dei sanitari e della Ausl, per errata diagnosi, ed il pregiudizio psichico subito, “iure proprio” e quali eredi, dai familiari della paziente, poi deceduta, la S.C. ha confermato la sentenza di appello che ha quantificato il danno psichico dei congiunti senza considerare i loro presunti processi patologici pregressi, in ipotesi originati da fattori diversi dalla reazione alla malattia della defunta).

Cassazione civile sez. III, 21/08/2018, n.20836

Danno da errata diagnosi: risarcimento dell’aspettativa di vita al malato terminale 

In ambito di responsabilità sanitaria, a seguito di errata diagnosi del medico, la perdita per il paziente, affetto da malattia terminale, della possibilità di sopravvivenza, seppur per un periodo limitato, integra un bene risarcibile autonomamente e non una mera perdita di chance di vivere più a lungo.

Cassazione civile sez. III, 27/06/2018, n.16919

Responsabilità medica: diagnosi errata e prova 

L’insuccesso di un intervento diagnostico implica la prova del nesso di causalità tra l’attività del sanitario e l’evento lesivo, a meno che il primo non provi che l’intervento implicasse la soluzione di problemi tecnici di speciale difficoltà ai fini dell’applicazione del criterio di valutazione della colpa di cui all’art. 2236 c.c. (nella specie si trattava di un intervento di routine consistente nell’omessa diagnosi di due ferite al secondo e al terzo dito della mano destra essendo stato solo refertato il dolore al primo dito della stessa mano).

Tribunale Massa, 27/12/2017, n.1087

Responsabilità penale del medico per diagnosi errata o tardiva di malattia incurabile

Non può escludersi la responsabilità penale del medico che colposamente non si attivi e contribuisca con il proprio errore diagnostico a che il paziente venga a conoscenza di una malattia tumorale, anche a fronte di una prospettazione della morte ritenuta inevitabile, “laddove, nel giudizio contro fattuale, vi è l’alta probabilità logica che il ricorso ad altri rimedi terapeutici, o all’intervento chirurgico, avrebbe determinato un allungamento della vita, che è un bene giuridicamente rilevante anche se temporalmente non molto esteso”. La Cassazione ribadisce così le regole di accertamento del nesso causale dei reati omissivi annullando la sentenza della corte d’appello che aveva scagionato il medico accusato di non aver diagnosticato per tempo una gravissima forma tumorale. Per i giudici di legittimità, è “inspiegabile” la scelta della corte di merito di definire “al di fuori della tipicità penale” il caso in questione.

Cassazione penale sez. IV, 19/07/2017, n.50975

Dissenso diagnostico: ci sono i presupposti per la rinnovazione della consulenza tecnica?

Nel caso di specie, le censure mosse alla perizia da parte ricorrente, non denunciano precise carenze o deficienze diagnostiche, ovvero affermazioni illogiche o scientificamente errate, bensì semplici difformità tra la valutazione del consulente circa l’incidenza e l’entità del dato patologico ed il valore diverso allo stesso attribuito dalla parte, sicché non si ravvisano i presupposti per la sua rinnovazione. Si verte, insomma nell’ipotesi di cd. mero dissenso diagnostico, in cui le contestazioni non evidenziano deficienze diagnostiche o affermazioni scientificamente errate della perizia, bensì fondamentale difformità nella valutazione della condizione sanitaria della parte.

Tribunale Roma sez. lav., 02/05/2017, n.4020

Lesioni personali: radiologo ed erronea lettura delle lastre

Ai fini della configurabilità del delitto di lesioni personali, la nozione di malattia non comprende tutte le alterazioni di natura anatomica, che possono anche mancare, bensì solo quelle da cui deriva una limitazione funzionale o un significativo processo patologico o l’aggravamento di esso ovvero una compromissione delle funzioni dell’organismo, anche non definitiva, ma comunque significativa. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto immune da censure il giudizio di colpevolezza di un medico radiologo che, a causa di una lettura errata delle lastre, non aveva permesso la tempestiva diagnosi di una patologia, determinando il protrarsi della malattia).

Cassazione penale sez. IV, 19/04/2016, n.22156

Responsabilità medica di equipe: condotta omissiva del sanitario ed evento lesivo

La responsabilità penale di ogni componente di una équipe medica per un evento lesivo occorso ad un paziente sottoposto ad intervento chirurgico non può essere affermata sulla base dell’accertamento di un errore diagnostico genericamente attribuito all’équipe nel suo complesso, ma va legata alla valutazione delle concrete mansioni di ciascun componente, anche in una prospettiva di verifica dell’operato degli altri nei limiti delle proprie competenze e possibilità.

Cassazione penale sez. IV, 30/03/2016, n.18780

Diagnosi di recidiva tumorale errata: domanda di risarcimento 

Va accolta la domanda di risarcimento nei confronti della struttura sanitaria e del medico responsabili di una diagnosi di recidiva tumorale errata che, anche se per un lasso di tempo breve, ha provocato un turbamento emotivo di natura ansiosa non indifferente, tanto più in considerazione della giovane età della paziente.

Tribunale Palermo sez. III, 24/02/2016, n.1227

Perdita di chance del paziente: condotta dei sanitari

Anche se il ritardo di una qualsiasi diagnosi, o addirittura una mancata e/o errata diagnosi, può generare una “perdita di chance” del paziente nel poter ottenere una terapia e/o un trattamento più logico e mirato, non sono, nella specie ravvisabili profili di imprudenza, negligenza od imperizia nella condotta dei sanitari che ebbero in cura l’attore; secondo scienza medica il quadro clinico presentato dall’attore, nel corso del ricovero, non richiedeva né suggeriva alcun accertamento aggiuntivo a quelli eseguiti; in particolare non era indicato alcun accertamento di diagnostica per immagini. Non si configura, dunque, alcun “ritardo” diagnostico e/o terapeutico.

Tribunale Monza sez. II, 14/12/2015, n.3069

Errata diagnosi e lesione del diritto di interruzione della gravidanza

L’eventuale lesione del diritto di interrompere la gravidanza è giuridicamente irrilevante se la gestante, quand’anche informata, avrebbe comunque verosimilmente scelto di non abortire (riconosciuto, nelle specie, il risarcimento in favore di una donna che, per una errata diagnosi, non aveva potuto abortire nei termini di legge).

Cassazione civile sez. III, 17/07/2014, n.16401


note

Autore immagine: errata diagnosi di Elnur


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