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Trust: firma e trascrizione dell’atto

30 Marzo 2019
Trust: firma e trascrizione dell’atto

Ho istituito un trust auto dichiarato (disponente e trustee coincidono) dotandolo della legge di Jersey, dando notifica e deposito atto costitutivo e statuto ed ottenendo dalla Agenzie delle Entrate il Codice Fiscale con codice Ateco  ente extraterritoriale. Con una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà ho trasferito i vincoli di due immobili dal disponente al trust, facendomi autenticare amministrativamente la firma in Comune. Voglio adesso richiedere la trascrizione dell’atto all’ufficio pubblicità immobiliare (ex conservatoria). Posso farlo senza il notaio? Possono opporsi alla trascrizione? Se si opponessero come posso far valere il nostro diritto alla trascrizione?

La materia del Trust è un campo minato, in particolare per ciò che concerne i trust autodichiarati o “sham trust”, ai quali non viene riconosciuta alcuna validità fiscale e per i quali la giurisprudenza in materia civile e penale spesso assume comportamenti non omogenei e non costanti nel tempo.

Ma l’argomento contenuto nel quesito posto dal lettore è relativo non tanto alla istituzione di un Trust, quanto alla successiva dotazione dei beni eseguita dal disponente a favore del Trust.

Solo qualche perplessità iniziale in relazione a due elementi: la costituzione del Trust, per la quale nel quesito non è specificato se l’atto costitutivo sia stato redatto per atto pubblico davanti a Notaio, inoltre la decisione dell’Agenzia delle Entrate di assegnare o quanto meno accettare un codice Ateco riferito ad “ente extraterritoriale”, in quanto un Trust autodichiarato, seppur sulla base di una legge non nazionale – quella di Jersey – è pur sempre un trust interno.

Al di là delle perplessità di cui sopra, si deve far presente che alcuni Tribunali hanno negato l’esistenza del Trust autodichiarato sotto il profilo civilistico, mentre l’Agenzia delle Entrate, con la C.m. n. 61/E del 2010 ha definito questo tipo di Trust come non operante a fini fiscali.

Invece è orientamento costante della giurisprudenza italiana che sia l’atto istitutivo del Trust che il successivo atto di dotazione dei beni in Trust o di costituzione di vincoli sui beni disposti in Trust, debbano essere redatti per atto pubblico – obbligatoriamente quando aventi ad oggetto beni immobili.

La conseguenza è che il Conservatore dei Registri Immobiliari o meglio il Direttore dell’Agenzia del Territorio – che ne ha rilevato le funzioni a seguito della riforma – generalmente richiedono l’atto notarile per procedere alla iscrizione di note di trascrizione portanti trasferimenti di proprietà o iscrizioni di vincoli e servitù su beni immobili.

Pertanto le risposte ai quesiti posti dal lettore sono le seguenti:

1. Attualmente non pare possibile l’iscrizione all’ufficio pubblicità immobiliare di un trasferimento di proprietà o di un vincolo su beni immobili senza che esso sia contenuto in un atto pubblico redatto da Notaio.

2. Si ritiene che l’ufficio pubblicità immobiliare possa rifiutare l’iscrizione della nota portante diritti reali su beni immobili se non riportata da un atto notarile sottostante.

3. Allo stato attuale non pare che la autenticazione di firma effettuata da un funzionario comunale su una dichiarazione sostitutiva di atto notorio possa sostituire l’obbligo civilistico di trasferire la proprietà e di istituire vincoli su beni immobili esclusivamente attraverso l’atto pubblico redatto dal Notaio.

Articolo tratto dalla consulenza resa dal dott. Mauro Finiguerra



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