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Eredità e spese funebri: pagamento e rimborso

30 Marzo 2019
Eredità e spese funebri: pagamento e rimborso

A seguito della morte di mia moglie, la banca ha bloccato il conto corrente cointestato. Prima di tale blocco però sono riuscito a fare dei prelievi per fare fronte alle spese per il funerale. Per la successione ora viene richiesto un attestato bancario con il saldo alla data della morte. È ovvio che il saldo oggi disponibile è inferiore a quello alla data del decesso, causa le spese sostenute per il funerale. Se per la successione ci si dovesse riferire solo al saldo alla data del decesso (saldo non più disponibile) chi dovrebbe farsi carico delle spese per il funerale? 

Le spese funebri sono considerate, per giurisprudenza conforme, pesi ereditari, cioè oneri che sorgono in conseguenza dell’apertura della successione e che, pur dovendo essere distinti dai debiti ereditari (cioè dai debiti esistenti in capo al de cuius e che si trasmettono, con il patrimonio del medesimo, a coloro che gli succedono per legge o per testamento), gravano sugli eredi per effetto dell’acquisto dell’eredità, concorrendo a costituire il passivo ereditario. Le spese funebri sono quindi a carico degli eredi. 

Il fatto che le spese funebri “pesino” sull’eredità e al loro pagamento siano pertanto tenuti gli eredi, non esclude che possa provvedervi, come spesso accade, il familiare che non è ancora divenuto erede ma è un semplice chiamato all’eredità. La qualifica di erede si ottiene infatti soltanto con l’accettazione espressa o tacita dell’eredità. Può anche accadere che le spese funebri siano sostenute da un soggetto terzo che non è neppure chiamato all’eredità o che ha rinunciato a quest’ultima. Difatti, la Cassazione ha previsto il diritto di colui che ha anticipato le spese funebri di ottenerne il rimborso dagli eredi. 

Il pagamento delle spese funebri non può quindi essere considerato come accettazione tacita dell’eredità: esso costituisce l’espressione di un dovere morale e familiare, da non poter, dunque, ricondurre all’adempimento di un debito ereditario. 

Nel caso di specie, è dirimente anche la cointestazione del conto corrente: il fatto che il lettore fosse cointestatario con la moglie, ha permesso allo stesso di prelevare del denaro (che nel conto cointestato si presume di proprietà al 50% di ogni cointestatario), prima del blocco da parte della banca. Se poi quel denaro il lettore lo ha utilizzato per sostenere le spese funebri, pur non essendo ancora erede, potrà chiedere ai eventuali eredi il rimborso della relativa quota. 

Si ricorda, infine, che nella compilazione della dichiarazione di successione occorre inserire, tra le passività, le spese funerarie sostenute dagli eredi, per un importo non superiore a 1.032,91 euro e allegare le relative ricevute. Le spese funebri sono detraibili un importo non superiore a 1.550 euro (tale limite resta fermo anche se più soggetti sostengono la spesa). 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Maria Monteleone 



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1 Commento

  1. ma se ci son due eredi
    uno con reddito attorno ai 2000€ mensili
    l’altro con reddito attorno ai 300€ mensili
    quello con reddito più alto non intende pagare
    quello con reddito più basso per il funerale si è indebitato di ulteriori 4000€
    quello indebitato come si deve comportare?
    può sperare nell’aiuto da parte di qualcuno?

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