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Separazione: figlio invalido e revisione delle condizioni

6 Aprile 2019
Separazione: figlio invalido e revisione delle condizioni

Posso rivedere i termini di accordo della separazione? Io e mio marito moglie abbiamo un figlio invalido al 100% con legge 104, percepisce 6200 euro di pensione annuale. Il figlio vive con me, ma suo padre si è disinteressato del tutto di lui rifiutando anche di ospitarlo per qualche giorno. Ora mio marito vuole il divorzio. Posso chiedere delle garanzie per suo figlio prima di concederglielo? 

La legge consente, in via generale, di revisionare le condizioni della separazione coniugale, tanto con riguardo agli aspetti patrimoniali quanto con riguardo a quelli non patrimoniali. Più precisamente, ai sensi dell’art. 710 cod. proc. civ. è sempre possibile chiedere, con le forme del procedimento in camera di consiglio, la modificazione dei provvedimenti riguardanti i coniugi e la prole conseguenti la separazione. Il tribunale, sentite le parti, provvede alla eventuale ammissione di mezzi istruttori e può delegare per l’assunzione uno dei suoi componenti. 

Ove il procedimento non possa essere immediatamente definito, il tribunale può adottare provvedimenti provvisori e può ulteriormente modificarne il contenuto nel corso del procedimento. 

La revisione delle condizioni della separazione non è ammessa quando sia già pendente il giudizio di divorzio: secondo la giurisprudenza, infatti, qualora venga proposto ricorso di divorzio giudiziale, sarà il giudice di quest’ultimo l’unico competente anche a provvedere sulle richieste di modifica relative alle condizioni della separazione. Dunque, se l’ex marito della lettrice presenterà domanda di divorzio giudiziale, sarà in quella sede che andranno ridiscusse le condizioni del divorzio. Allo stesso modo, qualora i due decidano di procedere con il divorzio congiunto, sarà in occasione di stipula delle relative condizioni che si assumeranno le determinazioni in ordine al figlio (non necessariamente uguali a quelle accordate con la separazione). 

Vista la soluzione procedurale, si può ora affrontare la questione sostanziale. Occorre distinguere due aspetti, tenendo conto primariamente delle esigenze del figlio: a) aspetto economico: ovviamene il genitore non può sottrarsi al mantenimento del figlio, neppure dopo la separazione o il divorzio: la violazione di tale obbligo può essere sanzionata con la decadenza dalla responsabilità genitoriale (oltre che penalmente se il genitore fa mancare i mezzi di sussistenza). In sede di revisione delle condizioni di separazione o di divorzio, la lettrice potrà far valere l’esigenza sopravvenuta, anche alla luce dell’assenteismo del padre, di un contributo economico maggiore per rispondere ai bisogni del figlio (seguito esclusivamente dalla stessa); b) aspetto affettivo: il genitore non affidatario del figlio ha il diritto di visita, diritto che però assume anche la forma di un dovere, connesso all’obbligo di contribuire alla crescita e allo sviluppo psico-fisico del figlio, assecondando le sue esigenze affettive. Il genitore non dovrebbe dunque sottrarsi al dovere di frequentare il proprio figlio; non esistono però strumenti di coercizione della volontà del genitore in tal senso. In altri termini, non si può costringere il genitore a frequentare il figlio. È anche vero però che il padre che si disinteressa del proprio figlio, specie se versa in gravi condizioni di salute, rischia di perdere la responsabilità genitoriale. In alcuni casi la giurisprudenza ha riconosciuto anche una responsabilità risarcitoria a carico del genitore assenteista, laddove era stato dimostrato un danno rilevante causato al figlio e allo sviluppo della sua personalità (per esempio lesione della sua serenità personale). 

Alla luce di quanto esposto, seppur brevemente a causa della non conoscenza delle condizioni della separazione, sarebbe opportuno pattuire una maggiore contributo economico da parte del padre per il figlio disabile. In caso di assenteismo che comporti gravi conseguenze per il figlio, è possibile chiedere con ricorso che sia pronunciata la perdita della responsabilità genitoriale. In ogni caso, né in sede di revisione delle condizioni della separazione, né in sede di divorzio, si potranno determinare degli strumenti coercitivi per consentire la frequentazione padre-figlio. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Maria Monteleone 



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