Diritto e Fisco | Articoli

Pensione precoce: calcolo dei contributi e quota B

5 Aprile 2019
Pensione precoce: calcolo dei contributi e quota B

Sono in pensione precoce dal 1.9.18. Al 31.12.92 avevo 87 settimane artigiano e 725 lavoratore dipendente. Dal 1981 fino al 31.8.18 sono stato lavoratore dipendente. Dal momento che ho più di 15 anni di contributi a dicembre 1992 (la legge dice più di 15 anni contributi versati, non specifica se misti) su quali anni si calcola la quota B, avendo più di 18 anni al 1995? 

Se il lettore possiede almeno 18 anni di contributi accreditati alla data del 31 dicembre 1995, deve fare riferimento al calcolo retributivo. Questo sistema di calcolo, a differenza di quello contributivo, si basa sugli ultimi stipendi percepiti ed è diviso in due quote: 

– la quota A, che si basa sugli ultimi 5 anni di stipendio, rivalutati, e sul numero di settimane di contributi possedute al 31 dicembre1992; 

– la quota B, che si basa sugli ultimi 10 anni di stipendio, rivalutati, e sul numero di settimane possedute al 31 dicembre 2011. 

In particolare, per il calcolo della quota A si deve procedere in questo modo, nella generalità delle gestioni: 

– la retribuzione degli ultimi 5 anni deve essere rivalutata secondo la variazione dell’indice annuo del costo della vita, calcolato dall’Istat ai fini della scala mobile delle retribuzioni dei lavoratori dell’industria; in pratica, gli stipendi degli ultimi 5 anni precedenti alla pensione vanno rivalutati singolarmente (anno per anno) secondo un apposito indice; 

– gli stipendi rivalutati vanno poi sommati; 

– la retribuzione rivalutata degli ultimi 5 anni deve poi essere divisa per 260 (o per il minor periodo, nel caso in cui le annualità precedenti al 31 dicembre 1992 siano meno di 5): si ottiene così la retribuzione media settimanale (R.M.S.); 

– la retribuzione media settimanale deve essere poi moltiplicata per il numero di settimane possedute al 31 dicembre 1992 e moltiplicata per un’aliquota di rendimento, che varia a seconda dell’ammontare della stessa retribuzione media settimanale; 

– si ottiene così la quota A di pensione. 

Il calcolo della quota B si effettua invece in questo modo: 

– la retribuzione degli ultimi 10 anni deve essere rivalutata secondo la variazione dell’indice annuo dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati calcolato dall’Istat, con l’incremento di un punto percentuale per ogni anno solare preso in considerazione; 

– la retribuzione rivalutata degli ultimi 10 anni deve poi essere divisa per 520 (o per il minor periodo): si ottiene così la retribuzione media settimanale (R.M.S.); 

– la retribuzione media settimanale deve essere poi moltiplicata per il numero di settimane possedute dal 1° gennaio 1993 al 31 dicembre 2011 e moltiplicata per un’aliquota di rendimento, che varia a seconda dell’ammontare della stessa retribuzione media settimanale; 

– si ottiene così la quota B di pensione. 

In definitiva, per rispondere al quesito posto, la quota B, nel caso specifico, si calcola sulle settimane contributive maturate nel periodo “1° gennaio 1993 – 31 dicembre 2011”. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dal dott. Daniele Bonaddio 



Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube