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Inps: ricovero ospedaliero e indennità di malattia

6 Aprile 2019
Inps: ricovero ospedaliero e indennità di malattia

Una mia amica qualche mese fa è stata ricoverata presso una struttura ospedaliera nella quale ha subito un intervento chirurgico. Poiché il presidio ospedaliero non era attrezzato per l’invio telematico della certificazione, la mia amica ha provveduto all’invio della stessa in formato cartaceo alla sede INPS di competenza mediante posta raccomandata con avviso di ricevimento, come previsto dallo stesso istituto previdenziale (Con messaggio n. 9197 del 20 aprile 2011). Al momento della dimissione, la mia amica ha provveduto all’invio della certificazione all’INPS con le medesime modalità di cui sopra. L’INPS tuttavia si rifiuta di riconoscere l’indennità di malattia alla mia amica ( che ha un regolare contratto di lavoro subordinato ) per il periodo pre e post ricovero, sostenendo che il certificato cartaceo attestante la sua condizione di malattia ,ovvero la temporanea incapacità lavorativa, non sia valido ,poiché è stato rilasciato da una struttura ospedaliera e non dal suo medico curante. Come potremmo risolvere questo problema? 

Con riguardo al riconoscimento dell’indennità di malattia per i periodi di ricovero ospedaliero “in senso stretto”, ossia dall’inizio del ricovero sino alle dimissioni, si osserva quanto segue. 

Se il paziente è ricoverato in ospedale e, quindi, non può mettersi in contatto con il proprio medico curante, sarà l’ospedale stesso a inviare all’Inps i certificati di inizio ricovero e dimissioni, nonchè i certificati di malattia, nel caso in cui non vi sia pernottamento presso la struttura ospedaliera. 

Tuttavia, se la struttura non è ancora abilitata alla trasmissione telematica, il lavoratore deve farsi rilasciare il certificato cartaceo e trasmetterlo all’Inps con le modalità previste dal Messaggio Inps n. 9197 del 20.04.2011, inviando anche una copia priva di diagnosi al proprio datore di lavoro. 

In tal caso, specifica l’Inps con messaggio n. 1074 del 09.03.2018, la struttura ospedaliera dovrà avere cura di sostituire nella certificazione la dicitura “prognosi clinica” con quella prevista di “prognosi riferita all’incapacità lavorativa”. Questo perché la prognosi utile ai fini del riconoscimento dell’indennizzabilità della malattia non è la mera prognosi clinica, ma quella riferita all’incapacità lavorativa del malato e che dovrà essere espressa in tali termini. 

Con riguardo invece ai periodi post- ricovero, la Circolare n. 136 del 25.07.2003 stabilisce che: “in presenza di certificazioni rilasciate dalle strutture ospedaliere in cui siano formulate prognosi successive al ricovero o alla prestazione di pronto soccorso, la copertura dei relativi periodi, agli effetti erogativi di interesse, è riconoscibile soltanto quando il giudizio prognostico suddetto faccia riferimento esplicito ad uno stato di incapacità lavorativa e non alla mera prognosi clinica salvo complicazioni”. 

In tal caso, la certificazione ospedaliera potrà essere sostituita da certificazione più dettagliata rilasciata dal medico di Medicina Generale curante. 

Sarebbe dunque opportuno, nel caso di specie, capire quale giudizio prognostico sia stato indicato dalla struttura ospedaliera nel certificato rilasciato alla paziente e se tale dicitura fosse sufficiente a giustificare lo stato di incapacità lavorativa ai fini dell’indennizzabilità della relativa assenza dal lavoro. 

Qualora la certificazione rilasciata alla paziente fosse stata adeguatamente motivata e, nonostante ciò, l’Inps non abbia concesso la conseguente prestazione economica, è possibile, a fronte del provvedimento di rigetto da parte dell’Inps proporre ricorso amministrativo avverso il provvedimento stesso, evidenziando che la struttura ospedaliera ha correttamente rilasciato il certificato, corredandolo di adeguata motivazione, ai sensi delle Circolari Inps sopra citate. 

Il ricorso può essere proposto direttamente dall’interessata, senza che sia necessaria l’assistenza di un avvocato, mediante apposita procedura on-line, attivabile sul sito istituzionale dell’Inps, mediante utilizzo del proprio codice Pin. 

Qualora anche il ricorso venisse respinto o non ricevesse riscontro, sarà possibile proporre un’azione giudiziaria nei confronti dell’Inps, ad avviso dello scrivente però sicuramente antieconomica, rispetto all’ammontare dell’indennità non corrisposta. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Valentina Azzini 



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