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Se prendo il reddito di cittadinanza devo pagare le cartelle esattoriali?

3 Marzo 2019


Se prendo il reddito di cittadinanza devo pagare le cartelle esattoriali?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 Marzo 2019



RDC: chi ha debiti con il fisco li deve pagare? La situazione di difficoltà economica che consente di ottenere il sostegno per chi ha l’Isee basso è sufficiente a evitare le cartelle di pagamento?

Chi prende il reddito di cittadinanza è – almeno nelle intenzioni della legge e al netto di eventuali, e purtroppo sempre possibili, truffe – una persona con un reddito molto basso. Il suo Isee è “a filo” con la sopravvivenza. Per cui si presume che possa trattarsi anche di una persona con debiti. Tra i debiti, i più ricorrenti sono certamente quelli con il fisco. In altre parole, il percettore del reddito di cittadinanza potrebbe avere, sul proprio carico, alcune cartelle esattoriali non onorate. A questo punto, è verosimile che possa farsi una domanda: se pendo il reddito di cittadinanza devo pagare le cartelle? Il che equivale anche a chiedersi se il reddito di cittadinanza può essere pignorato dal fisco e, in particolar modo, da Agenzia Entrate Riscossione. La questione, che ancora non ha visto la giurisprudenza pronunciarsi in merito, è però facilmente risolvibile leggendo attentamente il testo del decreto legge che ha istituito la nuova misura.

Reddito di cittadinanza: di cosa si tratta?

Prima di capire se chi percepisce il reddito di cittadinanza deve pagare le cartelle esattoriali che gli sono state notificate in passato – e che, ovviamente, non sono andate già prescritte – è bene interrogarsi sulla natura di tale assegno. È da questa, infatti, che dipende la soluzione al problema.

Partiamo da un dato fondamentale: il nostro codice di procedura civile [1] stabilisce che non sono pignorabili «i sussidi di sostentamento a persone comprese nell’elenco dei poveri». Ovviamente si tratta di una disposizione dettata in favore di coloro che vivono all’interno della “soglia di povertà” e che ricevono, proprio in ragione di ciò, benefici da parte dello Stato, degli enti locali o delle altre pubbliche amministrazioni. Si tratta di aiuti rivolti al sostentamento dei cittadini, sostentamento che, su un piano di priorità costituzionali, si pone di certo al di sopra della tutela degli interessi economici del creditore. Dunque, chi vive di stenti e, proprio per questo motivo, riceve contributi o sussidi non può vedersi pignorare tali somme.

Non resta che capire se il Rdc può rientrare nella definizione di «sussidio di sostentamento» fornita dal codice di procedura civile.

Ebbene, come abbiamo già spiegato nell’articolo Il reddito di cittadinanza si può pignorare?, il reddito di cittadinanza è «una misura di politica attiva del lavoro a garanzia del diritto al lavoro, di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all’esclusione sociale». A chiarirlo è proprio l’articolo 1 del testo di legge. Del resto, per come è stato disegnato e spiegato nella relazione illustrativa, il Rdc non mira (solo) a garantire un sostegno di chi non ha un’occupazione, ma è una forma di contributo che, grazie anche all’attività che dovrebbero svolgere i navigator, si prefigge di aiutare il beneficiario nella ricerca di un posto.

Ed allora, così inquadrato, il reddito di cittadinanza è pignorabile sicuramente dai soggetti privati e, in assenza di una specifica deroga contenuta nella legge, anche dalle pubbliche amministrazioni.

Chi ha il Rdc deve pagare le cartelle esattoriali?

Proprio la mancata previsione di una esenzione da parte del legislatore, porta quindi a concludere che chi percepisce il Rdc deve anche corrispondere, con tali somme, le cartelle esattoriali a lui già notificate in precedenza ed ancora non cadute in prescrizione.

C’è comunque da dire che giammai l’Inps potrebbe sospendere l’erogazione del Rdc a chi non è a posto con le cartelle di Agenzia Entrate Riscossione. Difatti se anche la legge stabilisce la sospensione dei pagamenti da parte della P.A. nei confronti dei contribuenti morosi, tale normativa si applica solo per versamenti superiori a 5mila euro in un’unica soluzione. Il Rdc invece viene erogato sottoforma di card con accredito mensile inferiore a tale soglia.

Ciò non toglie comunque che il contribuente potrebbe ugualmente ricevere un pignoramento.

note

[1] Art. 545 del codice di procedura civile

Autore immagine: politico che parla alle galline e promette pane e mais di nuvolanevicata


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