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Il datore di lavoro può modificare l’orario di lavoro dei dipendenti?

6 Aprile 2019
Il datore di lavoro può modificare l’orario di lavoro dei dipendenti?

Con riguardo al mio ccnl per i dipendenti di imprese e società esercenti servizi ambientali 6 dicembre 2016, con l’introduzione dell’orario settimanale da 36 a 38 ore, l’azienda con ordine di servizio ha portato il sabato e il lunedì da sei ore a sette distribuendo le due ore. Può farlo senza aver contrattato con le sigle sindacali visto che le due ore andrebbero spalmate per tutta la settimana? 

Il datore di lavoro non può ridurre unilateralmente l’orario normale di lavoro dei propri dipendenti, ma può modificare anche unilateralmente la distribuzione dell’orario di lavoro nell’arco della giornata o della settimana lavorativa. 

Tale modifica, però, per essere legittima, deve essere dettata da effettive esigenze tecniche, organizzative e produttive. 

Tale potere del datore di lavoro sussiste anche quando la distribuzione dell’orario di lavoro in atto è praticata da tempo, in quanto non possono essere configurati, in materia, usi aziendali vincolanti. 

Addirittura, anche nel caso in cui il contratto collettivo imponga particolari oneri procedurali in ordine alla distribuzione dell’orario di lavoro (ad esempio l’obbligo di informazione preventiva, oppure di esame congiunto con i sindacati), il datore di lavoro, una volta soddisfatti correttamente quegli oneri, può comunque disporre la modifica della distribuzione dell’orario di lavoro unilateralmente, laddove non sia stato possibile addivenire ad un accordo con i lavoratori o con i loro rappresentanti sindacali. 

Nel caso di specie, dunque, se l’aumento dell’orario di lavoro da sei a sette ore nelle giornate di sabato e lunedì risponde a specifiche esigenze aziendali o produttive e l’azienda con ordine di servizio ha avvisato i dipendenti con congruo preavviso, ritengo che nulla possa essere contestato al datore e che lo stesso abbia proceduto legittimamente alla variazione oraria. 

Il datore infatti, come detto, può modificare la distribuzione dell’orario di lavoro (purchè non riduca il numero di ore di lavoro), quando ciò risponde a specifiche esigenze tecniche, organizzative e produttive e lo abbia comunicato con congruo preavviso ai dipendenti.  

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Valentina Azzini 



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