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Affidamento bancario: interessi passivi e anatocismo

6 Aprile 2019
Affidamento bancario: interessi passivi e anatocismo

Ad agosto 2018 ho richiesto alla banca un affidamento di 2000 euro: il 25 gennaio 2019 ho revocato l’affidamento. Volevo pagare gli interessi passivi maturati sul conto pari a € 24,04 per l’anno 2018 e € 4,33 per l’anno 2019. Ho inviato tramite pec la revoca dell’autorizzazione sull’anatocismo bancario. Pochi giorni fa la banca ha risposto che il pagamento degli interessi del 2018 ovvero € 24,04 sarà effettuato l’1 marzo 2019, mentre i € 4,33 verranno pagati l’1 marzo 2020. L’unica soluzione per pagare gli interessi immediatamente è la chiusura del conto corrente. Nel contratto sottoscritto si riporta” il cliente può revocare in ogni momento l’autorizzazione, purchè prima che l’addebito degli interessi abbia luogo, concordando le modalità”. Ho chiesto che venissero addebitati sul conto corrente ma questa è stata la risposta. Cosa devo fare?

Alla luce del quesito posto è opportuno esporre sinteticamente quanto segue.

Conto corrente bancario: gli interessi passivi

Successivamente all’apertura di un conto corrente bancario, il cliente, oltre alla necessità di depositare e gestire il proprio denaro, potrebbe avere l’esigenza di avere un credito dalla banca, da poter utilizzare in modo flessibile. Si tratta del cosiddetto affidamento in conto corrente, più comunemente conosciuto come fido bancario, scoperto di conto, ecc.

Ebbene, le somme che cliente utilizzerà evidentemente produrranno i cosiddetti interessi (in sostanza, sarebbero il corrispettivo che la banca percepisce nel concedere l’affidamento) che, in questo caso, per distinguerli da quelli prodotti dalle somme in attivo sul proprio conto, vengono definiti come passivi.

Ed allora, a proposito dei cosiddetti interessi passivi, diventa molto importante sapere che:

– gli interessi passivi maturati non possono produrre ulteriori interessi, salvo quelli di mora [1].

– gli interessi passivi vengono calcolati al 31 dicembre di ogni anno, ma sono dovuti dal cliente non prima del 1 marzo dell’anno successivo. In pratica la banca non può pretenderli anzitempo, a meno che il conto corrente bancario non venga chiuso prima della predetta data. In termini tecnici si dice che il credito della banca non è esigibile. Anche in questo caso è la legge a stabilire ciò (si veda la norma appena citata in nota [1]);

– il cliente può autorizzare la banca ad accreditare, alla scadenza indicata, gli interessi passivi sul proprio conto. In questo caso gli interessi si aggiungeranno alla somma oggetto dell’affidamento, diventando a loro volta sorta capitale, produttiva d’interessi (si tratta di una scelta generalmente

sottoscritta dal cliente all’atto del contratto, ma revocabile in corso d’opera);

– il cliente, senza attendere la scadenza indicata, potrà estinguere i detti interessi passivi in contanti oppure con un bonifico proveniente da un altro conto. 

CASO CONCRETO

La risposta che il lettore ha ricevuto dalla sua banca, appare in linea con quanto previsto dalla legge in materia ed oggetto della norma citata in nota [1].

La banca, infatti, non può pretendere dal lettore alcun pagamento degli interessi passivi in oggetto, prima delle predette date e solo dopo la scadenza delle stesse, potrà addebitarglieli secondo quanto  concordato nel contratto e nel rispetto di quanto accaduto in corso del medesimo. In quest’ottica, la risposta della banca, presumibilmente stereotipata, voleva riferirsi a quest’aspetto.

A questo punto, dando per certo, secondo quanto riferito in quesito, che ha provveduto al recesso dall’affidamento in conto corrente richiesto nell’agosto del 2018 ed alla revoca di ogni autorizzazione conseguenziale al medesimo contratto (…Ho inviato tramite pec la revoca dell’autorizzazione

sull’anatocismo bancario…), allo stato attuale, per poter pagare gli interessi passivi, avrà le seguenti possibilità:

– se il conto corrente del lettore avrà un saldo attivo, potrà attendere le dette scadenze affinché vengano accreditati e scalati dal predetto saldo;

– potrà pagare in contanti o con un bonifico proveniente da un altro conto i detti interessi, anche prima delle scadenze indicate dalla legge (la banca non può certo impedirgli di pagare prima un suo debito, anche se non è diventato ancora esigibile);

– potrà chiudere il conto corrente. In questo caso, anche prima del 1 marzo, potrà pagare gli interessi in questione.

Non resta, pertanto, al lettore che scegliere tra le opzioni appena descritte, quella che dovesse risultare più confacente alle sue esigenze.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Marco Borriello


note

[1] Art. 120, co. 2 lett. b) Dlvo 385/1993


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