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Badante straniera: permesso di soggiorno e contratto di lavoro

12 Aprile 2019
Badante straniera: permesso di soggiorno e contratto di lavoro

Ho mia mamma invalida al 100% con verbale e Legge 104, con incapacità negli atti quotidiani della vita. Sto per assumere una badante peruviana esperta che è in Italia da 14 anni ed ha 34anni. Ha correttamente rinnovato il permesso di soggiorno entro la data di scadenza. Ha la residenza in un’altra città italiana, ma già da un bel pò di tempo vive nella mia città per esigenza di procacciamento lavoro. Al caf della sua città di residenza le hanno sbagliato l’indirizzo di residenza e il caf le ha indicato un altro comune con il nome della stessa via. La questura ha risposto alla pec al mio studio commercialista dicendo che non era certificabile per mancata dimora abituale. Hanno fatto un controllo alla residenza che è andato a buon fine. La signora sta cercando una residenza nella mia città. C’è un effettivo minimo di ore che deve presentare per il permesso?  Io posso assumerla per 8 ore e la signora sta cercando a contratto altre ore. 

Per il permesso di soggiorno per motivi di lavoro non è previsto un minimo di ore; il problema, però, si pone per la concreta situazione economica della signora: per il rinnovo (o il rilascio) del permesso di soggiorno occorrono l’esistenza di sufficienti mezzi di sostentamento (corrispondenti a reddito da lavoro), l’esistenza di un contratto di lavoro e la disponibilità di un alloggio. Sono questi gli elementi principali che la questura deve valutare.

Il parametro che viene preso in considerazione per comprendere se un lavoro consente di vivere dignitosamente è l’importo dell’assegno sociale; in pratica, il reddito necessario per ottenere il rinnovo non deve essere inferiore all’importo dell’assegno sociale che varia di anno in anno e che, per il 2019, è pari a 453,00 euro mensili. 

Pertanto, per rinnovare il permesso occorre che la retribuzione annuale sia pari all’importo dell’assegno sociale: quindi, le ore anche se sono otto possono bastare purché si abbia una retribuzione mensile non inferiore ai 453,00 e annua non inferiore ai 5436,00 euro. 

Tuttavia, va detto che gli ultimi orientamenti giurisprudenziali tendono ad interpretare il requisito della condizione patrimoniale in maniera flessibile, consentendo il rinnovo (o il rilascio) del permesso anche a chi non raggiunge la soglia dell’assegno sociale ma può contare sull’aiuto economico dei parenti o di altre persone, oppure sulle favorevoli possibilità di trovare un lavoro migliore. Si può pertanto dire che quello dell’assegno sociale è solo un indice di riferimento. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Mariano Acquaviva 


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