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Ritardo volo: ultime sentenze

9 Maggio 2021
Ritardo volo: ultime sentenze

Ritardo volo aereo e diritto al risarcimento del danno; sciopero del personale di volo e diritto all’indennizzo dei passeggeri.

Indennizzo per ritardo del volo

Un volo con una o più coincidenze che abbia costituito oggetto di un’unica prenotazione deve essere considerato un tutt’uno ai fini del diritto a compensazione dei passeggeri previsto dal regolamento n. 261/2004, tale che l’applicabilità di tale regolamento va valutata in considerazione tanto del luogo di partenza iniziale quanto della destinazione finale dello stesso; il vettore aereo operativo che ha realizzato la seconda tratta non può trincerarsi dietro la cattiva esecuzione di un volo precedente ad opera di un altro vettore aereo.

Corte giustizia UE sez. IX, 12/11/2020, n.367

Volo in ritardo: il passeggero può esigere la compensazione pecuniaria?

Il passeggero il cui volo sia stato cancellato o abbia subito un ritardo prolungato, o il suo avente causa, può esigere il pagamento dell’importo della compensazione pecuniaria prevista da tale disposizione nella valuta nazionale avente corso legale nel suo luogo di residenza.

Pertanto, è da condannare la prassi giurisprudenziale di uno Stato membro per la quale la domanda giudiziale proposta per ottenere la compensazione pecuniaria è respinta per il solo motivo che il richiedente l’ha espressa in valuta nazionale (nel caso di specie zloty polacchi anziché euro). Ad affermarlo è la Corte di giustizia dell’Unione europea chiarendo che il diniego di pagamento sarebbe incompatibile con l’obbligo di interpretazione estensiva dei diritti dei passeggeri del traffico aereo, nonché con il principio della parità di trattamento dei passeggeri danneggiati.

Corte giustizia UE sez. VIII, 03/09/2020, n.356

Ritardo prolungato nella partenza di vettori non comunitari

Se il ritardo prolungato nella partenza riguarda il volo di ritorno operato da vettore non comunitario, gli strumenti compensatori “automatici” previsti dal Regolamento comunitario non sono applicabili.

Tribunale Milano sez. XI, 22/04/2020, n.2520

Ritardo volo: risarcimento danni

In tema di trasporto aereo, la clausola contrattuale che in caso di controversie preveda che il giudice competente sia quello irlandese si pone in contrasto con il Regolamento 1215/2012 oltre che con l’art. 33 della Convenzione di Montreal sottoscritta dalla Comunità Europea il 9.12.1999 e approvata con decisione del Consiglio 2001/539/CE il 5.04.2001, ratificata con legge 12/2004. (Nel caso di specie, si trattava di una richiesta di risarcimento danni a causa del ritardo del volo aereo secondo l’art. 33 Convenzione di Montreal oltre al rimborso forfettario standardizzato previsto dal Reg. 1215 del 2012).

Tribunale Lecce sez. II, 01/04/2020, n.917

Ritardo del volo prenotato tramite agenzia: come ottenere la compensazione?

Il passeggero che ha prenotato un volo tramite un’agenzia di viaggio e che subisce un ritardo può citare in giudizio il vettore operativo per ottenere la compensazione pecuniaria dovuta in base alle regole Ue dinanzi al giudice del luogo di partenza del volo. Tale contratto, infatti, rientra nella materia contrattuale secondo quanto previsto dall’art. 5 del regolamento n. 44/2001.

Tuttavia, non possono essere invocate le norme speciali in materia di contratti conclusi dai consumatori poiché manca una delle condizioni necessarie ossia l’identità delle parti del contratto rispetto all’azione giurisdizionale.

Corte giustizia UE sez. I, 26/03/2020, n.215

Danno supplementare da ritardo aereo: deve essere sempre dimostrato?

Per ottenere la condanna di una compagnia aerea al risarcimento supplementare del danno (anche morale) conseguente al ritardo del viaggio, il passeggero deve comunque dimostrare il danno ulteriore.

Cassazione civile sez. VI, 20/02/2019, n.4962

Diritto al risarcimento per il ritardo nel volo: da cosa dipende?

Secondo la Convenzione di Montreal del 1999 in tema di responsabilità del vettore aereo, il diritto del passeggero al risarcimento del danno dipende non dalla ritardata partenza, bensì dal ritardato arrivo.

Cassazione civile sez. VI, 09/10/2018, n.24869

Vettore aereo operativo

La nozione di “vettore aereo operativo” ai sensi dell’art. 2 lett. b) Regolamento (CE) n.261/2004 (regole comuni in materia di compensazione ed assistenza ai passeggeri in caso di negato imbarco, di cancellazione o di ritardo prolungato del volo) deve essere interpretato nel senso che non ricomprende il vettore aereo che, come quello oggetto della causa principale, dia in noleggio ad altro vettore aereo l’apparecchio unitamente al relativo equipaggio («wet lease»), senza assumere la responsabilità operativa dei voli, compreso il caso in cui la conferma della prenotazione di un posto su un volo rilasciata ai passeggeri indichi che il volo stesso è effettuato dal primo vettore.

Il vettore è operativo quando, nell’ambito della propria attività di trasporto di passeggeri, decide di effettuare un determinato volo, fissandone parimenti l’itinerario (id est effettua il volo) e creando così un’offerta di trasporto aereo nei confronti dei passeggeri (conclude un contratto col consumatore).

L’adozione di tale decisione implica, infatti, che il vettore aereo assuma la responsabilità della realizzazione del volo, che si estende, in particolare, ad eventuali annullamenti e significativi ritardi all’arrivo: la fattispecie non rientra in questi parametri, tanto più che il noleggiatore aveva escluso questa responsabilità.

Corte giustizia UE sez. III, 04/07/2018, n.532

Sciopero selvaggio del personale di volo e diritto all’indennizzo 

L’assenza spontanea di una parte significativa del personale di volo – cosiddetto “sciopero selvaggio” – che trae origine dall’annuncio a sorpresa da parte del vettore aereo di una ristrutturazione dell’impresa, “a seguito di un appello diffuso non dai rappresentanti dei dipendenti dell’impresa, bensì spontaneamente dai dipendenti stessi, i quali si sono messi in congedo di malattia, non rientra nella nozione di circostanze eccezionali“, di cui all’articolo 5 del Regolamento Ce 261/2004.

Di conseguenza, in tal caso la compagnia aerea è tenuta a indennizzare i passeggeri vittime di ritardi e cancellazione dei voli. Tale interpretazione del regolamento europeo sui diritti dei passeggeri aerei è fornita dalla Corte di giustizia dell’Unione europea che, pronunciandosi su un caso riguardante la compagnia aerea TUlfly, in tal modo apre a un ampliamento del diritto all’indennizzo per i passeggeri che subiscono cancellazioni o ritardi per modifiche su vasta scala degli operativi dei voli a causa di assenza in massa, per malattia, del personale.

Corte giustizia UE sez. III, 17/04/2018, n.195

Trasporto aereo nell’UE

In tema di trasporto aereo, la compagnia aerea che ha operato in uno Stato membro solo la prima tratta di un volo con coincidenza può essere portata dinanzi ai giudici della destinazione finale situata in un altro Stato membro ai fini del riconoscimento della compensazione pecuniaria per ritardo prolungato del volo, purché “differenti voli siano stati oggetto di un’unica prenotazione per l’intero tragitto e il ritardo prolungato all’arrivo alla destinazione finale sia dovuto ad un problema verificatosi sul primo volo”. A chiarirlo è la Corte di giustizia dell’Unione europea interpretando il regolamento n. 44/2001, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, in relazione al regolamento n. 261/2004, che istituisce regole comuni in materia di compensazione e assistenza ai passeggeri in caso di negato imbarco, di cancellazione del volo o di ritardo prolungato.

Corte giustizia UE sez. III, 07/03/2018, n.274

Assistenza ai passeggeri in caso di ritardo prolungato

L’articolo 7, paragrafo 1, del Regolamento (CE) n. 261/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 febbraio 2004, che istituisce regole comuni in materia di compensazione ed assistenza ai passeggeri in caso di negato imbarco, di cancellazione del volo o di ritardo prolungato, deve essere interpretato nel senso che la nozione di « distanza» include, in caso di collegamenti aerei con una o più coincidenze, solamente la distanza tra il luogo del primo decollo e la destinazione finale, da stabilire secondo il metodo della rotta ortodromica, e ciò a prescindere dalla distanza di volo effettivamente percorsa.

Corte giustizia UE sez. VIII, 07/09/2017, n.559

Ritardo volo: durata pari o superiore a tre ore

Il combinato degli art. 5 §.3 e Considerando 14 Regolamento (CE) n. 261/2004 (regole comuni in materia di compensazione ed assistenza ai passeggeri in caso di negato imbarco, di cancellazione del volo o di ritardo prolungato) deve essere interpretato nel senso che la collisione tra un aeromobile e un volatile rientra nella nozione di «circostanze eccezionali» ai sensi del Cons.14.

Tuttavia il vettore non può giustificare il ritardo con la necessità di effettuare un secondo controllo, allorché un esperto, da lui autorizzato  a tale scopo, abbia constatato dopo la collisione che l’aereo in questione è in grado di volare:  la cancellazione o il ritardo prolungato del volo non sono, perciò, dovuti a circostanze eccezionali.

Il vettore per evitare o prevenire il rischio di collisione con volatili ed essere esonerato dall’indennizzare i passeggeri ex art. 7 deve adottare tutte le «misure del caso», tra cui quelle di controllo a titolo preventivo dell’esistenza di detti volatili, purché, in particolare sul piano tecnico e amministrativo, possa effettivamente adottarle, non gli impongano sacrifici insopportabili per le capacità della sua impresa e ne abbia dimostrato l’adozione relativamente al volo pregiudicato da detta collisione.

Il giudice del rinvio verificherà il soddisfacimento di queste condizioni. Infine, nell’ipotesi di un ritardo del volo di durata pari o superiore a tre ore causato non soltanto da una circostanza eccezionale ed inevitabile nei suddetti termini, ma anche da un’altra non rientrante in questa categoria, quello imputabile alla prima deve essere dedotto dal tempo totale di ritardo di questo volo per valutarne se possa essere oggetto d’indennizzo ex art.7.

Corte giustizia UE sez. III, 04/05/2017, n.315


note

Autore immagine: ritardo volo di AJR_photo


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