L’esperto | Articoli

Infortunio scuola: ultime sentenze

13 Settembre 2021
Infortunio scuola: ultime sentenze

Infortunio durante l’orario scolastico; onere della prova; responsabilità degli insegnanti e della scuola per danni all’alunno; risarcimento del danno.

Danno cagionato dall’alunno a sé stesso e riparto dell’onere probatorio

L’accertamento della responsabilità dell’istituto scolastico per i danni riportati da un allievo presuppone la prova del fatto e del nesso causale tra esso ed il soggetto responsabile (ossia che l’infortunio si sia verificato durante l’orario scolastico, quando il minore era sotto la responsabilità dell’istituto e degli insegnanti). Incombe invece sul convenuto istituto scolastico la prova di avere correttamente adempiuto agli obblighi di vigilanza e controllo sugli alunni, durante il tempo di affidamento degli stessi alla scuola e l’imprevedibilità del fatto che non ha reso possibile evitare l’evento, nonostante l’approntamento di un sistema di vigilanza adeguato alle circostanze.

Corte appello Ancona sez. II, 06/07/2021, n.780

Responsabilità della scuola per i danni riportati da un allievo

Ai fini del riconoscimento della responsabilità dell’istituto scolastico per i danni riportati da un allievo all’interno della scuola, è sufficiente che il danneggiato dimostri il verificarsi del fatto dannoso all’interno dell’edificio scolastico e durante l’orario scolastico, nonché il nesso causale fra il fatto e il prodursi dell’evento dannoso. Non è necessaria, invece, la ricostruzione della precisa dinamica del fatto, la quale potrà essere provata dall’istituto scolastico al fine di fornire la prova liberatoria che l’evento è stato causato da un fatto imprevedibile e non evitabile, nemmeno sotto la costante vigilanza del personale scolastico.

Nel caso di specie, il Tribunale ha riconosciuto la responsabilità di una scuola materna per l’infortunio occorso a una bambina, che si era ferita giocando con dei ceppi di legni lasciati incustoditi all’interno dell’area giochi.

Tribunale Pordenone, 23/01/2021, n.131

Attività svolta dal docente: grava sul Ministero l’onere della prova?

In tema di infortunio scolastico, ai sensi dell’art. 1218 c.c. sugli attori gravava l’onere di allegare il fatto e il nesso causale, mentre sul convenuto la prova di avere correttamente adempiuto agli obblighi di vigilanza e controllo sugli alunni durante il tempo di affidamento degli stessi alla scuola. Si tratta di una presunzione di responsabilità che non ha carattere assoluto, caratterizzata da una inversione dell’onere della prova che grava sul Ministero per l’attività svolta dal docente.

Cassazione civile sez. III, 20/04/2020, n.7951

Danno da autolesione durante l’orario scolastico

Ai fini della configurazione della responsabilità dell’insegnante per l’infortunio procurato dall’alunno a se stesso, è sufficiente che i genitori del minore provino che l’evento nefasto si sia verificato durante l’orario scolastico; è poi onere del Ministero provare che lo stesso si sia verificato per causa non imputabile né alla scuola, né all’insegnante.

Corte appello Bari sez. III, 06/02/2020, n.279

Infortunio durante la ricreazione

Nell’ipotesi di danno cagionato a minorenne in contesto scolastico, quando ricorre l’ipotesi di danno arrecato dal minore a se stesso trattasi di responsabilità contrattuale. Diversamente, quando il danno è patito dal minore per fatto altrui, l’istituto di riferimento è quello della responsabilità aquiliana ed in particolare l’art. 2048 c.c. che configura una speciale ipotesi di responsabilità indiretta per fatto altrui. In sostanza, nel caso di danno cagionato dall’alunno a se stesso, la responsabilità dell’istituto scolastico e dell’insegnante non ha natura extracontrattuale, bensì contrattuale, atteso che – quanto all’istituto scolastico – l’accoglimento della domanda di iscrizione, con la conseguente ammissione dell’allievo alla scuola, determina l’instaurazione di un vincolo negoziale, dal quale sorge a carico dell’istituto l’obbligazione di vigilare sulla sicurezza e l’incolumità dell’allievo nel tempo in cui questi fruisce della prestazione scolastica in tutte le sue espressioni, anche al fine di evitare che l’allievo procuri danno a se stesso; e che – quanto al precettore dipendente dell’istituto scolastico – tra insegnante e allievo si instaura, per contatto sociale, un rapporto giuridico, nell’ambito del quale l’insegnante assume, nel quadro del complessivo obbligo di istruire ed educare, anche uno specifico obbligo di protezione e vigilanza, onde evitare che l’allievo si procuri da solo un danno alla persona.

Ne deriva che, nelle controversie instaurate per il risarcimento del danno da autolesione nei confronti dell’istituto scolastico e dell’insegnante, è applicabile il regime probatorio desumibile dall’art. 1218 c.c., sicché, mentre l’attore deve provare che il danno si è verificato nel corso dello svolgimento del rapporto, sull’altra parte incombe l’onere di dimostrare che l’evento dannoso è stato determinato da causa non imputabile né alla scuola né all’insegnante.

Tribunale Bolzano sez. II, 20/09/2019, n.838

Danno subito dall’allievo durante una gara: responsabilità della scuola

In tema di danni conseguenti ad un infortunio sportivo subito da uno studente durante una gara svoltasi all’interno della struttura scolastica nell’ora di educazione fisica, ai fini della configurabilità della responsabilità della scuola ai sensi dell’art. 2048 c.c., è necessario: a) che il danno sia conseguenza del fatto illecito di un altro studente partecipante alla gara, il quale sussiste se l’atto dannoso sia posto in essere con un grado di violenza incompatibile con le caratteristiche dello sport praticato o con il contesto ambientale nel quale l’attività sportiva si svolge o con la qualità delle persone che vi partecipano, ovvero allo specifico scopo di ledere, anche se non in violazione delle regole dell’attività svolta, e non anche quando l’atto sia compiuto senza la volontà di ledere e senza la violazione delle regole della disciplina sportiva, né se, pur in presenza di una violazione delle regole dell’attività sportiva specificamente svolta, l’atto lesivo sia a questa funzionalmente connesso; b) che la scuola non abbia predisposto tutte le misure idonee ad evitare il fatto.

Ne consegue che grava sullo studente l’onere di provare l’illecito commesso da un altro studente, mentre spetta alla scuola dimostrare l’inevitabilità del danno, nonostante la predisposizione di tutte le cautele idonee ad evitare il fatto.

(Nella specie, la S.C. ha ritenuto immune da censure la sentenza che aveva escluso la responsabilità della scuola rispetto all’infortunio, verificatosi durante una partita di pallamano svoltasi nella palestra scolastica sotto il controllo dell’insegnante, ai danni di un alunno il quale, mentre rincorreva un avversario che gli aveva sottratto il possesso della palla senza toccarlo, era caduto scivolando all’esterno del campo da gioco ed urtando contro una panchina la quale, essendo destinata ai giocatori di riserva, era stata ritenuta dal giudice di merito un ordinario completamento dello stesso campo da gioco).

Cassazione civile sez. III, 10/04/2019, n.9983

L’infortunio sportivo a scuola

Ai fini della configurabilità della responsabilità a carico della scuola ex art. 2048 c.c. non è sufficiente il solo fatto di aver incluso nel programma di educazione fisica la disciplina sportiva in cui si è verificato il sinistro e fatto svolgere tra gli studenti una gara sportiva, ma è altresì necessario: a) che il danno sia conseguenza del fatto illecito di un altro studente impegnato nella gara; b) che la scuola non abbia predisposto tutte le misure idonee ad evitare il fatto.

Cassazione civile sez. III, 10/04/2019, n.9983

Esercitazioni pratiche e infortunio

Al personale insegnante delle scuole materne sono affidati in primo luogo, compiti di vigilanza e di custodia, che tuttavia vanno espletati ottenendo l’interessamento dei bambini ad attività molteplici, tra le quali, oltre a quelle assimilabili all’insegnamento teorico adatto all’età (dialoghi, racconti, apprendimento dei primi rudimenti della lettura e della scrittura), rilievo centrale assumono quelle presentante in forma di gioco, finalizzate sia all’abilità manuale (pittura, scultura, ecc.) con utilizzo di materiali specifici, sia a quella fisica (giochi della più varia natura, con eventuale uso di attrezzature specifiche). Orbene, se è vero che, nel senso strettamente letterale, le attività descritte non sono propriamente “esperienze tecnico -scientifiche” ne’ “esercitazioni pratiche” (intese come diretta applicazione di nozioni teoriche), ne’ lavori, non vi è dubbio che la legge ha inteso distinguere l’insegnamento propriamente teorico (attività non assicurata) da quello che, comportando attività manuali e l’eventuale uso di materiale e attrezzature, comporta l’assunzione di un rischio aggravato e “specifico”. Si deve affermare, conclusivamente, che l’infortunio occorso all’insegnante di una scuola materna a causa e nello svolgimento della prestazione lavorativa intesa nel senso sopra indicato, deve essere considerato non già come collegato in via indiretta all’attività esercitata, bensì come strettamente correlato atta medesima per mezzo di un nesso di derivazione eziologica; con la conseguenza che la lesione, deve essere indennizzata ai sensi delle disposizioni di legge sopra indicate.

Corte appello Roma sez. lav., 05/02/2019, n.398

Infortunio a scuola: l’onere probatorio

Nel caso di danno cagionato dall’alunno a se stesso, la responsabilità dell’istituto scolastico e dell’insegnante non ha natura extracontrattuale, bensì contrattuale, atteso che – quanto all’istituto scolastico – l’accoglimento della domanda di iscrizione, con la conseguente ammissione dell’allievo alla scuola, determina l’instaurazione di un vincolo negoziale, dal quale sorge a carico dell’istituto l’obbligazione di vigilare sulla sicurezza e l’incolumità dell’allievo nel tempo in cui questi fruisce della prestazione scolastica, anche al fine di evitare che l’allievo procuri danno a se stesso; e che – quanto al precettore dipendente dell’istituto scolastico – tra insegnante e allievo si instaura, per contatto sociale, un rapporto giuridico, nell’ambito del quale l’insegnante assume, nel quadro del complessivo obbligo di istruire ed educare, anche uno specifico obbligo di protezione e vigilanza, onde evitare che l’allievo si procuri da solo un danno alla persona. Ne deriva che, nelle suddette controversie, è applicabile il regime probatorio desumibile dall’art. 1218 cod. civ., sicché, mentre l’attore deve provare che il danno si è verificato nel corso dello svolgimento del rapporto, sull’altra parte incombe l’onere di dimostrare che l’evento dannoso è stato determinato da causa non imputabile né alla scuola né all’insegnante.

Tribunale Catania sez. III, 02/01/2019, n.483

Infortunio sportivo durante l’orario scolastico

In materia di risarcimento danni per responsabilità civile conseguente ad un infortunio sportivo subito da uno studente all’interno della struttura scolastica durante le ore di educazione fisica, incombe sullo studente l’onere della prova dell’illecito commesso da altro studente, quale fatto costitutivo della sua pretesa, mentre è a carico della scuola la prova del fatto impeditivo, cioè l’inevitabilità del danno nonostante la predisposizione di tutte le cautele idonee a evitare il fatto.

Cassazione civile sez. VI, 05/06/2018, n.14355

Responsabilità civile della scuola per infortunio dello studente

In tema di risarcimento danni per responsabilità civile conseguente ad un infortunio subito da uno studente all’interno della struttura scolastica durante l’ora di educazione fisica, è onere dello studente provare l’illecito commesso da altro studente, quale fatto costitutivo della sua pretesa, mentre è a carico della scuola la prova del fatto impeditivo, cioè l’inevitabilità del danno nonostante la predisposizione di tutte le cautele idonee a evitare il fatto, sicché non integra i presupposti del fatto illecito la condotta di gioco tenuta durante il normale sviluppo dell’azione di una partita (nella specie, lesione della tibia destra a causa dell’ intervento di un compagno mentre stava giocando a calcio durante l’ora di educazione fisica).

Tribunale Savona, 17/02/2018

Stipulazione di polizza a garanzia della responsabilità civile per danni

In tema di assicurazione contro gli infortuni e/o a copertura della r.c., la circostanza che la direzione didattica di un istituto scolastico stipuli una polizza a garanzia della responsabilità civile per danni dei quali lo stesso stipulante non può essere chiamato a rispondere (in ragione del fatto che, ex lege, legittimato passivo delle richieste di risarcimento per danni derivanti da condotte di alunni o di personale scolastico poste in essere durante l’orario della scuola è soltanto il MIUR), fa sì che il giudice del merito debba porre in essere una scelta interpretativa basata sull’art. 1367 c.c., che consenta di attribuire al contratto un effetto, anche e soprattutto con riferimento alla disposizione di cui all’art. 1891 c.c., piuttosto che a negarglielo.

Cassazione civile sez. III, 31/01/2018, n.2335

Infortunio dell’alunno e assicurazione 

Va accolta la richiesta da parte dei genitori esercenti potestà sul minore ad ottenere la condanna della compagnia di assicurazione a pagare l’indennizzo dovuto per un infortunio patito dal ragazzo nella scuola una volta accertato che l’assicurazione nella liquidazione dell’importo non ha applicato le condizioni migliorative previste nella polizza stipulata con la scuola.

Tribunale Arezzo, 26/10/2017, n.1198

Infortunio durante l’ora di ginnastica e responsabilità della scuola

In tema di danno all’allievo, ove l’amministrazione scolastica non abbia impedito il comportamento imprudente e pericoloso dello studente, né abbia vigilato sulla sicurezza degli alunni e sull’idoneità degli spazi adibiti alle attività ludiche e sportive, si configura la responsabilità contrattuale ed extracontrattuale per i danni riportati dall’allievo (infortunato nella specie perché un compagno durante l’ora di educazione fisica gli cadeva addosso nello scavalcare un muro di circa due metri per recuperare il pallone).

Corte appello Napoli sez. IV, 27/06/2016, n.2575

Responsabilità della scuola per l’infortunio sportivo: elementi

Ai fini della configurazione della responsabilità civile a carico della scuola conseguente ad un infortunio sportivo subito da uno studente all’interno della struttura scolastica, durante le ore di educazione fisica, non è sufficiente il solo fatto di aver incluso nel programma della suddetta disciplina e fatto svolgere tra gli studenti una gara sportiva, occorrendo altresì che il danno sia conseguenza del fatto illecito di un altro studente impegnato nella gara e che, inoltre, la scuola non abbia predisposto tutte le misure idonee ad evitare il fatto.

Tribunale Roma sez. XII, 13/06/2016, n.11952

Valutazione dell’onere della prova

In materia di risarcimento danni per responsabilità civile conseguente ad un infortunio sportivo subito da uno studente all’interno della struttura scolastica durante le ore di educazione fisica, incombe sullo studente l’onere della prova dell’illecito commesso da altro studente, quale fatto costitutivo della sua pretesa, mentre è a carico della scuola la prova del fatto impeditivo, cioè l’inevitabilità del danno nonostante la predisposizione di tutte le cautele idonee a evitare il fatto, sicché non integra i presupposti del fatto illecito la condotta di gioco tenuta durante il normale sviluppo dell’azione di una partita (nella specie, di calcio) se non è in concreto connotata da un grado di violenza ed irruenza incompatibili col contesto ambientale, con l’età e la struttura fisica dei partecipanti al gioco.

Cassazione civile sez. III, 08/04/2016, n.6844

Tutela risarcitoria degli insegnanti di scuola materna 

L’infortunio patito sul lavoro dall’insegnante di scuola materna, tanto di scuola pubblica quanto di scuola privata, deve considerarsi indennizzabile secondo la normativa generale che disciplina l’assicurazione obbligatoria contro tali eventi (D.P.R., n. 1124/1965) in tutti i casi in cui: a) risulti accertata la natura pratico/manuale dell’attività in essere, quale connotazione della prestazione lavorativa resa al momento dell’infortunio; b) sussista un nesso di derivazione eziologica tra tale attività e l’infortunio in questione.

Da ciò discende, in caso di comprovata sussistenza (o di insufficiente accertamento circa la non sussistenza) di tali condizioni, la legittimazione passiva in capo all’Inail con riferimento alle correlate domande indennitarie e, di conseguenza, la non utile proponibilità di queste ultime nei confronti del ministero dell’Istruzione quale datore di lavoro.

Cassazione civile sez. lav., 10/04/2015, n.7277

Colpa del maestro e onere della prova

L’art. 2048 c.c. solleva il danneggiato dall’onere di provare la colpa dei maestro o precettore, ma non da quello di provare la causa del danno (escluso il risarcimento invocato dai genitori di una bambina, atteso che le cause dell’infortunio occorso alla figlia mentre era a scuola erano rimaste oscure e perché, in ogni caso, la scuola aveva provato di avere tenuto una condotta diligente e di non aver potuto impedire il fatto in quanto le insegnanti erano presenti al fatto e non vi erano elementi dai quali potersi desumere il difetto degli obblighi di sorveglianza).

Cassazione civile sez. III, 20/02/2015, n.3365


note

Autore immagine: infortunio scuola di Poznyakov


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

4 Commenti

  1. Buongiorno La legge per tutti. Sono una mamma ed ho un figlio di 10 anni che quest’anno frequenta la V elementare. Io credo che debbano mettere le telecamere nelle scuole, almeno negli ambienti aperti e comuni come le sale di ginnastica. Ci sono insegnanti davvero svogliati che lasciano giocare i bambini e non si preoccupano di stargli dietro. Per fortuna finora mio figlio non ha avuto nessun tipo di infortunio a scuola, ma quando gli chiedo cosa fa durante l’ora di ginnastica, mi dice che l’insegnante si siede e guarda il cellulare, mentre loro saltellano di qua e di là giocando con i diversi strumenti che ci sono nella palestra… L’altro giorno un suo compagno è caduto ed i genitori hanno chiesto il risarcimento del danno. Ma con che coraggio questi insegnanti si prendono lo stipendio e non badano ai nostri bambini. la scuola dovrebbe essere un luogo sicuro.

  2. Non ho mai capito una cosa: è colpa dell’insegnante se un alunno disobbedisce e per questo si fa male?

  3. Mi aspetto che mio figlio venga controllato a scuola e non sia esposto a possibili rischi e pericoli. Durante le ore di scuola, tra collaboratori scolastici e insegnanti, penso debba esserci la massima attenzione

  4. Durante l’ora di educazione fisica, mio figlio si è fatto male, è caduto scivolando durante una partita di pallavolo. Ora, dico io, ma vi pare che l’insegnante non abbia avuto l’accortezza di controllare i ragazzi durante la partita?

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube