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Cosa significa responsabilità civile

18 Marzo 2019 | Autore:
Cosa significa responsabilità civile

Responsabilità civile: cos’è? Qual è la differenza tra responsabilità contrattuale ed extracontrattuale? Quali sono le conseguenze della responsabilità civile?

Possiamo definire l’ordinamento giuridico come un insieme di norme che regola una determinata società: ad esempio, l’ordinamento italiano è costituito dal complesso di disposizioni previste dallo Stato affinché le attività dei cittadini possano svolgersi pacificamente e in ordine; in altre parole, in modo legale. La legge disciplina il comportamento che bisogna tenere quando si circola in strada, a piedi oppure alla guida di un mezzo; la legge ci dice quali permessi dobbiamo chiedere per poter realizzare una costruzione; e così via. Ovviamente, non dobbiamo pensare che tutto sia disciplinato dalla legge: molti aspetti della vita privata sono lasciati all’autodeterminazione dei singoli. E così, ognuno sarà libero di acquistare un’auto anziché un’altra, di comprare un bene, di venderlo, di affittarlo, ecc. In tutte queste circostanze, è il contratto stipulato tra le parti a dettare la normativa da seguire. Cosa succede quando veniamo meno agli obblighi derivanti da un accordo? Quali sono, in un ordinamento giuridico, le conseguenze di una trasgressione? Con questo articolo ci soffermeremo solamente sulla violazione delle disposizioni di tipo civile e, pertanto, spiegheremo cosa significa responsabilità civile.

Responsabilità civile: cos’è?

In senso molto ampio, per responsabilità civile si intende la responsabilità che deriva dall’infrazione di qualsiasi precetto di diritto privato, cioè di una norma giuridica che regola i rapporti tra soggetti che si trovano sullo stesso piano. Pertanto, costituirà un esempio di responsabilità civile la violazione di un obbligo imposto da contratto, oppure quella di un precetto imposto dalla legge a tutela di interessi privati: nel primo caso parleremo di responsabilità contrattuale; nel secondo, invece, di responsabilità extracontrattuale.

Un paio di esempi: si avrà responsabilità civile nel caso in cui il venditore non trasferisca il bene all’acquirente nonostante questi abbia già pagato il prezzo della cosa; allo stesso modo, si avrà responsabilità civile se un’autovettura ne tampona un’altra.

Cosa si intende per responsabilità civile?

Abbiamo detto che per responsabilità civile si intendono tutte le conseguenze che derivano dalla violazione di un obbligo che sorge da un rapporto di tipo privatistico, cioè di un rapporto che collega due soggetti posti sullo stesso piano (non sarebbero allo stesso livello il semplice cittadino e la pubblica amministrazione, ad esempio). Ciò premesso, bisogna dire che, di solito, quando si parla di responsabilità civile ci si riferisce solamente ad un aspetto di essa, e cioè a quella che viene definita responsabilità extracontrattuale (o aquiliana). Spieghiamo meglio questo concetto.

Responsabilità extracontrattuale: cos’è?

La responsabilità extracontrattuale [1] è quella particolare forma di responsabilità civile caratterizzata dal fatto che tra danneggiante e danneggiato non incorre nessun precedente rapporto contrattuale: in poche parole, il danneggiante ingiustamente arreca un danno all’altra parte, con conseguente obbligo di risarcirgli il danno. Classico esempio è il tamponamento tra due auto: l’autore del sinistro non era legato da alcun vincolo alla persona tamponata, se non da quello che impone a tutti i consociati di astenersi dal ledere i diritti altrui.

Responsabilità civile: quali conseguenze?

Cosa succede a chi incorre in responsabilità civile, cioè a colui che viola un diritto altrui, derivante o meno da un precedente rapporto contrattuale? Ebbene, la normale conseguenza della responsabilità civile è l’obbligo di risarcire il danno causato: se non hai rispettato un impegno contrattuale, la tua controparte avrà diritto a chiederti il risarcimento del pregiudizio patito; lo stesso accade nel caso di sinistro stradale o di danneggiamento di un bene altrui (pensa a chi, involontariamente, manda in frantumi un prezioso cimelio).

Sebbene il risarcimento del danno sia la più naturale delle conseguenze che scaturiscono dal sorgere della responsabilità civile, la legge prevede altre forme di tutela a favore della persona danneggiata: quando è possibile, il responsabile può essere tenuto al ripristino della situazione così com’era prima che la sua condotta provocasse il danno. E così, se Tizio distrugge il muro di Caio, questi può ottenere dal giudice una condanna che obblighi Tizio a ricostruirglielo.

In altri casi ancora, è possibile che dalla violazione di un dovere non sorga solamente l’obbligo al risarcimento del danno, ma anche quello ad astenersi dal compiere ulteriori condotte: si tratta della cosiddetta tutela inibitoria, che viene comminata, ad esempio, a chi ripete il proprio comportamento illecito nel tempo. Ad esempio, la persona che viene disturbata continuamente nel cuore della notte dal volume alto della musica del vicino, può ottenere non solo il risarcimento del danno, ma anche la condanna della controparte a non ripetere più la condotta illecita.

Responsabilità penale: cos’è?

La responsabilità civile può essere ancor di più compresa se messa a confronto con la responsabilità penale, che sarebbe quella che sorge quando viene violato un precetto (di solito, un divieto) posto nell’interesse pubblico. La responsabilità penale si caratterizza per le sue peculiari conseguenze: la violazione di una disposizione penale comporta l’inizio di un procedimento al termine del quale l’imputato rischia la pena più severe prevista dal nostro ordinamento, cioè il carcere.

Responsabilità amministrativa: cos’è?

Infine, la responsabilità civile può essere distinta da quella amministrativa poiché quest’ultima sorge dalla violazione di norme poste dall’autorità statale oppure pubblica: ad esempio, le multe conseguenti alla violazione del codice della strada sono un esempio classico di sanzione amministrativa.


note

[1] Art. 2043 cod. civ.

Autore immagine: Unsplash.com


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