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Come guadagnare in borsa

4 Marzo 2019 | Autore: Paolo Remer


Come guadagnare in borsa

> Business Pubblicato il 4 Marzo 2019



Metodi e strategie per incrementare le possibilità di guadagnare in borsa: come investire con successo sui mercati azionari.

Investire non è così difficile come sembra, se sai come fare. Investire con successo richiede di fare alcune cose giuste e di evitare gravi e comuni errori. Quali sono in concreto le cose giuste da fare e gli errori da evitare quando si investe? Per operare bene sui mercati azionari occorre avere conoscenza del loro funzionamento e una precisa strategia di investimento, adatta alle nostre possibilità economiche. Dobbiamo conoscere le borse ed i titoli quotati ma prima ancora noi stessi e valutare la nostra propensione al rischio. E’ un po’ come guidare un’automobile: bisogna essere guidatori capaci, conoscere il veicolo ed il percorso. Pochi si metterebbero in autostrada con una Ferrari senza adeguata esperienza di guida; eppure molti pensano che sia facile arricchirsi in borsa e si lanciano in operazioni spericolate, rischiando di perdere il loro intero patrimonio, come purtroppo a volte accade. Bisogna invece prima capire come funziona la borsa, come si formano i prezzi di scambio dei titoli, quando una società quotata è affidabile e promettente; da qui si può iniziare a individuare i titoli migliori ed a capire anche il timing giusto, cioè quando è il momento di  comprare e quando arriva quello di vendere, in modo da realizzare un guadagno e tenere lontane le perdite. Vediamo quindi come guadagnare in borsa mettendo in evidenza quali regole occorre rispettare per avere buone probabilità di ottenere un profitto adeguato.

La borsa non è un gioco

La prima cosa da capire è che la borsa non è un gioco: non funziona in base a regole casuali, anche se a prima vista sembra che le quotazioni si muovano proprio in questo modo.

In realtà i movimenti di valore di un titolo sono determinati da una molteplicità di fattori che si intrecciano fra loro: la solidità e le prospettive di quell’azienda, il quadro economico in cui si inserisce, l’andamento della valuta di riferimento, le tensioni politiche e molti altri.

I mercati, giorno per giorno ed anzi momento per momento, cercano di interpretare tutti questi segnali (spesso contrastanti tra loro) ed attribuiscono un valore al titolo, che si esprime nei prezzi di scambio delle azioni.

I prezzi che si formano sui mercati di borsa sono la sintesi di tutte queste aspettative, previsioni, incertezze e tensioni. Questo costituisce il panorama, l’ambiente in cui ci muoviamo: dobbiamo tener conto di queste condizioni, anche se difficili da interpretare, come i fenomeni meteorologici.

E’ però possibile fare previsioni serie e ragionevoli sull’andamento delle economie, dei settori ed anche delle singole aziende quotate in borsa.

Bisogna guardare agli indicatori fondamentali, come l’andamento dell’inflazione, dei tassi di interesse e della disoccupazione, per capire lo stato di salute dell’economia di un Paese o di un determinato settore o di uno specifico titolo su cui vorremmo investire.

L’importante è evitare di costruire castelli in aria e di farsi prendere dall’euforia delle bolle speculative (che prima o poi scoppiano lasciando sul lastrico gli investitori dell’ultima ora che temevano di perdere l’ondata di rialzo) o al contrario dal pessimismo e dal panico: proprio i momenti di depressione, a ben vedere, rappresentano talvolta un’opportunità di acquisto a prezzi più bassi.

Già da questo puoi comprendere che l’abilità di chi vuole investire (non giocare) in borsa non consiste nel trovare la “dritta” sul titolo giusto, come se fosse un cavallo in corsa su cui puntare, ma piuttosto in un duro lavoro di selezione dei titoli validi e affidabili in prospettiva di crescita e incremento di valore. Si ragiona e si investe, non si azzarda.

Il più delle volte invece a livello comune si fa leva sulle opinioni raccolte in giro: non solo quelle della stampa finanziaria specializzata, ma anche i consigli dell’impiegato di banca o addirittura l’onda del momento sui social e le discussioni tra gli amici. Queste fonti, spesso poco attendibili, ci indicano e suggeriscono i mercati ed anche i singoli titoli su cui puntare, magari definendoli “sicuri”.

La verità è che se è facile guadagnare è ancora più facile perdere. I metodi più validi per investire in borsa non offrono guadagni sicuri e neppure mirabolanti ma possono offrire un rendimento interessante e crescente nel tempo a chi è disposto a rischiare ma con ragionevolezza.

Chi investe, rischia

Esiste un preciso rapporto tra rischio e rendimenti: maggiore è il rischio che sei disposto a correre, più alti e promettenti saranno i tuoi guadagni.

Per avere rendimenti il più possibile sicuri, ma bassi, potrai rischiare poco; se vuoi ottenere profitti maggiori e in tempi più rapidi dovrai rischiare parecchio.

In questa prospettiva, la variabile più importante è il tempo: quanto sei disposto ad aspettare perchè i titoli azionari che hai acquistato crescano di valore, in modo che tu possa rivenderli ad un prezzo maggiore rispetto a quello di acquisto e incamerare la differenza come guadagno? E tra quanto tempo pensi di aver bisogno dei tuoi soldi, dei risultati del tuo investimento, e per quali esigenze (matrimonio, pensione, acquisto di una casa, studi dei figli, ecc.)?

Ecco quindi la regola fondamentale: prima di pensare a quanto potrai guadagnare, cioè quanto potrà essere il ritorno del tuo investimento, dovrai mettere in conto quanto sei disposto a perdere e per quanto tempo puoi mantenere il tuo denaro investito senza toccarlo.

Che livello di rischio sei davvero disposto a correre? Cerca di rispondere a questa domanda: accetteresti, nella prospettiva di incrementare del 60% il valore del tuo investimento azionario in cinque anni, di vederlo crollare nel corso di questi anni, nella stessa misura del 60% o anche di più?

Sapresti sopportare una perdita analoga a quella del guadagno atteso? Come reagiresti se i i titoli in cui hai investito scendono di parecchio nel frattempo? Venderesti tutto preso dal panico o li manterresti, consapevoli che le oscillazioni sono inevitabili ma alla lunga l’investimento azionario premia? Se investi in azioni devi essere disposto a tollerare notevoli oscillazioni di valore: sono inevitabili.

Devi decidere prima di iniziare a investire quanto sei disposto a rischiare; questo determinerà la tua strategia di investimento e la composizione concreta del tuo portafoglio titoli.

In questa scelta devi raggiungere un equilibrio per te accettabile tra la prospettiva di elevati rendimenti e la tua serenità: il tuo investimento deve essere sempre adeguato al tuo livello di patrimonio e di reddito. Non rischiare mai una quota superiore di quella che saresti disposto a perdere.

La buona notizia è che se hai molto tempo a disposizione, cioè quello che si definisce un “orizzonte temporale” più lungo, hai più probabilità di vedere crescere il tuo capitale investito: nel lungo periodo infatti i mercati tendono ad assorbire le crisi e a registrare un innalzamento delle quotazioni, anche molto consistente, come insegnano due secoli di storia nelle borse di tutto il mondo: la borsa è l’investimento vincente e batte nel lungo termine tutti gli altri, dagli immobili alle obbligazioni all’oro.

Per lungo periodo si intendono anche a volte parecchi decenni: ci vollero trent’anni per riassorbire la crisi di borsa del 1929 ed alcuni anni per recuperare le crisi più recenti come quella del 2001 o del 2008.

Le principali strategie

Ci sono due fondamentali stili di investimento: l’approccio growth che punta alla crescita, anche rapida, cercando aziende quotate a rapida espansione e per le quali si spera che i prezzi salgano in fretta, e l’approccio value che mira al valore intrinseco delle aziende, preferendo quelle più stabili e consolidate e confidando sui “cavalli di razza” che alla lunga emergeranno.

Da queste due impostazioni discendono due differenti strategie attuative; vediamole meglio.

Il trading

E’ la compravendita veloce, realizzata entro pochi giorni e spesso anche più volte nella stessa giornata.

E’ il modo migliore per sfruttare le oscillazioni di prezzo, ma richiede molto tempo da dedicare per seguire le quotazioni del momento (a meno di non utilizzare programmi automatizzati o di impostare strategie di stop loss) e comporta un notevole dispendio di energie fisiche e nervose.

Per fare trading occorre però avere una preparazione specifica, avere chiaro quali titoli acquistare e quando compravenderli, altrimenti è facile bruciarsi. Se vuoi operare in questo ambito il consiglio – oltre quello di acquisire una adeguata preparazione di base in campo finanziario e sulle tecniche da utilizzare – è quello di sperimentare prima il modo di operare attraverso un portafoglio virtuale (quasi tutte le piattaforme lo consentono) anziché con soldi veri: potrai così verificare l’efficacia o meno delle tue strategie.

L’inconveniente principale del trading on line è che la facilità del meccanismo induce a fare troppe operazioni, più di quelle che sarebbero necessarie. In questo modo i guadagni si assottigliano per effetto delle commissioni calcolate sull’importo di ciascuna transazione (anche lo 0,2%, cioè il 2 per mille, diventa un importo consistente quando si eseguono decine di operazioni al giorno).

Investimento a lungo termine

E’ quello che garantisce i migliori ritorni nel tempo. La storia finanziaria dei mercati azionari – un periodo di osservazione lungo oltre due secoli – insegna che chi ha acquistato “mettendo nel cassetto” i propri titoli per un lungo periodo ha guadagnato molto di più rispetto a chi, nel frattempo, li ha comprati e venduti per decine o centinaia di volte.

Questo tipo di investitori viene tradizionalmente denominato “cassettista” per contrapporlo al “trader”, che, come abbiamo visto, fa una miriade di operazioni veloci speculando nell’immediato o comunque nel breve periodo.

Nella prospettiva di investire nel lungo termine è fondamentale selezionare con cura i titoli “giusti”, cioè quelli con più solide prospettive di sviluppo.

Warren Buffett, divenuto ormai una leggenda dei mercati finanziari, ha costruito la sua strategia di portafoglio proprio in base al criterio del valore insito nei titoli azionari: evitava di acquistare quelli che, nonostante le mode del momento, non avessero valori fondamentali più che solidi.

Gli indicatori da guardare

Come capire se una società è solida e promettente? Tra questi valori fondamentali occorre considerare innanzitutto i seguenti:

  • il rapporto prezzo utili (P/E o Price Earning): è la misura di quanto l’azienda guadagna e potrà incassare in futuro, mettendo in rapporto il suo prezzo con la capacità di produrre utili. Più il P/E è alto più il mercato valuta il titolo e viceversa: se è troppo alto (oltre 20 o 30) significa che il mercato sovrastima il tasso di crescita di quella società perché la paga oggi fino a 20 o 30 o addirittura 50 volte gli utili che pensa produrrà in futuro; quindi bisogna stare in guardia, a meno che essa non operi in un settore altamente innovativo, nel qual caso anche queste stime risulteranno ragionevoli;
  • il rapporto tra prezzo e valore contabile (Price/Book Value): prende il valore di un’azienda in base a quanto risulta dai suoi bilanci e ci dice se l’azienda in quel momento ha una quotazione inferiore a quella dell’insieme dei suoi beni e proprietà. Se il valore è inferiore a 1 il titolo quota a sconto: questo significa che potresti acquistarlo a meno di quanto vale. Bisogna però vedere se conviene: talvolta un rapporto basso si giustifica con prospettiva di crescita del titolo inferiori alla media (ad esempio alcuni titoli bancari che hanno molto sofferto negli ultimi anni);
  • il rapporto tra il prezzo e i dividendi (Dividend Yeld): è il pay out che indica la quota percentuale dell’utile distribuito e dunque misura il rapporto tra i dividendi pagati dall’impresa ed il suo prezzo di borsa (il dividendo è la parte di utile conseguito dalla società che viene distribuito ai suoi azionisti). E’ un indicatore del rendimento del titolo, perché più quell’azienda è capace di staccare dividendi periodici e dunque di pagare utili ai suoi azionisti, maggiore sarà la sua redditività attesa. Questo è importante specialmente per aziende che generano flussi di cassa notevoli e non hanno necessità di reinvestirli (es. le compagnie energetiche e di telecomunicazioni) mentre le aziende industriali e tecnologiche preferiscono reinvestire gli utili in nuovi progetti, in modo da garantire un maggior valore futuro, anziché immediato, ai loro azionisti.

Questi non sono gli unici elementi da prendere in considerazione per selezionare i titoli su cui puntare ma forniscono importanti segnali indicatori da non trascurare, come può essere la pressione sanguigna in un corpo umano.

Ad esempio un rapporto prezzo/utili più elevato rispetto alla media di settore ed alla media storica può significare o che l’azienda ha straordinarie prospettive di crescita – e allora è da comprare – oppure che il mercato la sta sopravvalutando in termini di rendimenti attesi e quindi è meglio starne lontani.

Così come un prezzo inferiore al valore contabile può significare un’opportunità di acquisto a sconto rispetto al reale valore ma anche essere indice di una società che sta attraversando difficoltà tali da indurre il mercato a scambiarla a un prezzo più basso.

In effetti non è semplice capire se un titolo è sottovalutato e quindi da comprare: l’utile, la redditività, il rapporto P/E della società in rapporto a quelli di mercato non sono decisivi e dirimenti. Occorre allora approfondire altre cose: chi guida e possiede quella società? Quali sono i suoi piani di sviluppo? E’ preda o cacciatore sul mercato (acquisisce oppure è soggetta ad essere acquistata)? Bisogna valutare anche il vantaggio competitivo di quella società rispetto ai suoi competitor, ossia i rivali; le prospettive di sviluppo del settore economico in cui l’azienda opera e le possibilità di crescita di quell’azienda in tale ambito.

Sono elementi difficilmente misurabili e in questo consiste il duro lavoro, o se si preferisce l’arte, di saper individuare i titoli vincenti su cui puntare.

Le regole d’oro per guadagnare

A questo punto, dopo aver indicato come si possono valutare i titoli azionari, possiamo esporre le principali regole che ti aiuteranno a guadagnare senza rischiare troppo ed anche a mantenere i guadagni accumulati evitando di perderli con successive operazioni sbagliate perché azzardate e non abbastanza ponderate.

Investi in borsa solo quello che sei disposto a perdere

Raggiungi prima la sicurezza finanziaria, cioè non intaccare con gli investimenti in borsa tutti i risparmi o i redditi senza i quali non potresti vivere.

Destina agli investimenti solo una quota del tuo patrimonio e del tuo risparmio periodico – più o meno alta in base alle tue esigenze – investendo il resto in strumenti che garantiscono un rendimento più basso ma anche più certo.

Quindi stabilisci quale percentuale del tuo patrimonio e redditi destinare all’investimento azionario, in base alla tua propensione al rischio, alla tua età ed alle tue esigenze temporali, cioè quando o entro quando ti serviranno i soldi investiti.

Questa percentuale potrà variare nel corso del tempo: una persona più anziana dovrebbe limitare la sua esposizione azionaria al 20-30% mentre un giovane può arrivare al 70% e anche oltre se ha redditi stabili e voglia di rischiare.

Tieni ben presente quanto abbiamo detto prima nel paragrafo “Chi investe rischia” e non dimenticare di mantenere sempre una riserva strategica liquida o facilmente liquidabile investita in strumenti diversi dalle azioni (fondi monetari, conti deposito, titoli di stato a breve, obbligazioni con vita residua inferiore a un anno): ti servirà a prevenire spese impreviste, evitando di essere costretto a liquidare all’improvviso, in caso di necessità, il tuo investimento azionario con possibilità di perdite.

Evita di fare troppe operazioni

Come abbiamo visto nel capitolo dedicato al trading, effettuare un numero eccessivo di compravendite riduce i guadagni ottenuti o addirittura li annulla per effetto delle commissioni da pagare su ogni operazione.

In genere si ottengono risultati migliori tenendo i titoli in portafoglio per lunghi periodi anziché acquistando e vendendo continuamente.

L’asset allocation, cioè individuare prima di tutto nel modo più giusto per noi i settori economici, le aree geografiche ed i titoli specifici su cui puntare, è la scelta strategica che ci consentirà il miglior posizionamento sui mercati.

Variare di continuo, invece, tentando di inseguire l’andamento dei mercati anziché anticiparlo, è una scelta che alla lunga si rivela perdente. Nessun singolo operatore sa più del mercato nel suo insieme e tanto meno può pretendere di batterlo. Chi lo promette – magari sbandierando i rendimenti passati ottenuti – per quanto bravo sia viene prima o poi sconfitto.

Non perdere la testa quando la borsa scende

Le oscillazioni dei prezzi nel breve periodo sono inevitabili e imprevedibili. La tua speranza non è quella di guadagnare tanto in poco tempo, a meno che tu non creda nei colpi di fortuna.

Il tuo obiettivo deve essere quello di guadagnare acquistando titoli che abbiano realistiche aspettative di crescere – nel loro posizionamento sul mercato e valore economico e dunque poi anche nei prezzi di borsa – attraverso gli anni o anche i decenni.

E’ facile cedere alla tentazione di speculazioni azzardate e così gettare al vento i propri soldi perdendo la testa nelle ondate di ribasso vendendo tutto per salvare almeno una parte del capitale iniziale.

Cambia le tue scelte solo se c’è una ragione precisa per farlo, se sono mutate le condizioni in base alle quali avevi deciso inizialmente; altrimenti mantieni salda la tua strategia confidando nel fatto che il vento non può abbattere un albero dalle radici solide.

Fissa uno stop loss e mantienilo

Così come vendere perché presi dallo spavento, è quasi altrettanto facile intestardirsi in scelte sbagliate, tenendo in portafoglio titoli acquistati in passato ma che non hanno più possibilità di risollevarsi. La perdita sembra potenziale fino a quando non li vendi, ma è già reale perché quei titoli valgono ora molto meno di quando li avevi comprati; inoltre il fatto di mantenerli tiene immobilizzata una parte del tuo denaro che potrebbe indirizzarsi verso nuove scelte più fruttuose.

Al momento di ogni acquisto, stabilisci la percentuale massima che sei disposto a perdere se le cose andassero male, esempio il 10 o il 20% e vendi senza esitazione se il titolo scendesse al di sotto di questa soglia. Avrai limitato le perdite alla cifra prestabilita e salvaguardato la maggior parte del capitale che potrai destinare a altri investimenti più proficui.

Devi decidere questo prima di iniziare, non durante. In altre parole devi predeterminare il massimo che sei disposto a rischiare e anche a perdere per quello specifico investimento.

Diversifica i tuoi investimenti

Se concentri i tuoi titoli in poche aziende corri il rischio di perdere se quei titoli vanno male; al contrario, diversificando il più possibile otterrai il risultato di ridurre sensibilmente i rischi. Se le cose andassero male in un settore economico o in un’area geografica, le perdite sarebbero compensate da altre zone in crescita.

Questa è la regola d’oro: anziché investire il tuo patrimonio in uno solo o in pochi titoli azionari, scegli una pluralità di titoli differenti che si compensino tra loro. Costruisci un paniere ben ammortizzato e avrai un rendimento accettabile anche nei periodi peggiori.

La diversificazione è la migliore strategia per contenere i rischi ad un livello accettabile: un paniere di titoli diversificati è molto meno rischioso delle singole azioni perchè è più difficile che essi si muovano con la stessa tendenza.

Per diversificare bene bisogna scegliere titoli e settori che si muovono in controtendenza gli uni rispetto agli altri: esempio Paesi sviluppati e Paesi emergenti, settore alimentare e settore hi-tech, titoli petroliferi e dell’energia a fronte dei titoli bancari ed assicurativi, ecc.

Con i fondi comuni di investimento oppure con gli ETF puoi investire facilmente in tutte le borse del mondo, ad esempio comprando l’indice Msci World, o lo S&P 500 se ti vuoi limitare agli USA ed acquistare tutte le principali società americane. Ci sono indici e fondi che replicano l’andamento dei mercati di borsa per ciascun Paese, settore economico, tipologia di attività e dimensioni delle aziende quotate.

Sii razionale

Emozioni e sensazioni nuocciono alla qualità dell’investimento. Effettua le tue scelte di investimento basandoti sulla logica e sul ragionamento. Warren Buffett dice: “Non investo mai su un titolo che non riesco a capire“.

Un’adeguata informazione e conoscenza, o meglio comprensione, del funzionamento dei mercati sono fondamentali per investire bene. Evita le mode del momento, le “voci di popolo” sui titoli su cui puntare, le occasioni da non perdere, ecc. Potresti avere delusioni cocenti.

La convinzione di poter battere facilmente il mercato porta a sopravvalutare le proprie capacità e a commettere errori fatali nella selezione dei titoli e nelle decisioni dei momenti di acquisto o di vendita.

La borsa non è una scommessa alla cieca. Il processo di investimento deve essere governato da regole il più possibile razionali e motivate. Sono in gioco i tuoi soldi e l’obiettivo è farli crescere, non di gettarli al vento.

Occhio ai dividendi

Non dimenticare che nel tuo profitto entrano anche i dividendi e cerca di reinvestirli: il tuo capitale crescerà più velocemente beneficiando dell’interesse composto, ossia del fenomeno per il quale gli interessi produrranno a loro volta altri interessi.

Se invece incassassi periodicamente le cedole, senza reinvestirle, i guadagni percentuali si calcolerebbero solo sul capitale di partenza.

Se investi regolarmente i proventi dei dividendi, nel lungo termine avrai un profitto notevolmente superiore. Scegli quindi un prodotto finanziario ad accumulo dei proventi anziché a distribuzione cedolare, a meno che tu non sia in età avanzata e abbisognevole di una rendita periodica; ma a quel punto sarebbe meglio preferire un investimento obbligazionario anziché azionario.

Fai un piano di accumulo

Investi ogni mese regolarmente una cifra costante dei tuoi risparmi: questo ti consentirà di ridurre moltissimo i rischi di oscillazione delle quotazioni. Effettuando tanti piccoli acquisti distribuiti nel tempo comprerai a prezzi sempre diversi ed eviterai di entrare in un unico momento quando le quotazioni sono ai massimi del periodo.

Nei periodi di quotazioni depresse, con la stessa somma periodicamente investita acquisterai inoltre una maggior quantità di titoli e potrai incrementare i guadagni nella successiva fase di risalita dei prezzi.

Inoltre, più lunga sarà la durata del piano più profitto potrai trarre ammortizzando le oscillazioni delle quotazioni che inevitabilmente ci saranno.

Un altro vantaggio è che potrai investire senza disporre di capitali ingenti, ma semplicemente facendo leva sulla tua capacità di risparmio.

Vuoi sovraperformare? Fai stock picking

Se riesci a trovare titoli in crescita, con ampie prospettive di sviluppo ancora non comprese dai mercati, hai fatto centro: arriverai prima della massa, li comprerai a un prezzo basso e quando tutti si saranno accorti del loro valore i prezzi saranno saliti molto.

Sono le storie di Apple, Google e delle più note aziende tecnologiche del mondo – partite come piccole start up) ma anche di molte piccole e medie aziende italiane (Pmi) quotate in un apposito segmento di borsa chiamato Aim.

Studiando bene le loro storie e i loro bilanci si possono intravedere le loro possibilità di sviluppo. Ci sono aziende che hanno un vantaggio competitivo: fanno prodotti o offrono servizi che prima di loro nessuno ha mai fatto, oppure fanno cose già note ma in modi innovativi ed utili. Forse tra loro c’è la Google o la Amazon del futuro. Proprio per questo è importante impegnarsi per selezionarle bene quando sono ancora in germoglio.

Attenzione ai volumi

Non basta il prezzo per decidere se comprare: bisogna guardare anche ai volumi delle transazioni, cioè quante operazioni sono state fatte nel periodo osservato (un giorno, un mese o un anno) su quel determinato titolo.

I volumi degli scambi effettuati sono facilmente disponibili: basta vedere il controvalore ed il numero dei relativi contratti realizzati in borsa per ottenere il quantitativo dei titoli scambiati mediamente.

Se i volumi sono bassi significa che il titolo è poco scambiato ed allora il prezzo sarà poco rappresentativo della realtà: basterebbe che fosse messo in vendita un lotto più consistente per far precipitare le quotazioni (non si troverebbero compratori). Inoltre tu stesso se lo hai già in portafoglio avresti difficoltà a rivenderlo. Preferisci allora i titoli liquidi, cioè molto scambiati.

Presta attenzione al fenomeno dei volumi in crescita: quando nel periodo recente (esempio nell’ultima settimana) vanno ben oltre la media storica, è sintomo di un interesse sul titolo da parte del mercato: le transazioni aumentano ed è possibile che si registrino oscillazioni importanti (che potrebbero essere al rialzo come al ribasso).

Mantieni la rotta anche con il mare mosso

Prevedere il futuro dell’economia è pressoché impossibile; selezionare titoli o aree che abbiano prospettive di sviluppo e crescita di valore è invece alla portata di chi abbia capacità e voglia di impegnarsi oppure si affidi a un gestore di patrimoni serio e con dati che dimostrino le sue performance (tenendo però sempre presente che i rendimenti passati non sono garanzia di altrettanti risultati futuri).

E’ altrettanto difficile sapere qual è il momento giusto per acquistare e quello per vendere: tutti vorrebbero comprare ai minimi e vendere ai massimi, ma è difficilissimo se non impossibile saperlo prima.

I cambiamenti di direzione delle quotazioni sono repentini e, come le onde grosse, fanno affondare chi non ha una nave solida, una rotta prestabilita e la capacità di tenere il timone. I migliori riescono a guadagnare anche quando la borsa scende, perché conoscono ed hanno saputo selezionare quei titoli che mantengono le quotazioni e riescono a crescere in controtendenza.

Usando i metodi che ti abbiamo consigliato potrai ridurre i rischi tipici dell’investimento azionario mantenendo elevate le possibilità di guadagno che la borsa offre.


Di Paolo Remer

note

Autore immagine: borsa di Travis Wolfe


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2 Commenti

  1. Salve. Articolo chiaro, vorrei avere maggiori informazioni sulle quotazioni in borsa. Grazie

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