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Contatore acqua: ultime sentenze

22 Novembre 2021
Contatore acqua: ultime sentenze

Consumo idrico; spese di riparto dell’acqua in condominio e millesimi di proprietà.

La ripartizione delle spese relative al consumo idrico

In tema condominiale, la ripartizione delle spese relative al consumo idrico deve avvenire nel rispetto dei criteri fissati dall’articolo 1123, comma 2, del Cc e, dunque, in via preferenziale, in base a quello che è l’effettivo consumo, purché questo sia rilevabile oggettivamente utilizzando le opportune strumentazioni tecniche, come ad esempio mediante l’installazione in ogni singola unità immobiliare di un apposito contatore che consenta di utilizzare la lettura di esso come base certa per l’addebito dei costi.

Nel caso in cui l’unità abitativa non risulti provvista del suddetto contatore, la ripartizione deve avvenire secondo la regola dell’articolo 1123, comma 1, ossia in misura proporzionale al valore di proprietà di ciascuno, espresso in millesimi di proprietà. Tale criterio può essere derogato esclusivamente con il consenso unanime di tutti i condomini.

Tribunale Roma sez. V, 05/11/2020, n.15467

Manomissione del contatore

In materia di furto, sussiste l’aggravante della violenza sulle cose ogniqualvolta il soggetto, per commettere l’azione furtiva, faccia uso di energia fisica diretta a vincere, anche solo immutandone la destinazione, la resistenza che la natura o la mano dell’uomo hanno posto a riparo o difesa della res altrui. Ricorre pertanto la circostanza di cui all’articolo 625, n. 2, del codice penale in relazione alla attivazione abusiva della fornitura di acqua, mediante manomissione del contatore, ciò determinando un allaccio dell’utenza alla rete non autorizzato dalla società erogatrice.

Nel caso di specie, il Tribunale ha condannato l’imputato che aveva provveduto ad installare un nuovo contatore in sostituzione del precedente, sottraendo in tal modo acqua alla società che gestisce il servizio, senza il consenso di quest’ultima.

Tribunale Frosinone, 07/04/2020, n.234

L’aggravante dell’esposizione dei beni alla pubblica fede

La violenza di cui all’aggravante ex articolo 625 del Cp può sostanziarsi in un’energia fisica rivolta dal soggetto non sulla res oggetto dell’azione predatoria, ma verso lo strumento posto a sua protezione. Tale condotta deve, tuttavia, produrre una qualche conseguenze su di esso, provocando la rottura, il guasto, il danneggiamento, la trasformazione della cosa altrui o determinandone il mutamento di destinazione. Ciò posto, nel caso di specie, il Tribunale ha riconosciuto la circostanza aggravante in esame nei confronti dell’imputata che, nella sua qualità di intestataria dell’utenza idrica, con condotta consistita nell’installare nuovamente il contatore originariamente oggetto di sequestro preventivo, ricominciava a prelevare l’acqua nonostante la fornitura fosse stata cessata per morosità.

Tribunale Frosinone, 12/03/2020, n.235

Consumi abnormi di acqua ingiustificatamente addebitati

Nella verifica dei consumi d’acqua ove sorga contestazione sulla causa di una eccedenza sospetta, in quanto non corrispondente al normale fabbisogno, occorre stabilire essa se dipenda da vizio del contatore, da errore di rilevazione o da errore di trascrizione ovvero da perdita occulta nell’impianto idrico, con esclusione, cioè, di un malfunzionamento dell’apparecchio di misura o di un altro fattore proprio dell’organizzazione del servizio, e quindi se la causa della elevata entità dei quantitativi contestati sia imputabile al gestore o all’utente; qualora sia fondata la denuncia di consumi abnormi ingiustificatamente addebitati in un certo periodo di tempo, l’utente non è liberato dall’obbligazione di corrispondere la somma dovuta, bensì è tenuto a pagare la somma determinabile secondo criteri di carattere presuntivo, volti a far accertare i consumi controversi, quali possono essere storicamente desunti da misure anteriori o posteriori ovvero, in difetto, statisticamente delineati per una utenza caratterizzata dalla medesima tipologia d’uso e, se domestico, destinata a servizio del medesimo numero di persone.

Tribunale Oristano, 08/11/2019

Apposizione sigilli al contatore per morosità e manomissione

L’impossessamento di acque convogliate in acquedotto integra il reato di furto al contrario dell’abusivo impossessamento di acqua contenuta nei laghi o fiumi che costituisce illecito amministrativo. (Nel caso di specie, l’ente gestore dell’acqua aveva apposto i sigilli al contatore per morosità che fu manomesso con l’illecito impossessamento dell’acqua pari a 13 mc).

Corte appello L’Aquila, 24/05/2018, n.1247

Contatore nella disponibilità altrui 

La fruizione del servizio reso attraverso il contatore nella disponibilità altrui, non implica di per sé il potere di intervento sullo stesso né, quindi, la custodia di quest’ultimo, cui accedono la distribuzione e imputazione oggettive del rischio sottese alla ratio dell’art. 2051 c.c.(fattispecie relativa alla domanda di risarcimento per uno sversamento d’acqua originato da un contatore posto nel vano scale condominiale dietro un cancello chiuso a chiave).

Cassazione civile sez. III, 27/03/2018, n.7527

Ripartizione spese del consumo idrico 

La ripartizione delle spese relative al consumo idrico deve avvenire nel rispetto dei criteri fissati dall’art. 1123 c.c., da ritenere disposizione di riferimento per la disciplina del riparto interno di qualsiasi spesa inerente alle unità immobiliari. Facendo applicazione di tale principio, il condomino che sostenga l’illegittimità della delibera impugnata per aver omesso di considerare il consumo effettivo di acqua imputabile alla propria unità abitativa, deve dare la prova di essere provvisto di apposito contatore interno, idoneo a fornire dati certi sui consumi ad esso imputabili.

Tribunale Roma sez. V, 30/11/2017, n.22394

Impianto centralizzato dell’acqua: un bene condominiale 

All’interno di un condominio, l’impianto centralizzato dell’acqua costituisce un accessorio di proprietà comune ed obbliga tutti i condomini al pagamento delle spese per la sua manutenzione, anche nel caso in cui ogni unità immobiliare abbia un contatore dell’acqua indipendente.

Cassazione civile sez. VI, 29/11/2017, n.28616

Manufatto contenente i contatori di acqua e gas 

Posto che l’unitarietà ordinamentale del concetto giuridico di “costruzione” non consente che la disciplina codicistica venga derogata in negativo dalle fonti regolamentari secondarie, il manufatto contenente i contatori di acqua e gas, ancorché considerato da queste ultime “volume tecnico”, non può essere escluso dal computo dei limiti delle distanze; mentre con riguardo alle canne fumarie, rilevato che esse hanno una funzione identica a quella del camino, esse vanno sottoposte alla medesima regolamentazione di cui all’art. 890 c.c. e, quindi, poste alla distanza fissata dai regolamenti locali.

Cassazione civile sez. II, 12/10/2017, n.23973

Ripartizione delle spese relative al consumo di acqua condominiale

Nel condominio le spese relative al consumo di acqua devono essere ripartite in base all’effettivo consumo se questo è rilevabile oggettivamente con strumentazioni tecniche; l’installazione in ogni singola unità immobiliare di apposito contatore consente, da un lato, di utilizzare la lettura di esso come base certa per l’addebito di costi, salva l’applicazione del criterio di riparto per millesimi pelle parti comuni dell’edificio. Deve rilevare che l’installazione dei contatori per il consumo dell’acqua in ogni singola unità abitativa costituisce misura alla quale il legislatore guarda con particolare favore in quanto volta a razionalizzare i consumi e ad eliminare gli sprechi e quindi a conseguire in una prospettiva di tutela ambientale, il risparmio della ricorsa idrica. La disposizione di cui all’art. 1123 c.c. comma 2 stabilisce che se si tratta di cose destinate a servire i condomini in misura diversa le spese sono ripartite in proporzione all’uso che ciascuno può farne.

Tribunale Roma sez. V, 30/01/2017

Rimborso delle spese necessarie per la conservazione della cosa comune

Esula dall’ambito di operatività dell’art. 1110 c.c., che attiene alle sole spese necessarie per la conservazione della cosa comune, la domanda di rimborso delle spese derivanti dalla prestazione di un servizio condominiale di fornitura di acqua potabile a vantaggio di un’unità immobiliare di proprietà esclusiva ed alla conseguente ripartizione interna del consumo unitario dell’intero complesso, come fatturato dall’ente erogatore, sulla base dei contatori di sottrazione installati nelle singole porzioni ovvero dei rispettivi valori millesimali.

Cassazione civile sez. II, 25/05/2016, n.10864

Installazione di contatori individuali

Poiché la trasformazione dell’impianto di adduzione di acqua potabile dal sistema a c.d. “bocca tarata” a quello ad acqua diretta, con conseguente installazione di contatori individuali, non costituisce innovazione, bensì semplice miglioramento di un servizio comune, la relativa delibera assembleare può essere validamente adottata a maggioranza semplice (e non all’unanimità o a maggioranza qualificata).

Tribunale Genova sez. III, 06/07/2016, n.2364

Ripristino di utenze idriche morose

È illegittima l’ordinanza con cui il Sindaco, nell’esplicazione del potere di ordinanza previsto dagli artt. 50 e 54, d.lg. 17 agosto 2000 n. 267, ha inibito al gestore del servizio idrico di procedere, su tutto il territorio del Comune, al distacco dei contatori idrici e alla sospensione dell’erogazione dell’acqua potabile ai nuclei familiari morosi e ha, altresì, ingiunto al medesimo gestore di assicurare ad ogni individuo l’uso di almeno 50 litri pro capite giornalieri, nonché di ripristinare con effetto immediato il flusso idrico interrotto; invero detta ordinanza finisce, di fatto, per tradursi in una sorta di immunità generalizzata degli utenti morosi nel territorio comunale, in tal modo alterando il rapporto contrattuale tra gestore del servizio idrico integrato e singoli utenti, dato che al primo viene inibito in via generale e senza limiti di tempo il ricorso al principale strumento di reazione agli inadempimenti dei secondi.

Tar Latina, (Lazio) sez. I, 27/04/2016, n.279

Sottrazione dell’acqua erogata dal Comune e reato 

Integra il reato continuato di furto aggravato dalla violenza sulle cose la condotta posta in essere da soggetto che sottragga ripetutamente l’acqua, erogata dal Comune tramite la società somministratrice del servizio idrico, forzando le grate poste a protezione dei contatori e manometri, asportando gli stessi previa rottura dei sigilli, sottraendone altri da utilizzare in luogo di quelli sigillati dalla concessionaria ovvero provvedendo ad allacciare direttamente le tubazioni a servizio del proprio appartamento con la conduttura posta a monte dei contatori e, quindi, bypassando gli stessi.

Tribunale Trento, 06/04/2016


note

Autore immagine: contatore acqua di Djem


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