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Revoca amministratore di condominio: ultime sentenze

25 Marzo 2019
Revoca amministratore di condominio: ultime sentenze

Negligenza dell’amministratore e revoca giudiziale; consegna della documentazione che riguarda il condominio ed i singoli condomini. C’è obbligo di mediazione nel procedimento di revoca?

Cessazione dell’incarico: l’amministratore è obbligato a consegnare la documentazione?

L’amministratore di condominio, alla cessazione del proprio incarico, è tenuto a consegnare tutta la documentazione in suo possesso afferente al condominio e ai singoli condomini e ad eseguire le attività urgenti al fine di evitare pregiudizi agli interessi comuni senza diritto ad ulteriori compensi.

Tale obbligo discende dalla disposizione normativa di cui all’art. 1713 c.c.in materia di mandato: l’amministratore del condominio configura un ufficio di diritto privato assimilabile al mandato con rappresentanza, con la conseguente applicabilità, nei rapporti tra l’amministratore e ciascuno dei condomini, delle disposizioni sul mandato.

Pertanto, a norma dell’art.1713 c.c., alla scadenza l’amministratore è tenuto a restituire ciò che ha ricevuto nell’esercizio del mandato per conto del condominio, vale a dire tutto ciò che ha in cassa, indipendentemente dalla gestione alla quale le somme si riferiscono.

Tribunale Grosseto, 30/11/2018, n.1001

Consegna della documentazione condominiale

In mancanza di certezze sulla reale esistenza dei documenti non ancora ricevuti, il nuovo amministratore di condominio può ottenere, in via d’urgenza, un generico ordine nei confronti dell’amministratore uscente di immediata consegna di tutta la residua documentazione ancora in suo possesso, non essendo possibile individuare puntualmente gli atti e le scritture contabili ancora da consegnare.

Tribunale Catania sez. III, 20/07/2018, n.6304

Amministratore in regime di prorogatio e revoca giudiziale

La novella condominiale intervenuta nel 2012 ha ben delimitato gli obblighi cui l’amministratore in prorogatio è tenuto (nei confronti del condominio) in attesa che altri assumano la pienezza di poteri (circoscrivendoli all’esecuzione delle attività urgenti funzionali ad evitare pregiudizi agli interessi comuni e senza diritto ad ulteriori compensi), facendogli pure obbligo di consegnare tutta la documentazione in suo possesso afferente al condominio e ai singoli condomini, il che lascia fortemente dubitare della permanenza in capo all’amministratore in prorogatio dell’obbligo di ripartire spese, di incassare i contributi, e finanche di mantenere il governo dei beni e servizi comuni.

Con un corredo di poteri sì depotenziato, è, dunque, difficile sostenere che il vincolo che lega l’amministratore in prorogatio al condominio sia equipollente a quello intercorrente tra l’ente di gestione e il suo amministratore in carica; senza considerare che laddove si ammettesse la revoca giudiziale dell’amministratore in prorogatio, dovrebbe ritenersi operante, anche nei riguardi di questo, l’ultrattività dei doveri di cui all’art. 1130, comma 8, c.c., salvo ad escludere che la regola della prorogatio intervenga nell’ipotesi dell’amministratore giudizialmente revocato, ma con pregiudizio, in tal caso, per l’interesse condominiale alla continuità dell’azione amministrativa (allorché, in particolare, la domanda di revoca giudiziale non venga accompagnata o immediatamente seguita dalla richiesta di nomina di un nuovo amministratore).

Tribunale Palermo sez. II, 09/11/2018

Giudizio di revoca dell’amministratore: escluso l’obbligo di mediazione

In tema di condominio, il singolo condomino è legittimato a chiedere la revoca giudiziale dell’amministratore in tutti i casi – seppure non tipici – di comportamenti contrari ai doveri imposti dalla legge e dal regolamento o che, comunque, pregiudichino la gestione economica o sociale del condominio, e ciò a prescindere dalla inerzia o volontà contraria dell’assemblea. In tal giudizio, è esclusa la mediazione in quanto si tratta di un procedimento di volontaria giurisdizione.

Tribunale Milano sez. giurisd., 28/03/2018, n.955

Revoca giudiziale dell’amministratore e preventiva convocazione dell’assemblea

L’istanza di revoca giudiziaria dell’amministratore di condominio, promosso da un condomino ai sensi dell’art. 1129 c.c., è improcedibile se non è preceduta dalla convocazione dell’assemblea che deve pronunciarsi su tale revoca. L’assemblea convocata per la nomina del nuovo amministratore non può essere equiparata a quella che deve obbligatoriamente essere convocata per la richiesta di revoca, né la delibera di nomina o conferma dell’amministratore equivale a mancata revoca.

Corte appello Torino sez. II, 05/12/2017

Amministratore revocato giudizialmente: può essere riconfermato?

La disciplina prevista dall’art. 1129 co. 13 c.c. impedisce la riconferma immediata dell’amministratore rimosso dal Tribunale, ma opera solo con riguardo all’esercizio di gestione successivo a quello in cui è avvenuta la revoca.

Tribunale Velletri sez. I, 30/10/2017, n.3061

Procedimento per la revoca dell’amministratore di condominio

Poiché il giudizio di revoca dell’amministratore di condominio dà luogo ad un procedimento camerale plurilaterale tipico ove l’intervento del giudice è diretto all’attività di gestione di interessi e non culmina in un provvedimento avente efficacia decisoria, il patrocinio di un difensore legalmente esercente non è indispensabile.

Cassazione civile sez. VI, 23/06/2017, n.15706

Revoca giudiziale dell’amministratore di condominio: è necessaria la mediazione?

Il procedimento di mediazione deve essere esperito prima di avviare l’azione giudiziale per la revoca dell’amministratore di condominio giacché la controversia, in base al combinato disposto dagli artt. 71-quater e 64 disp. att. c.c., rientra tra quelle soggette a detto obbligo ai sensi del d.lgs. n. 28/2010.

Tribunale Vasto, 04/05/2017

Incolpevole inerzia dell’amministratore: giustifica la revoca del mandato?

In tema di responsabilità dell’amministratore di condominio, il mero modesto ritardo nell’assunzione di un’incombenza, qualora non si traduca in una forma di colpevole inerzia, non è sufficiente ad integrare una grave violazione dei doveri dell’amministratore suscettibile di portare alla revoca dello stesso ex art. 1129 c.c. (nel caso di specie, all’amministratore veniva contestato di non essersi mosso con solerzia nell’attività di risarcimento dei danni subiti dalla ricorrente, ritardo considerato fisiologico dei rallentamenti decisionali ed operativi connessi alle decisioni assembleari).

Tribunale Milano sez. XIII, 03/03/2017

Negligenza dell’amministratore nell’esercizio del mandato

Lo strumento dell’istanza di revoca ex art. 1129 c.c. ha l’esclusivo compito di portare all’attenzione dell’autorità giudiziaria condotte che, per essere indici sia di negligenza macroscopica da parte dell’amministratore sia di dannosità potenzialmente significativa, giustificano un intervento invasivo (in quanto sostitutivo della volontà assembleare) come quello di rimozione dell’organo gestorio.

Nel caso di specie, l’insieme delle condotte inadempienti dell’amministratore aveva integrato gli estremi di violazioni gravi che avevano reso legittimo il ricorso al tribunale e doveroso l’intervento di rimozione.

Tribunale Roma sez. V, 10/02/2017, n.1182

note

Autore immagine: revoca amministratore condominio di fizkes


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