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Cibi che prevengono l’infarto e altri disturbi cardiaci

3 Marzo 2019


Cibi che prevengono l’infarto e altri disturbi cardiaci

> Salute e benessere Pubblicato il 3 Marzo 2019



Quali alimenti aiutano a prevenire le trombosi e l’aterosclerosi. Il vino bianco fa meno bene di quello rosso? E il caffè? I pesci che migliorano il colesterolo buono.

Le relazioni tra cibo e salute sono notevoli e insospettabili. «Siamo ciò che mangiamo» anche in termini di longevità. E, in questo senso, la medicina si è, dai tempi antichi, prodigata nell’individuare le sostanze benefiche degli alimenti, correlandole alla cura delle numerose patologie che affliggono il corpo umano. Così, ad esempio, come esistono i cibi antiossidanti e quelli che combattono le malattie oncologiche, ci sono anche i cibi che prevengono l’infarto e altri disturbi cardiaci. Quali sono?

Possiamo inizialmente dire, salvo poi gli approfondimenti che seguiranno in questo articolo, che gli alimenti benefici per le arterie e utili per prevenire le malattie cardiache sono:

pesce, frutta, verdura, noci, cereali, legumi, cipolle, aglio, olio d’oliva, alcol (con moderazione), cibi ricchi di vitamina C, E e beta-carotene.

Al contrario gli alimenti nocivi per cuore e arterie sono:

carne e prodotti caseari ricchi di grassi saturi, consumo eccessivo di alcol.

Se, com’è ovvio, temete le malattie cardiache, la prima cosa di cui dovete preoccuparvi e sapere qual è la dieta seguita dalle popolazioni in cui questi disturbi hanno un’incidenza molto bassa. Naturalmente non si può imputare all’alimentazione la completa responsabilità delle patologie cardiache: anche la struttura genetica e il sesso di appartenenza hanno il loro peso, così come lo stile di vita (fumo, esercizio fisico, stress).

Ma una volta eliminati tutti questi fattori, il ruolo svolto dalla dieta risulta ancora più evidente. Arrestare la progressione dell’arteriosclerosi che tende inesorabilmente a progredire con il passare degli anni, rappresenta un obiettivo di primaria importanza nella lotta all’infarto e all’ictus. Oggi, nuove scoperte scientifiche dimostrano che non è mai troppo tardi per intervenire. Anche se avete sempre seguito un’alimentazione scorretta o siete stati colpiti da infarto, un radicale cambiamento della dieta potrà prevenire aggravamenti ulteriori o, addirittura, migliorare le condizioni delle vostre arterie.

Come rallentare l’arteriosclerosi con il cibo

Alla nascita, le pareti delle nostre arterie sono lisce ed elastiche. Ben presto, però, inizia un lento processo degenerativo che prende il nome di aterosclerosi. Al di sotto dell’esile strato di cellule che riveste la parete interna delle arterie si depositano i grassi formando delle strisce giallastre. Queste ultime vengono gradualmente trasformate in placche, accumuli di tessuto fibroso che sporge verso l’interno del vaso, ostacolando il libero flusso del sangue. Come se non bastasse, la rottura della placca promuove l’aggregazione piastrinica. In pratica questi elementi, presenti normalmente nel sangue, si addossano gli uni agli altri formando un tappo (trombo) che ricopre la parte lesa.

Il trombo può ingrandirsi fino a occludere completamente l’arteria. In queste condizioni, i tessuti che traggono il loro nutrimento dal sangue veicolato dal vaso «ammalato» non riceveranno più ossigeno (ischemia) e andranno quindi incontro alla morte (necrosi).

È proprio quello che succede nell’infarto cardiaco, quando una placca blocca completamente il flusso di sangue in un’arteria coronaria o in una sua diramazione. Una riduzione dell’afflusso di sangue al cuore può anche causare alterazioni del ritmo cardiaco (tachicardia, fibrillazione), tanto gravi da provocare morte improvvisa. L’aterosclerosi non risparmia neppure i vasi cerebrali determinandone l’ostruzione (ictus ischemico) oppure la rottura (ictus emorragico).

La velocità del processo degenerativo dipende soprattutto dall’alimentazione.

Una dieta corretta può aiutarci a mantenere i vasi sanguigni flessibili e sgombri da incrostazioni, pronti ad assicurare a ogni parte del corpo il giusto flusso di sangue. La battaglia contro l’eccesso di colesterolo si combatte a tavola, così come a tavola è possibile influenzare positivamente i fattori che intervengono nella formazione del trombo.

L’importanza del pesce grasso

Il modo migliore per mettersi al riparo dalle malattie cardiovascolari è mangiare pesce, soprattutto quello «grasso», ricco di omega-3 come tonno, gamberi, salmone, sgombro, sardine. Potete anche provare le capsule a base di olio di pesce. Le prove raccolte a favore di questo alimento sono schiaccianti: gli acidi grassi di derivazione marina sono senza alcun dubbio i farmaci salva-cuore più potenti. Nelle popolazioni che si nutrono prevalentemente di pesce l’incidenza dei disturbi cardiaci e particolarmente bassa.

L’aglio ridà salute alle arterie

Il consumo regolare di aglio può prevenire i trombi e, soprattutto, ridurre le dimensioni di quelli già formati.

Sembra quindi che mangiando aglio sia possibile ridurre le placche e prevenire ulteriori danni arteriosi. Ma cosa lo rende tanto efficace? Probabilmente il cospicuo contenuto di antiossidanti: almeno 15 diversi, pronti a neutralizzare i fattori nocivi per le arterie.

Noci per il cuore

Frutta secca come noci, nocciole, arachidi, mandorle possono ridurre i rischi per il cuore. Questi alimenti sono ricchi di fibre, acidi grassi monoinsaturi (simili a quelli dell’olio d’oliva), antiossidanti come la vitamina E e il selenio. Vista l’abbondanza di grassi, noci e affini non sono consigliabili a chi sta seguendo una dieta dimagrante.

Frutta e verdura fanno sempre bene

Non ci sono più dubbi: frutta e verdura sono vere fonti di benessere per cuore e arterie, soprattutto per chi già soffre di problemi di questo tipo. Non a caso l’incidenza delle malattie cardiovascolari e particolarmente bassa tra i vegetariani. Secondo quanto emerso da studi effettuati a Harvard, le donne che completano la dieta quotidiana con una grossa carota o altri cibi ricchi di beta-carotene, riducono il rischio di infarto del 22 per cento e quello di ictus del 40-70 per cento.

Olio d’oliva toccasana

Che cosa rende gli acidi grassi monoinsaturi, e quindi l’olio d’oliva, così benefici per il cuore? Semplice, essi abbassano il colesterolo LDL (quello «Cattivo», per intenderci), ma non il colesterolo HDL. Gli acidi grassi monoinsaturi sono anche dotati di una buona attività antiossidante, che protegge le pareti arteriose dagli assalti del colesterolo LDL.

L’olio extravergine di oliva è sicuramente, tra tutti, il migliore. Nella dieta mediterranea l’olio d’oliva costituisce la principale fonte di energia. Nonostante contenga una quota di grassi che si aggira intorno al 35-40 per cento delle calorie totali, l’effetto protettivo sul cuore è simile a quello osservabile nelle popolazioni che seguono regimi dietetici estremamente poveri di lipidi.

Bere vino fa bene al cuore?

L’ alcol non fa male, a patto che venga consumato con grande moderazione. Questa semplice regola aiuta il cuore a rimanere in forma. Lo confermano i risultati di parecchie indagini. La bevanda alcolica più benefica per la salute è probabilmente il vino che nella cultura mediterranea rappresenta, da secoli, un importante complemento del pasto. Al contrario di ciò che comunemente si pensa il vino rosso non è migliore di quello bianco.

Questa gustosa bevanda contiene numerose sostanze attive e, tra queste, spiccano in particolar modo i polifenoli. Essi svolgono nell’organismo una discreta azione antibatterica e, soprattutto, un effetto protettivo sulle pareti arteriose.

Il caffè fa male al cuore?

Smettere di bere caffè per prevenire le malattie cardiovascolari è probabilmente un sacrificio inutile. Le persone che presentano un elevato rischio di infarto dovrebbero, ovviamente, limitarne il consumo. Di tanto però abbiamo già parlato in Il caffè fa male al cuore?

Quale dieta è migliore per il cuore

Sicuramente la dieta giapponese è quella che più predilige i cibi semplici a base di olio di pesce, quindi benefica per il cuore. Al contrario quella occidentale, basata su carne e cibi molto grassi, aumenta i rischi per le arterie. Quindi il sabato è meglio il sushi e non il MacDonald’s.

Da anni è noto che la dieta mediterranea ha un effetto protettivo sull’apparato cardiovascolare. Non a caso, i ricercatori americani l’hanno indicata come migliore rispetto alla semplice riduzione dei grassi saturi.

L’olio d’oliva e indubbiamente importante, tuttavia l’alimentazione mediterranea offre una sorprendente varietà di abitudini salva-cuore. Purtroppo, anche in Italia, la dieta tende ad appiattirsi su modelli prettamente occidentali, avvicinandosi progressivamente a quella seguita dagli americani. Per tornare alle sane abitudini dei nostri nonni è necessario:

  • mangiare più pesce;
  • mangiare più frutta e verdura;
  • limitare il consumo di carni rosse;
  • moderare il consumo di uova;
  • condire con olio d’oliva;
  • ridurre il consumo di olio di semi;
  • limitare il consumo di latte intero, panna e burro.

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