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Responsabilità senza colpa

18 Marzo 2019 | Autore:
Responsabilità senza colpa

Responsabilità oggettiva: cos’è e come funziona? A cosa serve la responsabilità senza colpa? Quali sono le ipotesi di responsabilità oggettiva?

Sicuramente ti sarà capitato, da bambino, di commettere qualche marachella e di essere stato punito per tale ragione: a letto senza cena, niente televisione per una settimana, e cose del genere. Di malavoglia hai obbedito ai tuoi genitori e hai rispettato la punizione. Ti sarà anche capitato, però, di essere stato messo in castigo senza aver fatto nulla di male, solamente perché ti era stata attribuita una colpa che non avevi: ad esempio, tua madre ti ha accusato di aver rubato la cioccolata ma, in realtà, era stato tuo fratello più piccolo, sul quale avresti dovuto sorvegliare. In casi come questo avrai senz’altro ritenuto di subire un’ingiustizia bella e buona. Ecco: qualcosa del genere succede anche nel nostro ordinamento giuridico nelle ipotesi di responsabilità senza colpa.

Devi sapere che, contrariamente ad ogni più logico ragionamento, la legge contempla delle ipotesi eccezionali di responsabilità oggettiva, cioè di responsabilità che prescinde dall’aver commesso un fatto illecito. Com’è possibile? Si può rispondere per qualcosa che non si è commesso? È raro, ma può accadere. Se l’argomento suscita il tuo interesse, allora ti consiglio di proseguire nella lettura di questo articolo: vedremo insieme cos’è la responsabilità senza colpa.

Responsabilità senza colpa: cos’è?

Si parla di responsabilità senza colpa tutte le volte in cui la legge punisce un soggetto che, in realtà, non ha tenuto nessuna condotta antigiuridica. Proprio perché non si può muovere alcun rimprovero alla persona che dovrà essere sanzionata, si parla di responsabilità oggettiva. Più nello specifico, la responsabilità senza colpa si configura ogni volta che un fatto sia attribuibile ad un soggetto solamente in ragione di un nesso causale, anche se questo non l’ha voluto né l’ha causato per imprudenza o negligenza.

La responsabilità senza colpa (o responsabilità oggettiva) è conosciuta soprattutto nell’ambito civile ove, come vedremo nei prossimi paragrafi, sono previste diverse ipotesi di responsabilità che prescinde dall’accertamento di una volontà colpevole; in ambito penale le ipotesi sono molto più rare (anzi, secondo parte della dottrina, non ve ne sarebbero affatto), visto che la Costituzione dice esplicitamente che la responsabilità penale è solo ed esclusivamente personale, cioè riconducibile alla volontà colpevole dell’autore.

Responsabilità oggettiva: a cosa serve?

Qual è lo scopo della responsabilità oggettiva? Perché addossare le conseguenze negative di un fatto a una persona che non l’ha commesso? Non si tratta di un’ingiustizia? La responsabilità senza colpa è nata per tutelare le vittime di determinate condotte che, se non venissero attribuite a qualcuno secondo un criterio oggettivo, resterebbero impunite, con la conseguenza che al danneggiato non spetterebbe alcun risarcimento.

Ti faccio un esempio per chiarire il concetto: se non esistesse la norma che imputa al genitore la responsabilità degli illeciti commessi dal figlio minorenne, la persona danneggiata da un comportamento di un bambino non potrebbe mai ricevere giustizia. Per questo motivo, se un bimbo di sei anni fa cadere un prezioso vaso, il proprietario del cimelio potrà avanzare le sue pretese risarcitorie nei confronti dei genitori, che pure non hanno commesso nulla, ma ai quali può teoricamente essere mosso il rimprovero di non aver vigilato attentamente sul proprio figlio. Sicuramente ora ti sarà più chiara la funzione della responsabilità senza colpa.

Responsabilità senza colpa: cosa dice la legge?

Il codice civile prevede diverse ipotesi di responsabilità senza colpa: si tratta di casi attinenti alla responsabilità extracontrattuale, cioè ai fatti illeciti che vengono commessi tra soggetti privati tra i quali non intercorre nessun rapporto contrattuale: classico esempio di responsabilità extracontrattuale è quella che sorge da un sinistro stradale.

Le ipotesi di responsabilità senza colpa che il nostro codice civile prevede sono le seguenti:

  • danno causato da persona incapace di intendere e di volere, per il quale risponde colui che era tenuto alla sorveglianza (si pensi alla babysitter che deve badare ad un bambino) [1];
  • responsabilità dei genitori, dei tutori e degli insegnanti per i danni cagionati dai figli, da persona incapace o dagli allievi a loro affidati [2];
  • responsabilità dei datori di lavoro per i danni arrecati dai loro dipendenti nell’esercizio delle proprie mansioni [3];
  • responsabilità per l’esercizio di attività pericolose per la loro natura o per quella dei mezzi normalmente adoperati (si pensi all’attività di fabbricazione di esplosivi o alla produzione di gas) [4];
  • danno cagionato da cose o da animali tenuti in custodia [5];
  • danni derivanti dalla rovina di un edificio o di altra costruzione [6];
  • danni derivanti dalla circolazione di veicoli [7].

Responsabilità senza colpa: come funziona?

La responsabilità oggettiva funziona attribuendo la colpa di un illecito ad uno soggetto al quale non è possibile in realtà muovere alcun rimprovero (salvi i casi di cosiddetta “culpa in vigilando”, ove, per far tornare i conti, si attribuisce la colpa di non aver diligentemente vigilato sulle persone affidate alle proprie cure, come quella per i fatti commessi dai minorenni o dagli incapaci).

Quanto appena detto, però, non deve far pensare che la responsabilità senza colpa venga attribuita a caso, scegliendo un malcapitato a sorte: in realtà, questo tipo di responsabilità viene definitiva oggettiva perché, pur prescindendo da ogni elemento di tipo soggettivo (il dolo o la colpa, in pratica), si basa solamente sul nesso di causalità tra l’evento dannoso e la propria condotta. Ad esempio, il datore di lavoro è responsabile del fatto illecito del proprio dipendente (purché commesso nell’esercizio delle incombenze a lui adibite) perché, in qualche modo, il fatto è a lui riconducibile: se il dipendente di un’impresa, recandosi a casa del cliente, danneggia qualcosa (ad esempio, effettuando dei lavori di tinteggiatura, macchia un costoso divano in pelle), il cliente potrà rivalersi nei confronti del datore, non del dipendente. Al datore, quindi, è in qualche modo ricollegabile l’evento, anche se non l’ha commesso direttamente lui e, sicuramente, non l’ha voluto.

Responsabilità senza colpa: ci si può liberare?

In alcuni casi, dalla morsa della responsabilità senza colpa ci si può liberare provando il caso fortuito oppure che si è fatto di tutto per evitare il danno. Prendiamo il caso della responsabilità da cose in custodia: Tizio presta l’auto all’amico Caio, il quale parcheggia male in salita senza tirare il freno a mano; dopo un po’ l’auto si mette in movimento e sfonda la vetrina di un negozio: il responsabile del danno sarà Caio, il quale aveva in custodia la cosa in quel momento. Per potersi liberare della responsabilità, Caio dovrà dimostrare il caso fortuito, cioè il verificarsi di un evento esterno imprevedibile ed inevitabile, che è la vera causa dell’incidente. Tornando all’esempio, Caio potrebbe dimostrare che, a causa di una violenta e improvvisa tromba d’aria, l’auto è stata spostata fino ad impattare la vetrina.


note

[1] Art. 2047 cod. civ.

[2] Art. 2048 cod. civ.

[3] Art. 2049 cod. civ.

[4] Art. 2050 cod. civ.

[5] Art. 2051 e 2052 cod. civ.

[6] Art. 2053 cod. civ.

[7] Art. 2054 cod. civ.

Autore immagine: Unsplash.com


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