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Responsabilità oggettiva penale

25 Marzo 2019 | Autore:
Responsabilità oggettiva penale

Responsabilità penale senza colpa: cos’è e in quali ipotesi si configura? Cosa significa responsabilità penale oggettiva e quando sorge?

Nell’ordinamento italiano, ogni violazione di legge fa sorgere, in capo all’autore dell’illecito, una forma di responsabilità giuridica: in base alla norma trasgredita, potrà trattarsi di una responsabilità civile (pensa, ad esempio, al tamponamento tra due vetture); di responsabilità amministrativa (il parcheggio in divieto di sosta) oppure di responsabilità penale. In pratica, è sufficiente vedere quale tipo di norma è stata violata per prevederne le conseguenze in termini di sanzione. Ogni tipologia di responsabilità si compone di un elemento soggettivo e di uno oggettivo: il primo si riferisce alla volontà del trasgressore, cioè all’atteggiamento psicologico che ha avuto nel momento in cui ha violato la legge (cioè, se l’ha fatto apposta oppure no); il secondo, invece, fa riferimento al nesso di causalità che lega la propria condotta all’evento che la legge voleva scongiurare. Perché si possa avere responsabilità giuridica occorre, di norma, che siano presenti entrambi questi elementi. Eccezionalmente, però, la legge prevede dei casi in cui non è richiesto l’elemento psicologico affinché si integri una responsabilità giuridica: si parla, in questi casi, di responsabilità oggettiva. Con questo articolo vedremo quali sono i casi di responsabilità oggettiva penale.

Responsabilità penale: cos’è?

Prima di parlare della responsabilità oggettiva penale è il caso di spendere qualche parola sulla responsabilità penale in generale. Come in parte anticipato nell’introduzione, per qualificare correttamente la responsabilità che sorge dalla violazione di una legge bisogna semplicemente considerare le conseguenze, cioè il tipo di sanzione prevista: se si tratta di una sanzione pecuniaria, ci troviamo davanti ad un’ipotesi di responsabilità amministrativa; se si tratta dell’obbligo di pagare un risarcimento, si tratterà di responsabilità civile; se, invece, la sanzione è di tipo detentivo, allora avremo violato una norma da cui sorge una responsabilità penale.

Le sanzioni nella responsabilità penale

Quanto appena detto sembrerà banale, ma corrisponde al vero: il criterio più certo per capire in quale responsabilità si è incorsi nel caso in cui si è trasgredito ad una norma è quello di verificare quale sanzione è prevista. Nel diritto penale, le pene si dividono in pecuniarie e detentive: le prime corrispondono all’ammenda e alla multa; le seconde all’arresto, alla reclusione e all’ergastolo.

Pertanto, si parlerà di responsabilità penale quando, per la condotta illecita, sarà possibile comminare una delle sanzioni appena elencate, e cioè l’ammenda, la multa, l’arresto al reclusione o l’ergastolo.

Responsabilità penale: quando sorge?

Per aversi responsabilità penale, e quindi per essere passibili di essere condannati ad una delle pene viste nel paragrafo precedente, occorre che ricorrano alcuni requisiti. In altre parole, non è sufficiente infrangere un divieto penale perché scatti immediatamente la conseguente responsabilità: ciò che serve è che la trasgressione sia avvenuta in maniera colpevole. Mi spiego meglio.

Nell’introduzione abbiamo detto che ogni forma di responsabilità è connotata da un elemento soggettivo o psicologico e da uno oggettivo: il primo fa riferimento all’intenzionalità della violazione, mentre il secondo al collegamento tra la propria azione e la conseguenza negativa. Facciamo un esempio. La legge punisce chi si appropria di un bene altrui per farlo proprio e trarne un vantaggio: si tratta del ben noto reato di furto. Perché una persona possa essere condannata per furto, occorre che:

  • si impossessi di un bene altrui, sottraendolo a chi lo detiene legittimamente (elemento oggettivo);
  • lo faccia con l’intenzione precisa di trarne un vantaggio (elemento soggettivo – dolo).

Orbene, se dovesse mancare uno dei due requisiti appena elencati, non si potrebbe parlare di furto e non sorgerebbe alcuna responsabilità penale. Se, ad esempio, all’uscita di un locale prendessi per sbaglio l’ombrello di un’altra persona, non commetteresti furto perché l’impossessamento sarebbe stato del tutto casuale: mancherebbe, cioè, l’elemento del dolo.

La legge punisce alcuni reati anche se commessi senza dolo, ma solamente con colpa, cioè se commessi per imprudenza, negligenza o imperizia: emblematico è il caso dell’omicidio, che può essere punito tanto se realizzato intenzionalmente (con dolo), tanto se cagionato per colpa (si pensi a chi investe e uccide una persona mentre effettua un sorpasso in curva).

Responsabilità penale oggettiva: cos’è?

Si parla di responsabilità penale oggettiva quando la legge punisce una persona anche se in assenza dell’elemento soggettivo, cioè del legame psicologico (dolo o colpa) tra il fatto e l’evento. In effetti, forme di responsabilità oggettiva non dovrebbero trovare spazio in ambito penale, visto che la Costituzione dice espressamente che la responsabilità penale è solamente personale [1]. Ciononostante, esistono delle ipotesi in cui l’evento criminoso è posto a carico di un soggetto solamente in ragione del nesso causale. Per giustificare tali situazioni, si ritiene che anche la responsabilità penale oggettiva presupponga un minimo di riconducibilità psicologica all’agente, quantomeno a titolo di colpa.

Responsabilità penale oggettiva: quali casi?

Sebbene si dibatta molto sulla presenza o meno di forme di responsabilità penale oggettiva nel nostro ordinamento, la maggior parte della dottrina è d’accordo nel rinvenirne alcuni esempi nei casi che di seguito ti illustrerò.

Il reato preterintenzionale

Una prima forma di responsabilità senza colpa si ha nel caso del reato preterintenzionale, che si configura quando dalla propria azione deriva un evento ben più grave di quello voluto. Classica ipotesi è quella dell’omicidio preterintenzionale [2], che si configura ogni volta che un uomo perda la vita a seguito delle percosse o delle lesioni subite, anche se il soggetto che ha inferto le ferite non voleva provocare la morte: pensa a chi, in preda alla collera, sferri un pugno in pieno viso ad un altro, cagionando il suo decesso pur non volendolo.

I reati a mezzo stampa

Altra forma di responsabilità penale oggettiva è quella del direttore nel caso dei reati commessi a mezzo stampa. Secondo la legge [3], il direttore (o il vice direttore) è responsabile degli eventuali delitti realizzati con la stampa anche se commessi dai dipendenti del periodico, quando abbia omesso il necessario controllo sugli articoli stessi. In pratica, se un giornalista di un quotidiano pubblica un articolo che lede l’onore di un personaggio famoso, risponde di diffamazione anche il direttore della testata, per il solo fatto di non aver impedito la pubblicazione.

I reati aggravati dall’evento

Infine, tra le ipotesi di responsabilità oggettiva penale troviamo anche i cosiddetti reati aggravati dall’evento, che sono quelli in cui è prevista una certa pena per il fatto base, ma tale pena viene aggravata se, oltre al fatto, si verifica un evento ulteriore. Esempi di questa particolare fattispecie sono l’omissione di soccorso, la cui pena è aumentata se dall’omissione deriva una lesione o la morte della persona non aiutata, e la calunnia, se dalla propria menzogna derivano conseguenze pregiudizievoli per la persona ingiustamente accusata.

Nelle ipotesi di reati aggravati dall’evento, quindi, si verifica una forma di responsabilità penale oggettiva perché l’evento aggravante è collegabile oggettivamente alla propria condotta, ma in realtà non è voluta dall’autore del fatto.

note

[1] Art. 27 Cost.

[2] Art. 584 cod. pen.

[3] Art. 57 cod. pen.

Immagine: Verdetto non colpevolezza da Eviart


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