Diritto e Fisco | Articoli

Buoni fruttiferi postali: quanto convengono?

5 Marzo 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 Marzo 2019



Quale tipo di investimento fare con i prodotti di Poste Italiane e quanto rendono, dopo le polemiche sui buoni degli anni ’80 oggetto di controversie.

Sono una delle forme di investimento più popolari. Tra poco compiranno 100 anni (i primi sono stati emessi nel 1924) ed ancora vengono acquistati dai risparmiatori, anche se negli ultimi anni – come vedremo – hanno dato luogo a qualche controversia. Parliamo dei buoni fruttiferi postali, emessi dalla Cassa di Depositi e Prestiti con la garanzia dello Stato. Quanto convengono, però, questi prodotti finanziari?

I buoni fruttiferi vengono ritenuti i più sicuri tra i prodotti del suo genere, perché il loro valore non può mai essere inferiore a quello di acquisto e possono essere ritirati in qualsiasi momento. Condizioni che, con l’aggiunta della garanzia dello Stato, li hanno sempre resi appetibili. Tuttavia, c’è una battaglia legale in corso che ha destato qualche perplessità sulla vera convenienza di alcuni buoni fruttiferi postali emessi negli anni ’80. Battaglia che ha riguardato l’abbassamento degli interessi di certi tipi di buoni sui quali continuano a piovere sentenze e pareri dei tribunali. Tra le più recenti, la sentenza con cui la Cassazione [1] ha definito i buoni postali «titoli di legittimazione» anziché «titoli di credito». Questo lascerebbe spazio ad un’integrazione normativa del rapporto giuridico nato con l’emissione del titolo, cioè ad una variazione delle regole rispetto alle condizioni riportate dal buono stesso. Che è esattamente quello che è successo.

Quanto convengono, allora, i buoni fruttiferi postali? Sono un investimento sicuro? Quando paga Poste Italiane alla scadenza dei buoni?

Buoni fruttiferi: che cosa sono?

I buoni fruttiferi postali sono dei prodotti finanziari di Poste Italiane a scadenza che garantiscono il pagamento del capitale versato più una quota di interesse.

Quanto convengono? Rispondere a questa domanda è sempre un fatto soggettivo, perché dipende da ciò che uno si aspetta dai propri investimenti. E, affinché ciascuno si faccia la propria idea, possiamo dire che i buoni fruttiferi:

  • sono garantiti dallo Stato ed emessi dalla Cassa Depositi e Prestiti;
  • non prevedono costi di sottoscrizione, di gestione o di rimborso, quindi vengono definiti da Poste Italiane «a costo zero»;
  • hanno una fiscalità agevolata, in quanto tassati al 12,5% e sono esenti da imposta di successione.

Normalmente i buoni sono in formato cartaceo, ma Poste Italiane hanno messo da tempo a disposizione anche i buoni dematerializzati, cioè virtuali anziché «fisici».

Esistono diversi tipi di buoni:

  • ordinari;
  • 3×4 (investimento a 12 anni);
  • 3×2 (investimento a 6 anni);
  • 3 anni plus;
  • indicizzato all’inflazione italiana;
  • 4 anni;
  • dedicato ai minori.

Buoni fruttiferi ordinari

La prima categoria di buoni fruttiferi postali è quella dei buoni ordinari. Hanno una durata massima di 20 anni, quindi sono adatti per chi vuole investire a lungo termine. Il capitale può essere rimborsato in qualsiasi momento: anche se viene ritirato un anno dopo la sottoscrizione, il risparmiatore ha diritto ad avere gli interessi maturati.

Si possono sottoscrivere da 50 euro o multipli (100, 150, 200 euro, ecc.).

Quanto rendono?

Dipende dalla durata. Ad esempio:

  • i primi tre anni: 0,25% annuo lordo;
  • nel quarto anno: 0,50%;
  • nel quinto anno: 0,65%;
  • nel decimo anno: 1,37%;
  • nel quindicesimo anno: 2,14%;
  • nel ventesimo anno: 2,85%.

Vediamo, dunque, che i buoni fruttiferi postali ordinari rendono da un minimo di 0,25% nel primo anno fino al 2,85% nell’ultimo anno.

Se il buono è stato acquistato in forma cartacea, verrà rimborsato in un’unica soluzione in qualsiasi momento e senza costi aggiuntivi. Se sottoscritto, invece, in forma dematerializzata, è possibile ottenere il rimborso in un’unica soluzione oppure di una sola parte per importi pari a 50 euro o suoi multipli, in qualsiasi momento e senza costi aggiuntivi.

I buoni si prescrivono in 10 anni. Significa che dopo la scadenza e trascorso quel periodo, diventano infruttiferi.

Buoni fruttiferi 3×4

A differenza di quelli ordinari, i buoni fruttiferi postali 3×4 hanno una durata di 12 anni e gli interessi maturano ogni 3 anni. Puoi riscattarli in un momento di bisogno ma gli interessi completi ti verranno riconosciuti dopo ogni triennio (quindi dopo 3, 6 e 9 anni oltre alla scadenza dei 12 anni).

Le altre caratteristiche sono le stesse degli altri buoni, quindi zero spese, tassazione agevolata e rendimento maggiore nel tempo.

Quanto rendono?

  • alla fine del terzo anno: 0,35%;
  • alla fine del sesto anno: 1,25%;
  • alla fine del nono anno: 1,75%;
  • alla scadenza del dodicesimo anno: 2,25%.

I buoni diventano infruttiferi (cioè si prescrivono) dopo 10 anni.

Buoni fruttiferi 3×2

Tre per due perché, in questo caso, i buoni fruttiferi postali coprono due trienni. Si tratta, dunque, di un investimento per 6 anni con la maturazione dei primi interessi alla fine del primo triennio.

L’imposta di bollo non si paga solo quando il valore del rimborso non supera i 5.000 euro.

Quanto rendono?

  • alla fine del primo triennio: 0,35%;
  • alla scadenza dei sei anni: 1,50%.

I buoni diventano infruttiferi (cioè si prescrivono) dopo 10 anni.

Buoni fruttiferi 3 anni plus

Questi buoni fruttiferi postali comportano un investimento di 3 anni. Puoi ritirarli prima, ma senza gli interessi maturati. Significa che se vuoi il rimborso dopo 2 anni, ritirerai il solo capitale investito.

Quanto rendono?

Lo 0,40%.

I buoni diventano infruttiferi (cioè si prescrivono) dopo 10 anni.

Buoni fruttiferi dedicati ai minori

Forse ti è capitato di pensare che cosa regalare ai tuoi figli piccoli o ai tuoi nipoti senza cadere nella tentazione del solito telefonino o del gioco elettronico che, prima o poi, saranno da buttare via senza che abbiano portato alcunché in tasca. Esistono dei buoni fruttiferi dedicati ai minorenni. Hanno un rendimento fisso con degli interessi che maturano fino al compimento del 18mo anno di età.

Quanto rendono?

  • fino ai tre anni: 1% dopo un anno e sei mesi;
  • dai quattro ai cinque anni: 1,50;
  • dai sei ai sette anni: 1,75%;
  • dagli otto agli undici anni: 2%;
  • dai dodici ai quindi anni: 2,50%;
  • dai sedici ai diciott’anni: 3%.

I buoni diventano infruttiferi (cioè si prescrivono) dopo 10 anni.

Buoni fruttiferi 4 anni risparmio semplice

Questa soluzione dei buoni fruttiferi postali è un po’ più articolata. Ti dà la possibilità di accantonare periodicamente dei soldi (anche delle piccole somme) per costruire un capitale nell’arco di un quadriennio. In pratica, puoi fare dei versamenti mensili o bimestrali al 5 o al 27 del mese per un minimo di 50 euro ed un massimo di 1 milione di euro al giorno (qui le somme sono mica tanto piccole, ovviamente). Inoltre, puoi anche fare dei versamenti aggiuntivi giornalieri da 50 a 10mila euro, anche se queste ultime non concorrono al raggiungimento del numero minimo di sottoscrizioni periodiche. In altre parole: che contano per avere quel minimo che basta sono quelle del 5 e del 27 del mese. Le altre sono un «di più».

Quanto rendono?

Ci guadagni qualcosa solo alla fine del quarto anno. Se hai fatto un investimento standard (quelli del 5 e del 27 di ogni mese), il rendimento è dello 0,60%. Se hai fatto quello premiale, il rendimento sale all’1%.

I buoni diventano infruttiferi (cioè si prescrivono) dopo 10 anni.

Buoni fruttiferi indicizzati all’inflazione italiana

Ultima alternativa per chi vuole investire in buoni fruttiferi postali: i buoni indicizzati all’inflazione. Hanno una durata massima di 10 anni, alla scadenza dei quali ricevi il tuo capitale e gli interessi maturati rivalutati dall’andamento dell’inflazione rilevata dall’indice Istat Foi (esclusa la componente tabacco) al netto degli oneri fiscali.

Gli interessi si pagano dopo i primi 18 mesi.

Quanto rendono?

Lo 0,10% dopo ogni anno dai primi 18 mesi.

Se l’andamento dell’inflazione e l’interesse fisso non coprono il valore dell’imposta di bollo, chi ha acquistato un buono fruttifero postale di questo tipo e di serie IL 110A190124 (cioè, emesso dal 24 gennaio 2019) otterrà un importo pari alla porzione dell’imposta di bollo applicata che abbia determinato un valore netto di rimborso alla scadenza inferiore al capitale investito.

I buoni diventano infruttiferi (cioè si prescrivono) dopo 10 anni.

note

[1] Cass. sent. n. 4761/2018 del 28.02.2018.


scarica gratis il tuo contratto su misura

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA