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Ritardo treno: ultime sentenze

27 Marzo 2019
Ritardo treno: ultime sentenze

Ritardo del treno e risarcimento del danno; lesione dei diritti fondamentali; inesatto adempimento contrattuale; guasto del treno; servizio ferroviario e obblighi del macchinista.

Escluso il risarcimento per i sistematici ritardi del treno

Nell’ipotesi in cui non venga dimostrata la circostanza che i disservizi (nella specie, ritardi sistematici del treno, sporcizia dei vagoni e sovraffollamento degli stessi) abbiano inciso sulla persona e sulle relazioni del ricorrente, determinando una grave lesione dei suoi diritti fondamentali costituzionalmente garantiti, non può esservi risarcimento del danno.

Cassazione civile sez. III, 08/02/2019, n.3720

Ritardo dovuto a treno guasto: escluso il risarcimento del danno esistenziale?

In tema di risarcimento del danno non patrimoniale (nella specie, dovuto ad un notevole ritardo subito nel corso di un viaggio ferroviario) non sono meritevoli di tutela risarcitoria, invocata a titolo di danno esistenziale, i pregiudizi consistenti in disagi, fastidi, disappunti, ansie e ogni altro tipo di insoddisfazione concernenti gli aspetti più disparati della vita quotidiana, poiché ogni persona inserita nel complesso sociale deve accettare, in virtù del dovere di convivenza, un grado minimo di tolleranza.

Cassazione civile sez. III, 04/05/2018, n.10596

Ricorso contro Trenitalia

La Cassazione respinge il ricorso di un pendolare contro Trenitalia per avere i danni causati dai ritardi del treno preso quotidianamente per andare al lavoro. Per la Cassazione il danno esistenziale da stress non è, come affermava il ricorrente, in re ipsa, ma va provato, cosa che nel caso esaminato mancava. Tuttavia la Suprema corte ricorda che il viaggiatore che subisce il ritardo, oltre ad avvalersi del treno successivo, può chiedere il rimborso del prezzo pagato.

Cassazione civile sez III, 5/07/2017, n. 16495

Macchinista: obblighi di diligenza e vigilanza 

Il macchinista, ricevuto il segnale di via, è normalmente legittimato a procedere alla velocità prevista per quel tratto di strada ferrata. Tuttavia una volta rilevata la presenza di un ingombro sui binari, questi deve fare tutto il possibile per evitare l’impatto. In particolare sul macchinista grava un dovere di vigilanza sulla marcia che  si esplica nell’obbligo di monitorare il modo continuativo la strada ferrata davanti a sé, al pari del conducente del veicolo senza guida di rotaie. La disciplina della circolazione dei treni contenuta nel d.P.R. n. 753/1980 e nel regolamento del 1962 (e successive modifiche) della Rete Ferroviaria Italiana non contiene infatti una deroga al dovere generale di diligenza e a quello di neminen ledere, che impongono a chiunque si collochi alla guida di un mezzo – quale che sia –  di scrutare sempre con attenzione la strada innanzi a sé. Pertanto il ritardo nell’attivazione del freno di ben 6,5 secondi costituisce un profilo di negligenza rilevante ai sensi dell’art. 2043 c.c. La violazione dell’art. 147 cod. strada determina l’imputabilità dell’evento a carico del solo danneggiato, solo ove non siano rinvenibili profili di rimproverabilità nella condotta di guida del macchinista, diversamente rilevando ex art. 1227, comma 1, c.c.

Tribunale Avezzano, 11/09/2017

Presunzione di colpa per l’esercizio di attività pericolosa

La presunzione di colpa per l’esercizio d’attività pericolosa di cui all’art. 2050 c.c., con riguardo allo svolgimento del servizio ferroviario, va riconosciuta quando il danno che ne derivi si ricolleghi ad uno specifico aspetto o momento del servizio stesso, il quale presenti connotati di pericolosità eccedenti il livello normale del rischio, sì da richiedere particolari cautele preventive. (Nella specie, la S.C. ha ravvisato la pericolosità, in concreto, del servizio nella mancata preventiva comunicazione, all’addetta al passaggio al livello ove ebbe luogo la collisione tra un convoglio ferroviario ed un’autovettura, del transito di altro convoglio straordinario, nonché nel carattere “aperto” del sistema di comunicazione radio tra gli operatori ferroviari, tale da indurre tale addetta – ascoltando la conversazione tra i colleghi preposti alla gestione di passaggi a livello “a monte” di quello teatro del sinistro, che discutevano del ritardo con cui viaggiava il predetto convoglio straordinario – a ritenere, erroneamente, che la segnalazione riguardasse il treno di cui attendeva l’arrivo, tanto da alzare le sbarre per consentire il passaggio delle vetture).

Cassazione civile sez. III, 20/05/2016, n.10422

Ritardo del treno e licenziamento disciplinare dipendente

Il giudizio sulla proporzionalità del licenziamento disciplinare rispetto agli addebiti contestati è una valutazione devoluta al giudice di merito, non censurabile in sede di legittimità ove sia sorretta da sufficiente e non contraddittoria motivazione (confermata, nella specie, l’illegittimità del licenziamento intimato all’addetto al servizio di ristorazione a bordo, in servizio sui treni ad alta velocità, per aver abbandonato il posto di lavoro prima del termine del turno lavorativo e per non aver custodito la merce in rimanenza. Dall’istruttoria era emerso che, a causa del ritardo con cui viaggiava il convoglio ed al fine di non perdere la coincidenza con il treno che lo avrebbe riportato a casa, il dipendente non aveva provveduto personalmente alla consegna della merce invenduta agli operatori della ditta incaricata del ritiro, ma, dopo aver predisposto ed imballato adeguatamente la merce, aveva chiesto ed ottenuto la collaborazione, in tal senso, dei dipendenti addetti ai vagoni letto. Nella fattispecie, pertanto, non poteva ritenersi integrata la fattispecie di mancata custodia a bordo e di mancata riconsegna della merce).

Cassazione civile sez. lav., 31/05/2013, n.13819

Ritardo treno e afflusso di persone

Nel contratto di trasporto di persone non si configura inadempimento contrattuale nell’ipotesi di ritardo del vettore determinato da un eccezionale afflusso di persone, evento straordinario estraneo alla sfera di controllo di quest’ultimo (Nella specie, l’attore conveniva in giudizio Trenitalia per vederla condannare al risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale derivante dalla mancata possibilità di assistere alla partita della propria squadra di calcio a causa di ritardi nel servizio).

Tribunale Prato, 18/11/2011, n.1304

Peggioramento della qualità della vita e risarcimento

Non qualsiasi peggioramento della qualità della vita è fonte di risarcimento, ma solo quello che sia conseguenza di violazione di legge costituzionale, ordinaria, comunitaria e di convenzioni internazionali (art. 2059 c.c.). Sono esclusi i disagi (come ad es. il ritardo del treno o dell’aereo, l’errato invio della cartella esattoriale o della contravvenzione stradale, il diritto al benessere e alla facilità), che lungi dall’essere conseguenza di violazione di legge, si richiamano diritti immaginari. Tuttavia non sono da trascurare, se oggettivamente accertate e documentate, quelle modificazioni che non integrano ma rasentano la riserva di legge indicata dall’art. 2059 c.c., perché idonee ad incidere particolarmente significativa sul modo di essere di una persona, come ad esempio la perdita di un cane o di un cavallo.

Giudice di pace Bari, 26/06/2009, n.4934

Inesatto adempimento contrattuale

Il ritardo di un treno di sette ore e mezza, imputabile a disorganizzazioni e disservizi di Tr. spa, obbliga quest’ultima al risarcimento dei danni non patrimoniali (irrilevante che l’attore li etichetti come morali o esistenziali) provocati in conseguenza dell’inesatto adempimento del contratto (cass. ss.uu. n. 26973/08) (nella specie, l’attore aveva lamentato un elevato grado di sofferenza legato all’attesa, in dipendenza di un infortunio occorsogli sul lavoro, che gli aveva cagionato difficoltà nel mantenimento della posizione seduta:il G.d.P., pronunciandosi secondo equità, ha per tale ragione ricondotto i pregiudizi subiti nell’alveo dell’offesa alla dignità umana, tutelata dall’art. 2 Cost.) (Amb.Dir.)

Giudice di Pace Tortorici, 24/12/2008

Ferroviere: può consentire l’arresto irregolare di treno in galleria?

Deve escludersi la sussistenza della giusta causa di licenziamento in caso di violazione di disposizioni o regolamenti aziendali da cui non siano derivati, né potessero derivare, danni a cose o persone.

Il fatto che dalle prassi aziendali possa dedursi la volontarietà della mancanza non basta a giustificare il licenziamento quando la mancanza stessa non assuma in concreto una gravità estrema (nel caso cui la sentenza si riferisce, un capotreno delle Ferrovie dello Stato aveva consentito l’accesso alla cabina di guida di una giornalista e di un ex collega ferroviere in pensione, per l’effettuazione di riprese televisive destinate a un servizio sulla sicurezza dei treni; aveva altresì consentito che la giornalista e la persona che la accompagnava scendessero dal treno, fermatosi in una galleria, per riprendere un impianto telefonico di emergenza guasto, risalissero sul locomotore e ne ridiscendessero alla fine della galleria, sulla massicciata; non aveva annotato nel rapporto sul viaggio i suddetti eventi né come fatti anomali, né come cause del ritardo di oltre un quarto d’ora conseguitone).

Corte appello Genova, 13/06/2006

note

Autore immagine: ritardo treno di Minerva Studio


1 Commento

  1. Salve. Mi sono trovata proprio ieri in una situazione assurda… Ho prenotato in anticipo due biglietti del treno per fare due diverse tratte. Ho scelto orari di distacco che prevedessero due ore di attesa tra l’arrivo del mio treno e la partenza del treno successivo. Tanto alla fine si tratta di due ore che avrei potuto trascorrere in giro per la stazione facendo un po’ di acquisti nei negozi. Una tragedia! Il primo treno fa ritardo e non sono riuscita a prendere il treno successivo. Quindi ho dovuto acquistare in loco un nuovo biglietto che mi è costato il doppio! Ero stanchissima, nervosa e non mi andava di fare questioni lì per lì però sinceramente mi ha arrecato un danno e sono FURENTE!

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