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Il fisco cancella le mini cartelle

5 Marzo 2019 | Autore: Paolo Remer


Il fisco cancella le mini cartelle

> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 Marzo 2019



Annullamento automatico dei debiti inferiori a 1.000 euro: su quali cartelle, per quali periodi, come si individua l’importo e quando avviene lo sgravio. 

Uno dei provvedimenti più importanti del decreto fiscale 2019, già entrato in vigore [1], riguarda l’eliminazione delle cartelle esattoriali di importo inferiore a 1.000 euro. Grazie a questa norma, chiamata anche “spazzacartelle”, il fisco cancella le mini cartelle con il risultato che così quelle somme non sono più dovute: i contribuenti non dovranno più pagarle. Quindi se nel corso degli anni avevi accumulato una serie di piccoli debiti di imposta (Iva, Irpef, IMU) o di tasse (TARI, tasse automobilistiche ecc.) ed anche contravvenzioni al Codice della strada, la buona notizia è che questi debiti vengono cancellati per l’intero importo. Non dovrai fare nulla: l’eliminazione di queste cartelle opera automaticamente, sarà l’agente di riscossione a cancellare la somma dal tuo carico debitorio. Come si calcola l’importo dei 1.000 euro? Comprende solo il tributo o anche gli interessi e le sanzioni? A quale periodo si riferiscono le cartelle cancellate? Da quando ha effetto la cancellazione? Come si fa a verificare se effettivamente è stato operato lo sgravio? Come devi fare se avevi già pagato? Vediamo bene tutti questi aspetti.

Quali sono le mini cartelle?

Per mini cartelle si intendono quelle che contengono ruoli ciascuno dei quali sia di importo inferiore o uguale a 1.000 euro.

Questa soglia riguarda ogni tipo di ammontare cioè capitale, interessi e sanzioni. A differenza delle c.d. “rottamazioni” (che abbuonano solo le sanzioni e gli interessi) questo provvedimento elimina anche il capitale.

Ogni tipo di debito sarà azzerato purché il suo importo arrivi fino a 1000 euro.

Gli importi sono calcolati alla data del 24 ottobre 2018 (data di entrata in vigore del Decreto legge). È a tale data che bisogna fare riferimento per verificare la soglia.

Se le partite di ruolo contenute nella tua cartella superano anche di poco i 1.000 euro non sarà cancellata affatto. La norma opera in modo da eliminare interamente tutte le voci inferiori a 1.000 euro contenute nelle cartelle, mentre per quelle al di sopra di tale importo il debito rimarrà integralmente: o tutto o niente.

Come si calcola la soglia dei 1.000 euro?

L’importo soglia di 1.000 euro non è riferito all’intera cartella ma ai singoli carichi, cioè ai ruoli che la compongono. Ogni ruolo corrisponde a una specifica richiesta di pagamento, che può essere relativa ad imposte e tasse di vario genere, ma anche a sanzioni o interessi.

Se la tua cartella contiene diversi ruoli – ad esempio Irpef non versata per un tributo di 900 euro, Irpef sanzioni per omesso o ritardato versamento di 600 euro, interessi pari a 200 euro – l’importo complessivo sarebbe di 1.700 euro, ma ciascun ruolo singolarmente considerato non supererà 1.000 euro: quindi saranno tutti condonati.

Così come se la la tua cartella fosse di complessivi 3.500 euro di cui 3.000 di tributo Iva e 500 di tasse automobilistiche: l’Iva rimarrà, superando la soglia, mentre i bolli auto verranno cancellati.

Se vuoi approfondire questo aspetto di cartelle superiori a 1.000 euro ma che possono non essere pagate puoi leggere questo articolo.

L’essenziale è che ciascun ruolo che compone la cartella non superi la somma di 1.000 euro, altrimenti non sarà eliminato dalle partite debitorie; la cartella potrebbe essere di importo complessivo ben superiore, ma alle condizioni che abbiamo detto beneficerai comunque dell’annullamento di alcune, o magari tutte le voci che la compongono, se rientrano nella soglia dei 1.000 euro.

Da quando ha effetto la cancellazione?

Il periodo temporale di riferimento copre l’intero arco dall’1 gennaio 2000 al 31 dicembre 2010. Non si guarda alla data di insorgenza del debito, ma alla data in cui esso è stato affidato all’agente per la riscossione.

Così, ad esempio: un tributo del 1998 potrà rientrare nella sanatoria se risulta affidato dal 2000 in poi; una cartella comprendente debiti tributari del 2009 e del 2010 sarà invece esclusa se essi furono affidati mediante ruolo all’agente per la riscossione oltre la data del 31 dicembre 2010.

In pratica per individuare questa data occorre guardare la data di formazione e di emissione del ruolo, che è espressamente indicata in ogni cartella, nel dettaglio dei singoli debiti che la compongono.

Le stesse informazioni compaiono anche negli estratti di ruolo elaborati dall’Agenzia Entrate Riscossione su richiesta del contribuente, con risposta pressoché istantanea.

Il ruolo è sempre successivo alla data di insorgenza del debito, che viene prima calcolato dall’ente creditore e poi affidato all’agente per la sua riscossione proprio attraverso il ruolo.

In un momento ancora successivo – viene emessa la cartella di pagamento: così potrebbe risultare che tu abbia ricevuto nel 2011, 2012 o anche oltre una cartella contenente ruoli formati entro il 31 dicembre 2010. In questi casi avrai diritto all’annullamento, perché è alla data del ruolo che bisogna avere riguardo e non a quella della cartella che può essere anche di molto posteriore.

Per motivi tecnici di elaborazione, si è stabilito che le operazioni di annullamento vengano effettuate alla data del 31 dicembre 2018.

Non vi è nessun onere o pagamento da fare per ottenere questo sgravio.

Cartelle escluse dalla sanatoria

Lo stralcio delle cartelle fino a 1.000 euro non si applica ad alcune tipologie di debiti; vediamo precisamente quali:

  • debiti relativi alle risorse proprie tradizionali dell’Unione europea e all’imposta sul valore aggiunto riscossa all’importazione. Si tratta, principalmente, dei dazi doganali riguardanti gli scambi con paesi esteri non membri dell’Unione europea, dei prelievi sull’importazione di prodotti agricoli (anche in questo caso da paesi extra UE) e dell’Iva all’importazione [2];
  • dei debiti derivanti dal recupero degli aiuti di Stato considerati illegittimi dall’Unione europea [3] ovvero da condanne pronunciate dalla Corte dei conti (per danno erariale, responsabilità di pubblici funzionari, recuperi pensionistici ecc.);
  • multe, ammende e sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna.

Quindi solo se hai un debito che rientra in una delle particolari categorie che abbiamo indicato, esso non sarà eliminato dal carico tributario, ancorché di importo inferiore ai 1.000 euro; tutte le altre ipotesi invece vi rientrano.

Ci sono adempimenti da effettuare?

Al contribuente non è richiesta nessuna attività da compiere (domanda, istanza, ricorso, ecc): la cancellazione delle cartelle viene operata in automatico dal sistema informatico del fisco.

Anzi ad operazione avvenuta sarà l’agente della riscossione a trasmettere a propria cura agli Enti creditori, in modalità telematica, le comunicazioni di avvenuto annullamento, in modo che anche ad essi risulti la cancellazione del debito del contribuente.

In pratica il tuo debito verrà cancellato ovunque esso risultava, senza oneri e costi di alcun genere.

Se però vuoi verificare se quella partita debitoria è stata effettivamente cancellata ed il tuo debito è stato annullato, potrai in qualsiasi momento controllare la tua situazione debitoria presso l’Agenzia Entrate Riscossione, recandoti agli sportelli oppure – se sei registrato al sistema Fisconline o se sei in possesso di Spid (Sistema pubblico identità digitale) collegandoti al sito in modo da ottenere il tuo estratto conto aggiornato.

 Cosa succede se ho già pagato?

Se hai pagato le cartelle prima del 24 ottobre 2018 (data di entrata in vigore del Decreto che ha disposto la cancellazione) non puoi più ottenere l’annullamento del debito: le somme sono state ormai definitivamente acquisite dall’erario e non è possibile ottenerne la restituzione.

Se invece prima di tale data avevi pagato solo parzialmente, il residuo debito del ruolo inserito nella cartella – se, come abbiamo visto, alla data del 24 dicembre 2018 non superava più i 1.000 euro – verrà automaticamente cancellato.

Se invece tu avessi pagato dopo il 24 ottobre 2018, possono esserci due situazioni:

  • non hai nessun altro debito tributario oltre a questo: avrai diritto al rimborso [4];
  • hai altri debiti tributari: i versamenti che avevi effettuato ti saranno imputati in acconto su di essi.

Ad esempio se hai in corso una definizione agevolata, le somme versate dopo il 24 ottobre 2018 per qualcuna di queste mini cartelle saranno imputate alle rate dei pagamenti in corso.

Il discrimine della data del 24 ottobre 2018 ha anche un altro importante effetto: l’annullamento automatico si riferisce ai debiti di importo residuo inferiore a 1.000 euro a quella data.

Questo significa che se avevi una cartella originariamente pari a 5.000 euro ma prima del 24 ottobre 2018 ne avevi già pagata una buona parte e così il debito residuo era sceso sotto i 1.000 euro, beneficerai della cancellazione automatica.


Di Paolo Remer

note

[1] Art. 4 D. L. n.119 del 23.10.2018, convertito in L. n. 136 del 17.12.2018.

[2] Art. 70 D.P.R. n. 633 del 26.10.1972,  in riferimento agli artt. 34 e ss. del D.P.R.  n.43 del 23.01.1973 (Testo Unico Leggi Doganali).

[3] Artt. 87 e ss. Trattato sull’Unione Europea, art. 2 decisione 2014/335/UE e art. 1 D.L. n. 10/2007 convertito, con modificazioni, in L. n.46 del 6.04.2007.

[4] Art. 22 del D. Lgs. n.112 del 13.04.1999.

Autore immagine: Fisco di igorstevanovic


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7 Commenti

  1. QUESTO ARTICOLO è FORMIDABILE!!! GRAZIE A TUTTO LO STUDIO DELL’AVV.TO GRECO!!! Da nessuna parte ho potuto trovare tanta chiarezza nell’esposizione, comprensibile anche a un ignorante come me!!!… Grazie ancora!!!

  2. Siete grandi! Bravi sempre a dissolvere la matassa delle procedure ma anche a chiarire i diritti dei cittadini.

  3. un modo semplice ma accurato ed esaustivo per farsi comprendere da tutti. Complimenti a Paolo Remer, alla “Legge per Tutti” e agli Avvocati che si sono espressi.

    1. Grazie Lorenzo a nome di tutta la redazione de La Legge per Tutti. Continua a seguire il nostro portale di informazione giuridica.

  4. per i comuni che effettuano la gestione e riscossione diretta dei tributi imu, tari etc. cosa prevede la normativa o addirittura sono esclusi da tali agevolazioni ?

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