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Agevolazioni cardiopatici

5 Marzo 2019 | Autore:


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Esenzione dal ticket, assegno o pensione di invalidità, accompagnamento, indennità di frequenza e diritti al lavoro per chi soffre di cuore.

Ti hanno riscontrato un problema al cuore, non necessariamente un infarto? Ti hanno detto di recente che soffri di una cardiopatia e non sai come comportarti al lavoro o come ottenere delle agevolazioni con visite, esami o farmaci? Devi sapere che hai dei diritti in base alla gravità della patologia che ti è stata diagnosticata. E che l’indice di gravità di traduce in percentuali di invalidità, cioè di riduzione della capacità lavorativa che determina l’accesso ai benefici di legge.

Le condizioni di salute dei cardiopatici vengono valutate in base ad un sistema noto come Nyha, sigla che corrisponde a New York Heart Association, uno standard che classifica le classi di gravità delle malattie cardiache. Ad ogni classe (sono quattro) corrisponde una percentuale di invalidità e, quindi, delle agevolazioni per cardiopatici.

Gli aiuti vanno dagli ausili e protesi nel caso delle invalidità più lievi alle pensioni di inabilità per i malati più gravi. In mezzo ci sono esenzioni, assegni di invalidità e permessi al lavoro per visite o esami, per cure, per malattia.

Cardiopatici: il sistema Nyha

Abbiamo appena citato il sistema Nyha e dicevamo che è si tratta di uno standard che valuta le condizioni di salute dei cardiopatici, ovvero i gradi di gravità della patologia. È importante cominciare da qua per arrivare alle agevolazioni a cui ha diritto chi soffre di cuore. Il sistema comprende quattro classi:

  • classe I: definisce una malattia cardiaca accertabile che, però, non manifesta evidenti limitazioni dell’attività fisica. Si escludono, quindi, rischi di stanchezza sproporzionata, palpitazioni, dispnea o angina. Viene riconosciuto un grado di invalidità tra il 21 ed il 30%;
  • classe II: si arriva a questo stadio quando la malattia cardiaca provoca una lieve limitazione dell’attività fisica. Ti senti bene a riposo e quando svolgi le attività fisiche leggere della vita quotidiana. Ma quando volgi delle attività più intense dell’ordinarie, come l’esercizio fisico pesante, accusi stanchezza, palpitazioni, dispnea o angina. Ecco perché il grado di invalidità aumenta e si colloca tra il 41 ed il 50%;
  • classe III: la situazione diventa più complicata. Si riscontra una marcata limitazione dell’attività fisica. Stai bene a riposo ma l’attività fisica ordinaria – e non quella straordinaria – provoca stanchezza, palpitazioni, dispnea o angina. Il grado di invalidità è tra il 71 e l’80%;
  • classe IV: è lo stadio più grave. La tua patologia non ti consente di svolgere qualsiasi attività fisica senza che tu avverta un malessere: il cuore non pompa a sufficienza, ha congestione polmonare, congestione sistemica o di angina anche a riposo. Il grado di invalidità è il massimo: il 100%.

Cardiopatici: il tipo di patologia

Oltre al sistema Nyha, anche sulle singole patologie possono essere riconosciute delle agevolazioni per i cardiopatici.

L’elenco delle malattie e delle relative percentuali è lungo, ma è utile scorrerlo per capire a che cosa si ha diritto:

  • aritmie gravi: dal 71 all’80%;
  • aritmie gravissime: dall’81 al 100%;
  • coronaropatia grave: dal 71 all’80%;
  • coronaropatia gravissima sino a allettamento o s. ipocinetica da scompenso cardiaco cronico terminale: dall’81 al 100%;
  • miocordiopatie con insufficienza cardiaca grave: dal 71 all’80%;
  • miocardiopatie con insufficienza cardiaca gravissima sino a allettamento o s. ipocinetica da scompenso cardiaco cronico terminale: dall’81 al 100%;
  • trapianto cardiaco complicato: dal 61 al 100%;
  • valvulopatie di grado severo: dal 71 all’80%;
  • valvulopatie di grado severo scompensate: dall’81 al 100%;
  • difetto interatriale (dia) – stadio IV – dia di grado severo. Gravi esiti di chiusura di dia. Inoperabile: dal 71 al 100%;
  • difetto interventricolare (div) stadio IV: dal 71 all’80%;
  • difetto interventricolare (div) stadio V: dall’81 al 100%;
  • pervietà del dotto arterioso stadio IV: dal 71 all’80%;
  • pervietà del dotto arterioso stadio V: dall’81 al 100%;
  • pericardite cronica o esiti di pericardite cronica – stadio IV: dal 71 all’80%;
  • pericardite cronica o esiti di pericardite cronica – stadio V: dall’81 al 100%;
  • cardiopatia ipertensiva con impegno cardiaco di grado severo: dal 71 all’80%;
  • cardiopatia ipertensiva scompensata: dall’81 al 100%;
  • trapianto di cuore e polmoni complicato, la percentuale ottenuta va considerata in concorrenza con la valutazione di base del trapianto cuore – polmoni: dal 71 al 100%;
  • aneurisma dell’aorta toracica o addominale – stadio V: dal 71 all’80%;
  • arteriopatia ostruttiva cronica periferica con ischemia cronica e dolore a riposo con lesioni trofiche: dal 71 all’80%;
  • arteriopatia ostruttiva cronica periferica con ischemia cronica e dolore a riposo con lesioni trofiche estese o gangrena: dall’81 al 100%.

Cardiopatici: a che cosa hanno diritto?

Come si traducono tutte queste percentuali di invalidità in agevolazioni per i cardiopatici? Ogni grado di riduzione della capacità lavorativa ha un tipo di aiuto a chi soffre di cuore. In pratica, la legge [1] prevede questi benefici:

  • dal 34% si ha diritto ad ausili e protesi;
  • dal 46% l’iscrizione al collocamento obbligatorio;
  • dal 51% congedo per cure fino a 30 giorni all’anno;
  • dal 67% esenzione dal pagamento del ticket sanitario;
  • dal 74% assegno mensile di invalidità per chi non supera un reddito di 4.906,72 euro;
  • con il 100% di invalidità, si ha diritto ad una pensione mensile purché non venga superato il reddito annuo di 16.814,34 euro. Se c’è impossibilità di deambulare o di compiere gli atti ordinari della vita, è prevista anche l’indennità di accompagnamento;
  • per i minori con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni propri della minore età che frequentano in modo continuo o periodico centri ambulatoriali oppure scuole pubbliche o private di ogni ordine e grado a partire dagli asili nido: indennità di frequenza di 285,66 euro, purché non venga superata la soglia di reddito annuo di 4.906,72 euro.

Cardiopatici: come si ottiene l’invalidità

Per ottenere l’invalidità civile perché cardiopatico, occorre presentare domanda all’Asl. La Commissione medica, di cui fa parte anche un medico dell’Inps, farà la relativa visita e, se ci sono i presupposti per farlo, rilascerà il certificato di invalidità.

Se, però, la Commissione non si pronuncia entro 45 giorni, il paziente può chiedere alla stessa Commissione un certificato provvisorio che sarà valido fino al pronunciamento definitivo della Commissione medica dell’Inps.

Se la valutazione della Commissione viene ritenuta ingiusta, è possibile presentare ricorso al Tribunale Civile – Sezione Lavoro entro sei mesi da quando è stata ricevuta la comunicazione.

Cardiopatici: quali agevolazioni al lavoro?

Oltre agli aiuti economici che abbiamo visto, le agevolazioni per i cardiopatici ci sono anche nell’ambito del mondo del lavoro. A cominciare dal tipo di mansione che svolgono: l’azienda è tenuta a trovare una collocazione compatibile con il tipo di cardiopatia di cui soffre il lavoratore e deve tenere in considerazione le sue condizioni di salute.

Ad ogni modo, il datore di lavoro può recedere il contratto se la prestazione diviene soltanto «parzialmente» impossibile.

Nel caso in cui il dipendente sia diventato cardiopatico a causa dell’attività lavorativa, avrà l’onere di provare il danno, la nocività dell’ambiente in cui ha lavorato ed il nesso causale fra questi due elementi. La responsabilità del datore di lavoro, infatti, è di tipo contrattuale e, quindi, l’onere della prova spetta al lavoratore. Solo successivamente, sarà l’azienda a tentare di dimostrare di aver adottato tutte le precauzioni necessarie ad impedire il verificarsi del danno.

Cardiopatici: l’esenzione dal ticket sanitario

Abbiamo detto che tra le agevolazioni per i cardiopatici c’è l’esenzione dal pagamento del ticket sanitario quando si supera il 64% di invalidità civile. Significa che non dovrà pagare visite ed esami legati alla sua specifica patologia.

L’Asl rilascia un attestato sul quale c’è un codice che corrisponde alla patologia e che il medico curante dovrà segnalare su ogni ricetta o impegnativa.

Questi sono i codici delle malattie del sistema circolatorio per le quali è prevista l’esenzione (tutti iniziano con lo 002):

  • 394: malattie della valvola mitrale;
  • 395: malattie della valvola aortica;
  • 396: malattie delle valvole mitrale e aortica;
  • 397: malattie di altre strutture endocardiche;
  • 414: altre forme di cardiopatia ischemica cronica;
  • 416: malattia cardiopolmonare cronica;
  • 417: altre malattie del circolo polmonare;
  • 424: altre malattie dell’endocardio;
  • 426: disturbi della conduzione;
  • 427: aritmie cardiache;
  • 429.4: disturbi funzionali conseguenti a chirurgia cardiaca;
  • 433: occlusione e stenosi delle arterie precerebrali;
  • 434: occlusione delle arterie cerebrali;
  • 437: altre e mal definite vasculopatie cerebrali;
  • 440: ateriosclerosi;
  • 441.2: aneurisma toracico senza menzione di rottura;
  • 441.2: aneurisma addominale senza menzione di rottura;
  • 441.7: aneurisma toracoaddominale senza menzione di rottura;
  • 441.9: aneurisma aortico di sede non specificata senza menzione di rottura;
  • 442: altri aneurismi;
  • 444: embolia e trombosi arteriose;
  • 447.0: fistola arterovenosa acquisita;
  • 447.1: stenosi di arteria;
  • 447.6: arterite non specificata;
  • 452: trombosi della vena porta;
  • 453: embolia e trombosi di altre vene;
  • 459.1: sindrome postflebitica;
  • 557.1: insufficienza vascolare cronica dell’intestino;
  • 745: anomalie del bulbo cardiaco e anomalie del setto cardiaco;
  • 746: altre malformazioni del cuore;
  • 747: altre anomalie congenite del sistema circolatorio;
  • V42.2: valvola cardiaca sostituita da trapianto;
  • V43.3: valvola cardiaca sostituita con altri mezzi;
  • V43.4: vaso sanguigno sostituito con altri mezzi;
  • V45.0: dispositivo cardiaco postchirurgico in situ.

Cardiopatici: devono usare la cintura di sicurezza?

Ci si chiede spesso se chi è cardiopatico ha l’obbligo, come tutti gli automobilisti di indossare la cintura di sicurezza quando si mette al volante oppure la malattia lo esonera da tale vincolo. Il Codice della strada consente di non utilizzare la cintura solo se c’è una certificazione rilasciata dall’Asl o da un cardiologo che dimostri la controindicazione all’uso del dispositivo per le condizioni fisiche del paziente [2].

La richiesta va presentata dal diretto interessato, a meno che il cardiologo l’abbia già fatto di sua iniziativa.

Il certificato deve riportare una durata di validità ed il simbolo previsto dalla direttiva Ue in merito [3]. Inoltre, deve essere esibito su richiesta degli organi di polizia in caso di controlli stradali (conviene, quindi, tenerla sempre in macchina).

Il certificato è indipendente da quello rilasciato dalle commissioni mediche in merito alle patenti speciali per invalidi. Le stesse commissioni potrebbero chiedere ai cardiopatici di montare sull’auto delle cinture di sicurezza speciali adatte alla sua patologia.

note

[1] Legge n. 104/1992.

[2] Art. 172 cod. str.

[3] Art. 5 direttiva 91/671/CEE.


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1 Commento

  1. Grazie delle informazioni, possibile però che un cardiopatico invalido al 100% non abbia diritto al contrassegno per invalidi per parcheggiare nelle apposite piazzole?

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