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Quando il lavoratore ha diritto al buono pasto?

6 Marzo 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 Marzo 2019



Ticket restaurant, indennità di mensa, servizi sostitutivi dei pasti: in quali casi i lavoratori dipendenti ed i collaboratori hanno il diritto di riceverli.

Il buono pasto spetta per legge a tutti i dipendenti, oppure soltanto a coloro che non possono beneficiare della mensa? I collaboratori hanno diritto ai buoni pasto? I buoni pasto spettano a chi ha un orario spezzato e a chi non presta servizio durante l’ora di pranzo o di cena?

I dubbi sulla possibilità di beneficiare dei buoni pasto sono veramente numerosi, ma si potrebbero riassumere, semplificando, in una sola domanda: quando il lavoratore ha diritto al buono pasto?

Innanzitutto, è bene chiarire che la legge non prevede un obbligo generalizzato, per tutti i datori di lavoro, di erogare i buoni pasto ai dipendenti: quest’obbligo può essere disposto, però, dal contratto collettivo applicato. Peraltro, come specificato nel Regolamento recante disposizioni in materia di servizi sostitutivi di mensa, cosiddetto decreto Buoni pasto [1], anche i collaboratori possono beneficiare dei buoni, non solo i lavoratori subordinati.

Perché i buoni pasto beneficino dell’esenzione fiscale e previdenziale, ad ogni modo, devono essere riconosciuti a categorie omogenee di lavoratori, tenendo conto che il diritto ai buoni sussiste sia nel caso in cui durante la fascia oraria concordata per i pasti il lavoratore presti servizio, che nel caso in cui abbia terminato di lavorare, ma i tempi di percorrenza non gli consentano di raggiungere la propria abitazione entro l’esaurirsi della fascia oraria [2]. Ma procediamo per ordine.

Che cos’è il buono pasto?

Il buono pasto, chiamato anche ticket restaurant (dal nome di una nota società che emette questi titoli), è un documento di legittimazione, che può essere emesso anche in forma elettronica, che consente al titolare di ricevere un servizio sostitutivo di mensa, di importo pari al valore facciale del buono stesso.

Che cos’è il servizio mensa?

Il servizio mensa consiste nel mettere a disposizione dei dipendenti i pasti durante l’intervallo di lavoro; può essere realizzato con le seguenti modalità:

  • mensa aziendale interna con gestione propria (del datore di lavoro) o affidata in appalto ad un’apposita società;
  • mensa esterna presso apposite strutture;
  • buoni pasto di un determinato valore, da utilizzare in esercizi convenzionati;
  • indennità sostitutiva di mensa, che può essere corrisposta:
    • in mancanza di servizio mensa;
    • in presenza del servizio mensa, quando il lavoratore non lo utilizza (in casi meno frequenti possono coesistere il servizio mensa e la relativa indennità sostitutiva).

Quali sono le caratteristiche del buono pasto?

I buoni pasto hanno le seguenti caratteristiche:

  • sono incedibili;
  • possono essere cumulati per essere usati contemporaneamente fino al limite di 8;
  • non possono essere commercializzati o convertiti in denaro;
  • sono utilizzabili solo dal titolare esclusivamente per l’intero valore facciale.

Il buono pasto spetta senza pausa pranzo?

I buoni pasto, in base a quanto specificato dal decreto in materia [1], possono essere utilizzati anche quando l’orario di lavoro non prevede una pausa per il pasto.

Inoltre, il lavoratore ha diritto ai buoni pasto tanto nell’ipotesi in cui durante la fascia oraria concordata per i pasti risulti impegnato al lavoro, quanto nel caso in cui abbia terminato di lavorare, ma i tempi di percorrenza non gli consentano di raggiungere la propria abitazione entro l’ora di pranzo o di cena.

Il buono pasto spetta se in azienda c’è la mensa?

Il lavoratore può avere diritto ai buoni pasto anche se in azienda è previsto un servizio mensa: il datore di lavoro, difatti, può prevedere più sistemi contemporaneamente a seconda delle proprie esigenze organizzative: ad esempio, può prevedere il servizio mensa per una categoria di dipendenti e il sistema dei ticket per un’altra categoria.

Il buono pasto spetta se il lavoratore ha diritto alla mensa?

Il discorso cambia se il lavoratore ha il diritto di fruire del servizio mensa: in questo caso, difatti, non ha diritto ai buoni pasto, come specificato da una nota circolare [3].

Quando può essere utilizzato il buono pasto?

Il buono pasto può essere utilizzato non solo per la somministrazione diretta di alimenti e bevande effettuate da pubblici esercizi (bar, ristoranti, pizzerie…), ma anche per acquistare prodotti di gastronomia pronti per il consumo immediato effettuata da mense aziendali, rosticcerie e gastronomie artigianali, pubblici esercizi e da esercizi commerciali con autorizzazione per la vendita, produzione, preparazione di generi alimentari.

È possibile cumulare sino a un massimo di 8 buoni pasto.

Il buono pasto spetta ai collaboratori?

Come specificato dal decreto in materia [1], i buoni pasto possono essere utilizzati anche dai lavoratori che non sono inquadrati come dipendenti, ma che hanno un rapporto di collaborazione (parasubordinati o co.co.co.).

Il buono pasto è esente da imposte?

Il valore del buono pasto è esente da imposte e dalla contribuzione sino a 5,29 euro per ogni giornata di lavoro, sino a 7 euro se si tratta di un voucher elettronico.

Si possono cumulare sino a 8 buoni pasto: se si supera il limite, i ticket restano comunque esenti da imposte sino al valore di 5,29 o di 7 euro, come chiarito dalle Entrate [4].

note

[1] DM N. 122/2017.

[2] Cass. Sent. n. 22702/2014.

[3] Circ. Min. Fin. n. 326/E/1997.

[4] Principio di diritto n.6/2019.


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