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Ecotassa auto: chi la paga e come

6 Marzo 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 Marzo 2019



Ecotassa sulle auto: chi deve pagarla e in che modo? Ecotassa auto estere: come funziona? Come evitare il pagamento?

L’era dell’ecotassa auto è cominciata: a partire dal primo marzo 2019 e per i successivi tre anni (fino al 31 dicembre 2021), chiunque acquista, anche a rate, e immatricola in Italia un’autovettura nuova è tenuto al pagamento di un’imposta parametrata al numero di grammi di biossido di carbonio emessi per chilometro, purché si ecceda la soglia di 160 Co2 g/km. Insomma, il succo è questo: più inquini, più paghi. Gli introiti derivanti da questa nuova tassa serviranno a finanziare l’ecobonus auto, cioè gli incentivi che spettano a coloro che acquistano auto a bassa impatto ambientale. È balzato subito agli occhi di tutti lo squilibrio che c’è tra le due nuove misure: mentre l’ecotassa colpisce la gran parte delle auto che si trovano presso i concessionari, l’ecobonus premia solamente una piccola fetta del mercato automobilistico. In pratica: molti pagheranno l’ecotassa, mentre pochi godranno dell’ecobonus. Con questo articolo vorrei spiegarti, in modo semplice ed efficace, chi paga l’ecotassa auto e come deve farlo.

Ecotassa: a quali auto si applica?

L’ecotassa auto si applica a tutti coloro che acquistano (anche tramite locazione finanziaria, cioè a rate), e immatricolano in Italia un veicolo di categoria M1 nuovo di fabbrica: trattasi di veicoli costruiti per il trasporto di persone, dotati di quattro ruote e aventi al massimo otto posti a sedere oltre al sedile del conducente. L’ecotassa è commisurata al numero di grammi di biossido di carbonio emessi per chilometro eccedenti la soglia di 160 Co2 g/km: in altre parole, al di sotto di questa soglia non si dovrà pagare nessuna imposta.

Ecotassa: riguarda anche le auto estere?

Contrariamente a quanto si possa pensare, l’ecotassa si applica anche alle auto estere che vengono reimmatricolate in Italia; ciò significa che l’ecotassa va pagata anche sulle auto che non sono nuove. Nello specifico, per gli esemplari che avevano già una targa estera, essa va pagata al momento dell’immatricolazione in Italia.

Nel caso di ecotassa sulle auto estere, quindi, non si tratterà di acquisto, ma solo di immatricolazione di veicoli già targati in un altro Stato. L’ecotassa si dovrà pagare per tutti i veicoli che, seppur acquistati prima, sono immatricolati a partire dal primo marzo 2019. In questo caso, la norma non pone come condizione per la tassazione del veicolo il fatto che lo stesso sia «nuovo di fabbrica»: saranno tassati anche tutti quelli usati importati dall’estero dal primo marzo e fino al 31 dicembre 2021.

Da tanto deriva un’altra conseguenza: saranno tassati anche i semplici passaggi dalla targa estera a quella italiana di veicoli di proprietà dello stesso soggetto, quindi, senza nessun acquisto vero e proprio. Si tratta della cosiddetta «nazionalizzazione» del proprio veicolo.

Ecotassa: quanto si paga?

L’ecotassa auto è dovuta secondo la seguente tabella:

Co2 g/km Imposta (euro)
161-175 1.100
176-200 1.600
201-250 2.000
Superiore a 250 2.500

Com’è facile vedere, maggiore è il livello inquinante della vettura, maggiore è l’importo dell’ecotassa, la quale oscilla tra i 1.100 e i 2.500 euro, in proporzione dell’impatto ambientale della vettura.

Ecotassa auto: come si paga?

L’ecotassa auto deve essere pagata dall’acquirente o dal soggetto che richiede l’immatricolazione del veicolo (che di fatto è sempre l’acquirente stesso), utilizzando il modello F24 e inserendo il codice tributo 3500. La norma istitutiva della nuova imposta, però, non prevede alcun termine di scadenza. L’F24 da utilizzare per il pagamento dell’ecotassa dovrà essere sempre intestato al soggetto debitore dell’imposta, cioè l’acquirente o al soggetto che richiede l’immatricolazione del veicolo.

Ecotassa auto: come evitare di pagarla

Il livello inquinante di un’autovettura può aumentare a causa degli optional presenti sul modello: può accadere, infatti, che un esemplare più “carico” di dotazioni faccia registrare consumi ed emissioni più alti. A volte anche un solo optional può essere determinante: per esempio, le gomme molto larghe aumentano gli attriti e le barre sul tetto tendono a peggiorare l’aerodinamica.

Per tutelarsi da sgradite sorprese, e cioè dal dover pagare l’ecotassa a causa solamente di un accessorio, sarà bene pattuire le condizioni d’acquisto con la concessionaria, prima ancora che l’auto venga immatricolata: ed infatti, sarebbe troppo tarsi apprendere l’effettivo livello di inquinamento dalla carta di circolazione, cioè ad immatricolazione avvenuta.

Ci si può tutelare facendo scrivere al venditore, sul contratto di acquisto, quale sarà il valore di Co2 che verrà riportato sulla carta di circolazione e aggiungendo che l’esenzione dall’ecotassa è considerato dal cliente come un elemento essenziale per la scelta di acquisto. In questo modo, qualora dopo l’immatricolazione emergesse un valore diverso, ci sarebbe un difetto di conformità, che costringerebbe di fatto il venditore ad accollarsi l’ecotassa.

note

Autore immagine: Unsplash.com


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