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Decreto ingiuntivo su fattura elettronica

7 Marzo 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 Marzo 2019



Fattura elettronica: come funziona il decreto ingiuntivo? È necessaria l’autentica notarile? È possibile opporsi al decreto ingiuntivo su fattura elettronica?

Il decreto ingiuntivo è quel provvedimento emanato dal giudice su richiesta del creditore quando questi riesca a dimostrare che il proprio diritto sia certo ed esigibile. In pratica, se qualcuno ti deve una somma di danaro e non vuole restituirtela spontaneamente, puoi andare dal giudice e chiedere l’emissione di un decreto che imponga al debitore di pagarti; se non lo fa spontaneamente, puoi procedere con l’esecuzione forzata nei suoi confronti: in altre parole, potrai ottenere ciò che ti spetta anche senza il consenso dell’altra parte. Perché il giudice possa emanare un decreto ingiuntivo, però, occorre che gli dimostri l’evidente fondatezza del tuo credito: pensa, ad esempio, ad una scrittura privata ove il tuo debitore riconosce di aver ricevuto un prestito. Uno dei documenti più utilizzati per ottenere un decreto ingiuntivo dal giudice è la fattura dalla quale risulta l’operazione posta in essere, tipo una compravendita. Un tempo, bastava presentare la fattura non pagata al giudice per avere il provvedimento desiderato. Come saprai, però, dal primo gennaio del 2019 è entrato in vigore l’obbligo (quasi per tutti) della fatturazione elettronica. Come si fa in questi casi? Si può procedere ugualmente? Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: ti spiegherò come funziona il decreto ingiuntivo su fattura elettronica.

Decreto ingiuntivo: come funziona?

Normalmente, l’iter per ottenere un decreto ingiuntivo su fattura è il seguente. Con l’assistenza di un avvocato, ci si rivolge al giudice territorialmente competente presentandogli un ricorso al quale si allega la documentazione idonea a dimostrare il credito. Quest’ultimo deve essere certo, liquido ed esigibile, oltre che fondato su prova scritta: ciò significa che la pretesa creditoria deve aver ad oggetto il pagamento di una somma di danaro o la consegna una determinata quantità di cose che siano facilmente identificabili e quantificate, pronte per essere date al creditore. Non si potrebbe chiedere un decreto ingiuntivo, ad esempio, per ottenere il risarcimento di un danno, in quanto questo andrebbe prima quantificato.

Una volta emanato il decreto ingiuntivo, il creditore può notificarlo al debitore e, se questi non adempie entro quaranta giorni, gli si potrà notificare il precetto e, trascorsi ulteriori dieci giorni, procedere così all’esecuzione forzata nei suoi confronti: ad esempio, sarà possibile il pignoramento del conto corrente o dei suoi beni mobili.

Decreto ingiuntivo su fattura: come funziona?

Il decreto ingiuntivo su fattura non è altro che il provvedimento emanato dal giudice sulla base delle fatture presentate dal creditore: ad esempio, se hai acquistato un elettrodomestico e non hai pagato l’importo pattuito, il venditore può andare dal giudice e, fattura alla mano, ottenere il decreto ingiuntivo. Così facendo, non solo dovrai pagare il tuo debito, ma dovrai anche rimborsare tutte le spese legali sostenute dalla controparte. La fattura può altresì essere emessa da un professionista, come ad esempio un architetto o un ingegnere.

Poiché la fattura è un documento unilaterale, cioè emanato dalla parte che è interessata al pagamento, spesso i giudici, affinché possano emettere decreto ingiuntivo, chiedono che il creditore depositi anche le scritture contabili autenticate dal notaio. In pratica, fanno fede le fatture che risultano estratte dal registro contabile la cui veridicità sia attestata dal notaio.

Fattura elettronica: come chiedere il decreto ingiuntivo?

Veniamo ora al punto cruciale: come funziona il decreto ingiuntivo su fattura elettronica? Ebbene, in linea di massima non cambia quasi nulla: la fattura rimane sempre quel documento contabile emesso da chi esegue la prestazione. Ciò che muta sono le modalità: il professionista o l’imprenditore deve emettere fattura elettronica al proprio cliente, in modo tale che possa essere registrata dalle Agenzie delle Entrate. Una volta emessa, la fattura elettronica va conservata con gli appositi software adibiti alla gestione di tali documenti.

Sebbene la legge non specifichi nulla a riguardo, è possibile immaginare che, nel caso di decreto ingiuntivo su fattura elettronica, l’autentica notarile non sia più necessaria: questo perché la fattura elettronica e i relativi registri sono documenti informatici autentici e immodificabili, in quanto chi la emette provvede all’apposizione della marca temporale e della firma digitale qualificata. Di conseguenza, non esiste più la distinzione tra copia e originale della fattura, poiché il procedimento di riversamento diretto (cioè di trasferimento da un supporto a un altro senza alterare la rappresentazione digitale) consente di produrre in giudizio un duplicato dell’intero documento, perfettamente identico.

D’altronde, dopo aver prodotto la fattura elettronica e averla inserita nel sistema di interscambio per l’invio al destinatario, lo stesso sistema emette una ricevuta di consegna e mette a disposizione degli utenti un duplicato della fattura elettronica in un’area riservata del contribuente, duplicato che è un documento conforme all’originale, avente la medesima efficacia probatoria dell’originale da cui è tratto. Da tanto consegue la superfluità dell’autentica notarile, visto che il pubblico ufficiale non dovrà più attestare la conformità della copia all’originale.

Decreto ingiuntivo su fattura elettronica: si può fare opposizione?

Illustrato il funzionamento del decreto ingiuntivo su fattura elettronica, occorre specificare un’ultima cosa: la fattura elettronica non dimostra il credito in maniera più certa rispetto alla tradizionale fattura cartacea. Quello che voglio dirti è che la fattura, analogica o elettronica che sia, resta comunque un documento unilaterale, cioè preparata dal creditore, idoneo a dimostrare il diritto di credito solamente fino a un certo punto.

Contro un decreto ingiuntivo su fattura elettronica, quindi, sarà sempre possibile proporre opposizione [1], esattamente come avviene per il decreto ingiuntivo emesso su fattura cartacea: a questo punto, poi, toccherà al creditore dimostrare in maniera più approfondita il proprio diritto, magari portando in giudizio dei testimoni. Il vantaggio della fattura elettronica nell’ambito del procedimento per decreto ingiuntivo si limita solamente al fatto di rendere superflua l’autentica notarile.

note

[1] Cass., sent. n. 9542/2018.

Immagine: Fatturazione elettronica di Andrey_Popov


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1 Commento

  1. Se ai ricevuto un ingiunzione di pagamento e non paghi il dovuto e non fai ricorso ,come si prosegue per esigere il dovuto ? L’ avvocato deve proseguire con l’ iter ho il giudice di pace lo fa in automatico ?

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