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Firmato il contratto statali: aumenti da 63 a 117 euro mensili

23 Dicembre 2017
Firmato il contratto statali: aumenti da 63 a 117 euro mensili

È stato finalmente firmato l’accordo per il rinnovo del contratto degli statali. In arrivo gli aumenti sullo stipendio

Alle ore 03.56 di questa notte, dopo anni e anni di “blocco contrattuale” e trattative lunghissime, è stato finalmente siglato l’accordo  per il rinnovo del contratto degli statali. L’accordo riguarda circa 240mila lavoratori ministeriali, dipendenti delle agenzie fiscali e di altri enti pubblici come l’Inps e l’Inail. A regime sono previsti aumenti medi di 85 euro al mese che scatteranno a partire da marzo 2018. La notizia è stata accolta con ottimismo dai sindacati, al riguardo il Premier ha commentato: «l’Italia merita fiducia».

Rinnovo contratto statali: gli aumenti stipendiali

Il contratto degli statali siglato stanotte era atteso da quasi un decennio.  I dipendenti pubblici, infatti, per anni (8 per la precisione) non hanno avuto nessun adeguamento stipendiale rispetto all’aumento del costo della vita. Le cose finalmente cambieranno e gli aumenti in busta paga stanno per arrivare. Come anticipato, infatti, i lavoratori del pubblico impiego riceveranno un aumento retributivo medio di 85 euro. Gli aumenti, in particolare, vanno da un minimo di 63 euro ad un massimo di 117.

Bonus per le retribuzioni più basse

Il nuovo accordo, dunque, prevede una forbice di aumenti sullo stipendio base che va dai 63 ai 117 euro mensili lordi. A questo aumento va aggiunto l’assegno per dieci mensilità tra i 21 e i 25 euro per le retribuzioni più basse, mentre alcune amministrazioni potranno erogare un bonus supplementare.

Bonus arretrati 2016-2017

Per il biennio 2016-2017 saranno, inoltre, riconosciuti gli arretrati. Sullo stipendio dei dipendenti pubblici, dunque, è in arrivo anche un aumento a titolo di arretrati. La somma andrà ad arricchire “una tantum” la busta paga dei dipendenti pubblici. Il cosiddetto bonus arretrati si spiega perché il rinnovo contrattuale del pubblico impiego è stato previsto su base triennale con decorrenza dal 2016. Quindi, oltre all’aumento stipendiale pari ad 85 euro in media, ogni dipendente avrà diritto a tutti gli arretrati, che verranno corrisposti in un’unica soluzione e, dunque, “una tantum” (per l’appunto). In sostanza, il cosiddetto bonus arretrati “una tantum” altro non è che la somma derivante dagli scatti stipendiali dei dipendenti pubblici e spettante loro a titolo di arretrati relativi al biennio 2016/2017. Per maggiori approfondimenti, leggi: Dipendenti: in arrivo 580 euro di arretrati

Bonus 80 euro: resta fermo per il futuro

È bene ricordare che la Legge di Bilancio 2018 “salverà” anche il bonus Irpef di 80 euro, conosciuto anche come Bonus Renzi, che resta fermo anche per il futuro. Il mantenimento del bonus di 80 euro si è reso necessario poiché altrimenti per gli statali la manovra avrebbe rappresentato una vera e propria beffa: da una parte i dipendenti pubblici avrebbero ottenuto, in media, 85 euro di aumento; ma dall’altra ne avrebbero persi 80 di bonus.



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