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Consulente del lavoro: può lavorare sotto un tributarista o un CED?

13 Aprile 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 Aprile 2019



Dopo l’iscrizione presso l’Ordine provinciale competente dei Consulenti del Lavoro, posso essere assunto alle dipendenze di un tributarista (CCNL Studi professionali) oppure di un CED, presente nella medesima struttura? Avendo valutato un’incompatibilità come dipendente CED, si valuterà la dipendenza presso professionista tributarista. Se si esercita in qualità di Cdl dipendente presso un tributarista, questi ha la possibilità di fatturare la consulenza alle ditte e ricevere fattura dal CED per la mera elaborazione dei cedolini paga? 

Risposta A:

Un’eventuale assunzione alle dipendenze dirette di un tributarista, in qualità di consulente del lavoro, sarebbe possibile poiché nessuna limitazione esplicita è prevista, in tal senso, dalla normativa vigente (a differenza di quanto regolato per i CED). 

È d’uopo precisare come tanto il tributarista quanto il CED possono esclusivamente elaborare i prospetti paga non avendo alcuna competenza in materia di verifica ed interpretazione dei dati, nonché nella vidimazione del Libro Unico del Lavoro e nella trasmissione delle denunce retributive e contributive agli enti previdenziali ed assistenziali preposti. 

Tornando alla domanda iniziale ovvero alla possibilità per il tributarista di emettere le fatture a carico dei suoi clienti o dei clienti del CED, per la predisposizione dei prospetti paga la risposta non può che essere affermativa fermo restando che sarà necessaria la presenza all’interno della struttura ospitante il CED ed il tributarista di uno dei professionisti di cui all’art. 1 della legge 12/79 per l’espletamento delle funzioni a loro riservate dalla norma. 

Si noti che in caso di assunzione, di fatto, sarebbe limitato nello svolgimento delle attività che la legge le riconosce nell’ambito di tale rapporto di lavoro così costituito, diversamente operando in qualità di lavoratore autonomo ed emettendo regolare fattura per le prestazioni professionali rese, non avrebbe alcun tipo di limitazione nella collaborazione con il CED e/o con il tributarista. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dalla dott.ssa Maria Anna Galimi 

Risposta B: 

La questione attiene alla possibilità per un Consulente del Lavoro, iscritto regolarmente all’Albo professionale, di poter prestare l’attività professionale di cui alla L. n. 12/1979 alle dipendenze di un tributarista. A parere di chi scrive, tale condotta è di per sé impraticabile e sanzionabile per abuso della professione, poiché i tributaristi non sono figure professionali che possono effettuare adempimenti in materia di lavoro. Analoga situazione di incompatibilità vale per il CED. Infatti, sia il CED che i tributaristi possono eseguire solamente attività di calcolo e stampa. 

Più in particolare, l’art. 1 della Legge n. 12/1979 stabilisce che “tutti gli adempimenti in materia di lavoro, previdenza ed assistenza sociale dei lavoratori dipendenti, quando non sono curati dal datore di lavoro, direttamente od a mezzo di propri dipendenti, non possono essere assunti se non da coloro che siano iscritti nell’albo dei consulenti del lavoro“. Detti adempimenti possono essere altresì svolti dai professionisti iscritti all’Albo degli Avvocati o a quello dei Dottori commercialisti ed esperti contabili, i quali sono però tenuti a darne comunicazione agli Ispettorati del lavoro delle province nel cui ambito territoriale intendono svolgerli. 

Nel caso specifico, quindi, sorge il problema di chi emette la fattura ai clienti, visto che il tributarista ne è escluso per legge. L’unica alternativa è quella di procedere direttamente il lettore ad acquisire tutte le deleghe dei clienti ed esercitare in prima persona l’attività di Consulente del Lavoro. Altrimenti si potrebbe anche optare per la costituzione di una Società tra professionisti, che vede il lettore come socio di maggioranza. 

Purtroppo, non esistono altri metodi leciti che permettono al lettore di poter esercitare la professione del CdL per conto di terzi. Il rischio, come detto, è quello dell’esercizio abusivo della professione da parte del tributarista per interposizione da parte del lettore 

Ciò alla luce anche dell’art. 13 del Codice deontologico dei Consulenti del Lavoro, il quale prevede espressamente che “è fatto divieto al Consulente di accettare incarichi congiuntamente con soggetti non abilitati e di avvalersi, per l’esercizio di prestazioni riservate, di soggetti non abilitati ovvero di promuoverne o favorirne l’attività”. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dal dott. Daniele Bonaddio 


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