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Inps: riduzione capacità lavorativa e pensione di invalidità

13 Aprile 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 Aprile 2019



Ho 47 anni e dal 1995 soffro di HBV cronica. Nel corso degli anni non ho fatto alcuna terapia antivirale e a febbraio 2019 nel reparto malattie infettive mi hanno prescritto una cura e analisi da ripetere tra un mese. Soffro anche di Poliglobulia e ipertensione arteriosa. Ho diritto ad una pensione di invalidità? Due anni fà ho presentato la domanda telematica all’ INPS ma mi è stata respinta. Cosa devo fare? Ho un contratto lapideo, lavoro nei cantieri edili come autista di mezzi pesanti e anche manovalanza. Questo lavoro per me è diventato quasi impossibile da svolgere.

Innanzitutto si sottolinea che l’invalidità civile è strettamente collegata alla riduzione della capacità lavorativa che, al fine di compensare lo status sociale, la legge italiana concede specifici benefici. Quindi, per comprendere di quanto la capacità lavorativa del lettore è ridotta, questi dovrà sottoporsi a visita INPS che stabilirà la percentuale. Solo dopo aver avuto certezza di questo dato, il lettore potrà avanzare richiesta di agevolazione. Pertanto, dovrà dapprima ottenere l’apposita certificazione medica introduttiva rilasciata dal proprio medico curante e successivamente inoltrare all’INPS la domanda d’invalidità, utilizzando il codice del certificato medico. 

La domanda di accertamento sanitario all’INPS ha quindi lo scopo di verificare, sulla base delle minorazioni di cui il richiedente è affetto, il grado di invalidità civile. 

Le prestazioni economiche riconosciute e pagate dall’INPS in presenza dei relativi requisiti sanitari e reddituali sono: 

– Per gli invalidi civili: 

– pensione di inabilità (invalidi totali); 

– indennità di frequenza (minori invalidi); 

– assegno mensile (invalidi parziali); 

– indennità di accompagnamento.

 – Per i ciechi civili:

 – pensione ai ciechi assoluti; 

– pensione ai ciechi parziali; 

– indennità speciale; 

– indennità di accompagnamento. 

– Per i sordi: 

– pensione; 

– indennità di comunicazione. 

Lo status di invalido civile è riconosciuto solo a partire da una percentuale di riduzione della capacità lavorativa superiore a 1/3, cioè al 33,33%. A partire da tale soglia, vengono stabiliti benefici e prestazioni diverse a seconda del concreto livello di riduzione accertata: 

– fino al 33%: nessun beneficio è riconosciuto; 

– dal 34%: vengono riconosciuti ausili e protesi inerenti alla malattia riportata sul verbale d’invalidità. La commissione medica può inoltre, indipendentemente dalla percentuale d’invalidità riconosciuta, indicare sul verbale il diritto al contrassegno per usufruire dei parcheggi per disabili. Il contrassegno è rilasciato dal proprio Comune di residenza. 

– dal 45%: si procede all’iscrizione agli elenchi provinciali del lavoro per il collocamento obbligatorio. L’iscrizione deve essere richiesta dal lavoratore disoccupato, allegando il verbale dell’invalidità e di disabilità; 

– dal 50%: i lavoratori dipendenti hanno diritto ad un congedo per le cure, non superiore ai 30 giorni all’anno, su richiesta del lavoratore invalido ed autorizzato dal medico. I costi sono, però, a carico dell’azienda, diversamente da quanto accade per i permessi Legge 104 per i portatori di handicap e per il congedo straordinario, quindi è necessario verificare la possibilità di ottenere il congedo, secondo quanto disposto dal contratto collettivo applicato; 

– dal 67%: si ha diritto alla fornitura gratuita delle protesi e alla tessera di esenzione dal pagamento dei ticket sulle prestazioni specialistiche e di diagnosi strumentale. Si può godere inoltre di un’agevolazione per il pagamento dei medicinali prescritti con ricetta medica. I lavoratori con invalidità superiore ai 2/3 hanno poi diritto, con almeno 5 anni di contribuzione, di cui 3 versati nell’ultimo quinquennio, all’assegno ordinario d’invalidità. L’assegno, calcolato allo stesso modo della pensione, spetta a prescindere dalla gestione previdenziale di appartenenza (dipendenti pubblici, dipendenti di aziende del settore privato, lavoratori autonomi, ecc.), purché facente capo all’Inps. 

– dal 74%: si ha diritto all’assegno mensile per 13 mesi, il cui importo è di 282,55 euro mensili, con un limite di reddito di 4.853,59 euro. In pratica per ricevere l’assegno mensile bisogna avere: 

– età compresa tra i 18 e i 67 anni; 

– possedere almeno 5 anni di contributi, di cui 3 versati nell’ultimo quinquennio. 

Per chi ha meno di 18 anni è comunque prevista un’indennità mensile di assistenza, mentre gli over 65 hanno diritto all’assegno sociale. 

– 100%: si ha diritto alla pensione mensile: nel rispetto dei limiti reddituali. Anche in questo caso l’età del beneficiario deve essere compresa tra i 18 e i 66 anni e 7 mesi, mentre il reddito annuo non deve superare i 16.664,36 euro. Non è tutto: l’ammalato, che si trova nell’impossibilità di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore o con necessità di assistenza continua, non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, ha diritto all’indennità di accompagnamento di 500 euro circa – importo soggetto a variazioni annuali – senza alcun limite di reddito personale e familiare. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dal dott. Daniele Bonaddio 


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2 Commenti

  1. Salve, sono una signora di 45 anni invalida per epilessia farmacoresistente con Stimolatore Vagale, mi hanno dato il 100% con inabilità lavorativa, legge 104 art 3 comma 3, Disabilita’ Neurologica e Mentale, non collocabile, ma non mi hanno dato l’accompagnamento!!
    Proprio per questo motivo, io non ce la faccio più a vivere perché con 286 euro al mese non si può andare avanti!! Ce qualcosa che posso fare??
    Vi chiedo questo perché mi hanno riconosciuto le stesse cose nella visita che ho appena fatto ad Ottobre alla Commissione Medica e non ho la possibilità di un avvocato per fare ricorso!! Grazie di Cuore, Nicoletta

    1. Devi innanzitutto sapere che l’indennità di accompagnamento, o accompagno, è una prestazione di assistenza che è collegata al riconoscimento dell’invalidità civile totale e permanente, in misura pari al 100%. Non basta, però, essere dichiarati invalidi totali per il diritto all’accompagnamento, ma bisogna anche necessitare di un accompagnatore per camminare o di assistenza continuativa per compiere gli atti quotidiani della vita. Ma chi ha invalidità al 100% e la 104 ha diritto all’accompagnamento? Non devi confondere il riconoscimento dell’invalidità con il riconoscimento dei benefici della legge 104: mentre l’invalidità, difatti, consiste nella riduzione della capacità lavorativa (o della capacità di svolgere compiti e funzioni proprie dell’età, per chi non è in età lavorativa), i benefici della legge 104 sono riconosciuti ai portatori di handicap. L’handicap è una condizione di svantaggio sociale causata da una minorazione fisica, psichica o sensoriale. Ma procediamo per ordine e facciamo il punto sull’indennità di accompagnamento e su quali disabili ne hanno diritto in questo articolo https://www.laleggepertutti.it/280219_chi-ha-invalidita-al-100-e-la-104-ha-diritto-allaccompagnamento Inoltre, puoi trovare ulteriori approfondimenti anche in questo articolo: Indennità di accompagnamento 2019 https://www.laleggepertutti.it/271742_indennita-di-accompagnamento-2019

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