Diritto e Fisco | Articoli

Dismissione delle slots eccedenti e perdita d’esercizio

13 Aprile 2019
Dismissione delle slots eccedenti e perdita d’esercizio

Siamo un società che gestisce apparecchi da intrattenimento della tipologia SLOT/AWP COMMA 6A. A seguito del D.M. 25/07/2017 di attuazione dell’art, 6-bis del D.L. n. 50/2017 – apparecchi ex art. 110, comma 6 lett. A) T.U.L.P.S., abbiamo subito un procedimento di revoca di n. 40 apparecchi. La dismissione d’ufficio dei suddetti apparecchi ha comportato una perdita di circa 20.000 euro, senza contare il lucro cessante derivante dal mancato funzionamento dei suddetti apparecchi. Detto importo può essere portato in detrazione dalle tasse oppure questi apparecchi vanno considerati come normali dismissioni?

A seguito della entrata in vigore del decreto citato nel quesito, è stato emanato, in data 30 marzo 2018, apposito decreto dirigenziale con il quale la Adm – Agenzia Dogane e Monopoli ha diramato le istruzioni per la dismissione delle cosidette “slots eccedenti”.

Il decreto prevede, con spese a carico del proprietario, lo smaltimento e la distruzione, sia delle macchineslots – che delle schede in esse contenute; in alternativa il decreto prevede la possibilità per il proprietario di trasferire le macchine con le schede all’estero.

Alla luce del decreto suddetto si ritiene che dalla contabilità aziendale possano essere portati a costo:

– L’eventuale valore contabile residuo delle slots alla data della dismissione, se ancora in corso di ammortamento;

– I costi di smaltimento e distruzione;

– Eventuali altri costi accessori di diretta imputazione relativi ai due costi di cui sopra (trasporti, raccomandate alla Adm, bolli o spese amministrative, ecc.).

Purtroppo il lucro cessante (cioè i mancati incassi delle macchine smaltite) non sarebbe comunque considerato come costo, ma al massimo come mancato ricavo, mentre il danno emergente (il residuo costo da ammortizzare eventuale e i costi di smaltimento e distruzione) può essere portato a costo e dedotto dal reddito d’esercizio.

Pertanto non risulta che, oltre ai costi indicati, possano essere dedotti ulteriori costi a seguito della dismissione delle slots in base al Dm 25.7.2017 e successive modifiche ed istruzioni operative.

Articolo tratto dalla consulenza resa dal dott. Mauro Finiguerra



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