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Quota 100: pensione e lavoro autonomo occasionale

30 Marzo 2019
Quota 100: pensione e lavoro autonomo occasionale

Con la quota 100 andrò in pensione dal 1.03.2019. In seguito potrò prestare “lavoro autonomo occasionale nel limite di 5000 € lordi annuo”, come recita la circolare INPS del 29.01.2019. Posso usare l’auto aziendale della ditta che mi assegnerà l’eventuale incarico per espletare il mio lavoro autonomo di controllo cantieri in tutta Italia? 

Come noto, l’art. 14, co. 3, del D.L. n. 4/2019, istitutivo della pensione “quota 100”, prevede l’incumulabilità del trattamento previdenziale con i redditi da lavoro dipendente o autonomo, ad eccezione di quelli derivanti da lavoro autonomo occasionale nel limite di 5.000 euro lordi annui. 

Tale incumulabilità si applica per il periodo intercorrente tra la data di decorrenza della pensione e la data di maturazione del requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia. 

Ciò detto, secondo l’art. 2222 cod. civ. il lavoratore autonomo occasionale è colui che si obbliga a compiere dietro corrispettivo un’opera o un servizio con lavoro prevalentemente proprio, senza vincolo di subordinazione, né potere di coordinamento del committente, e in via del tutto occasionale. 

Dunque, rispetto al lavoro subordinato – o parasubordinato (co.co.co.) – il contratto di lavoro autonomo occasionale si distingue per: 

– completa autonomia del lavoratore circa i tempi e le modalità di esecuzione del lavoro, mancando il potere di coordinamento del committente; 

– mancanza del requisito di continuità, essendo tale collaborazione solamente episodica; 

– mancanza di inserimento funzionale del lavoratore nell’organizzazione aziendale. 

Il lavoro autonomo occasionale è quindi inquadrabile tra le attività autonome, esercitate, cioè, senza alcun vincolo di subordinazione né di coordinamento, come l’attività d’impresa e l’attività professionale: non richiede, però, l’apertura della partita Iva, in quanto l’attività è svolta in modo saltuario ed è priva del requisito dell’organizzazione e della professionalità. 

In altri termini, non si può parlare di lavoro autonomo occasionale se l’attività è esercitata in modo continuativo, professionale, o se comunque emerge un’organizzazione autonoma nell’esercizio dell’attività: generalmente, si parla di attività autonomamente organizzata se è verificata la disponibilità di uno studio proprio, o se ci sono collaboratori o dipendenti. 

In ragione di ciò, bisogna valutare i requisiti della continuità dell’attività e dell’organizzazione situazione per situazione. Nel caso specifico, a parere di chi scrive, l’attività rientra tra quelle organizzate dal committente, poiché il controllo dei cantieri è effettuato con auto aziendale e sulla base delle direttive imposte dal committente stesso. Queste condizioni farebbero rientrare il lettore nell’ambito di un’organizzazione d’impresa, che nulla ha a che vedere con il lavoro autonomo occasionale. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dal dott. Daniele Bonaddio 



1 Commento

  1. BUONASERA. VORREI SAPERE SE SI PUO’ LAVORARE PER UN AZIENDA COME AUTISTA DI CAMION ( camion intestato all’azienda) PER UN BREVE PERIODO ED ESSERE CONSIDERATI LAVORATORE AUTONOMO OCCASIONALE NON SUPERANDO I 5000 EURO LORDI ALL’ANNO AVENDO LA PENSIONE CON QUOTA 100. NATURALMENTE IL COMPENSO SARA’ RIFERITO SOLAMENTE ALLA MANO D’OPERA, GRAZIE . MAURIZIO DI PESARO

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