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Garage: divisione ereditaria e mancato consenso su ristrutturazione

13 Aprile 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 Aprile 2019



Mio marito ha aperto un finanziamento per lavori di ristrutturazione per un garage situato nel giardino di 3000 mq del padre. Il garage stava cadendo a pezzi. Verbalmente il padre ha dato il suo ok, e ora mio marito vorrebbe che il garage gli venisse donato per essere sicuro che resti a lui dopo la morte del padre che non ha fatto testamento. Ha una sorella che prima dei lavori non si è mai interessata a quella parte ed ora sta dicendo che quel garage è anche suo. Il padre non agisce non vedendo consenso. Come può tutelarsi mio marito? Ora ha smesso i lavori pur continuando a pagare proprio per questa ragione. L’uso sarebbe x suo hobby.

Il problema per il marito della lettrice sussiste poiché le spese che sta sostenendo per la ristrutturazione del garage potrebbero non essere rimborsate in futuro.

Difatti, il marito e la sorella sarebbero coeredi in una futura successione e, quindi, potenziali comunisti di quel bene (ciascuno per la propria quota paritaria).

Secondo l’art. 1108 del codice civile, i proprietari devono deliberare tutte le innovazioni dirette al miglioramento della cosa o a renderne più comodo o redditizio il godimento.

Questo significa che, nel caso del marito della lettrice, la sorella potrebbe lamentare – un domani – la mancanza di un suo consenso alla spesa di ristrutturazione, con la conseguenza che la divisione ereditaria del garage avverrebbe senza il conteggio delle spese di ristrutturazione dal marito sostenute.

Tale situazione potrebbe mutare solo laddove si dimostrasse che il garage aveva urgente necessità di subire gli interventi edilizi effettuati, per il pericolo che l’immobile stesso crollasse o, comunque, recasse pericolo ad altri.

In questo modo, si potrebbe dimostrare un domani che quei lavori erano necessari e, quindi, improcrastinabili.

La cosa da fare per la lettrice, in questo caso, sarebbe quella di inviare una lettera formale alla sorella con la quale fare presente che il garage del padre ha necessario bisogno di un intervento edilizio (magari corredando la lettera di una perizia ingegneristica) e chiedendo la partecipazione economica della sorella per tali attività di ristrutturazione.

L’eventuale risposta negativa della sorella, permetterebbe un domani al marito della lettrice di dimostrare:

– che l’intervento non poteva essere postergato (perizia alla mano),

– che la sorella non ha voluto partecipare.

E così, al momento della divisione ereditaria, quelle spese potranno essere conteggiate, senza alcun danno economico per il marito della lettrice.

Diversamente, non resta che far vendere l’immobile da padre in figlio, così da evitare qualsiasi questione giudiziaria un domani.

Infatti, anche l’eventuale donazione dell’immobile non risolverebbe il problema, visto che quell’atto liberale ricadrebbe nella successione, formando l’asse ereditario.

Invece, una effettiva compravendita al prezzo di mercato (che, dato lo stato dell’immobile, sarà di poco conto) permetterebbe al marito della lettrice di tirarsi fuori da eventuali alterchi con sua sorella.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Salvatore Cirilla


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