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Appalto: passaggio tra aziende e riassunzione dei dipendenti

13 Aprile 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 Aprile 2019



Con riguardo alla clausola sociale contenuta nei ccnl e al passaggio di appalto (tra aziende private), in alcuni ccnl, la clausola, oltre ad imporre il mantenimento dei livelli occupazionali, impone l’applicazione al subentrante del medesimo ccnl dell’uscente. Se il subentrante è associato ad una associazione datoriale diversa e quindi ha l’obbligo di applicazione di un diverso ccnl deve applicare il ccnl imposto da un contratto firmato da soggetti a lui estranei, ai quali non ha dato nessun mandato e che non lo rappresentano? Un ccnl ha valore per le parti che lo hanno firmato essendo un contratto di diritto comune. Quindi va bene la difesa dei livelli occupazionale, va bene il mantenimento dei livelli retributivi ma deve essere applicato in toto il ccnl dell’impresa uscente anche alla subentrante solo perchè il ccnl dell’impresa uscente lo prevede?  

Preliminarmente, si evidenzia come la clausola sociale si pone nel mezzo di due interessi contrapposti ed allo stesso tempo costituzionalmente tutelati: da una parte, la libertà di iniziativa economica riconosciuta al datore di lavoro e, dall’altra, la finalità sociale. 

Presupposto per l’operatività della clausola sociale è, innanzitutto, la circostanza che l’appaltatore subentrante sia vincolato all’applicazione del contratto collettivo che ne detta la disciplina. 

Ne consegue che ove l’appaltatore subentrante applichi un contratto collettivo che non contempla l’obbligo di riassunzione, ovvero non applichi alcun contratto collettivo, l’aspirazione alla riassunzione dei dipendenti dell’appaltatore uscente impiegati nell’appalto cessato (quand’anche suscitata e alimentata dalle previsioni del contratto collettivo applicato dall’impresa uscente) è destinata a non trovare realizzazione, salvo, naturalmente, il caso in cui l’obbligo di riassunzione sia imposto dal nuovo contratto di appalto. 

Ciò premesso, l’appaltatore subentrante dovrà applicare il medesimo ccnl applicato dall’appaltatore uscente, solo qualora vi abbia aderito mediante le proprie organizzazioni di categoria. 

Diversamente, fermo restando l’obbligo di rispettare la clausola di salvaguardia contenuta nel ccnl applicato dall’impresa subentrante, mantenendo i livelli occupazionali, assumendo il personale già in servizio presso l’appaltatore uscente e mantenendo qualifica e livelli retributivi dei dipendenti “acquisiti”, ben potrà il nuovo appaltatore applicare un ccnl diverso, che ad esempio disciplini in maniera differente l’orario di lavoro, le ferie o altri aspetti del rapporto. 

Generalmente, tuttavia, in casi del genere, si dovrebbe aprire una trattativa sindacale, nell’ambito della quale comporre i diversi interessi (dei lavoratori acquisiti e dell’appaltatore subentrante) e trovare un accordo in merito a quegli aspetti del rapporto che il nuovo ccnl non contempla o contempla in modo differente rispetto alle previsioni del ccnl precedentemente applicato. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Valentina Azzini 


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