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Consorzio: opere di bonifica e versamento dei contributi

20 Aprile 2019
Consorzio: opere di bonifica e versamento dei contributi

Sono comproprietario insieme ai miei fratelli di un lotto adibito a pascolo in un consorzio in una località vicina al mare (ca 1km). 1000m2 pochi per pascolo, interdetti alla costruzione di abitazioni adeguate al soggiorno stabile. Nè il comune nè il consorzio vogliono riscattarlo ed in più il consorzio pretende il pagamento di una quota annuale di quasi 300€. Devo pagare per qualcosa che non posso usare come tutti gli altri nel consorzio? Sono tutte villette con giardino.  

Per poter rispondere in modo esaustivo al quesito, sarebbe opportuno conoscere la tipologia di consorzio, la sua attività e la sua regolamentazione. Dalla descrizione fatta dal lettore non è chiaro se si tratti di un consorzio di bonifica, disciplinato dal R.D. 13 febbraio 1933, n. 215. I consorzi di bonifica sono persone giuridiche pubbliche e svolgono la propria attività entro i limiti consentiti dalle leggi e dagli statuti. Per l’adempimento dei loro fini istituzionali essi hanno il potere d’imporre contributi alle proprietà consorziate; si tratta di contributi dei proprietari nella spesa di esecuzione, manutenzione ed esercizio delle opere pubbliche di bonifica costituiscono oneri reali sui fondi dei contribuenti e sono esigibili con le norme ed i privilegi stabiliti per l’imposta fondiaria, prendendo grado immediatamente dopo tale imposta e le relative sovrimposte provinciali e comunali. L’art. 860 del codice civile stabilisce altresì che “i proprietari dei beni situati entro il perimetro del comprensorio sono obbligati a contribuire nella spesa necessaria per l’esecuzione, la manutenzione e l’esercizio delle opere in ragione del beneficio che traggono dalla bonifica”. 

Proprio con riferimento al concetto di beneficio, la giurisprudenza è intervenuta più volte per dichiarare l’illegittimità di quei contributi pretesi dai consorzi nonostante l’assenza di utilità tratta dai consorziati in seguito alle opere di bonifica. Dunque, i contributi non sono dovuti automaticamente, sempre e comunque, ma solo se sussistono le seguenti condizioni: 

– il consorziato è proprietario di immobili siti nel comprensorio, cioè nell’area territoriale in cui il consorzio di bonifica svolge la propria attività; 

– il consorziato trae un effettivo vantaggio a favore dell’immobile: a tal fine rileva il perimetro di contribuenza, cioè la porzione di comprensorio che gode di un beneficio derivante dall’attività di manutenzione e gestione delle opere idrauliche. In mancanza di perimetrazione, il consorzio che pretende il pagamento del tributo deve provare i benefici effettivamente ottenuti dal proprietario del bene interessato dalle opere di bonifica. 

Quanto appena riportato vale per i consorzi di bonifica, ai quali il legislatore dedica una disciplina specifica. Nel caso specifico, qualora si tratti di un differente consorzio (per esempio consorzio tra imprenditori per come regolato dal codice civile) è opportuno visionare lo statuto e il regolamento, al fine di verificare quali sono le finalità del consorzio, quali i benefici per i consorziati e quali, di conseguenza, i presupposti delle quote/contributi da versare. 

Così come per il consorzio di bonifica si presuppone l’utilitas tratte dalle opere dell’ente, allo stesso modo, in qualsiasi altra tipologia di consorzio, deve potersi giustificare il contributo/quota con un corrispettivo beneficio per i proprietari dei terreni/immobili che ricadono nel perimetro di riferimento. 

Laddove, nel caso di specie, il consorzio sia stato costituito proprio ai fini di pascolo o altra attività agricola, è evidente che la presenza di edifici e costruzioni civili impedisce tale attività e che, inevitabilmente, i contributi non sono dovuti o devono comunque applicarsi in misura ridotta, proporzionata all’attività svolta dal consorzio e all’utilità dei consorziati. 

In sintesi, dunque, si suggerisce al lettore di visionare le specifiche regole di statuto/regolamento del consorzio e di opporsi alla richiesta di contributi mediante diffida. Se si tratta di consorzio di bonifica, la contestazione deve avvenire con ricorso in Commissione Tributaria, entro 60 giorni dalla richiesta di pagamento. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Maria Monteleone 



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