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Stipendi pubblici e privati: cosa cambia nel 2018?

24 Dicembre 2017
Stipendi pubblici e privati: cosa cambia nel 2018?

Dipendenti pubblici e dipendenti privati: cosa cambia nel 2018? Come saranno gli stipendi? Chi guadagna di più: uno statale o un dipendente privato?

Il 2018 sarà sicuramente un anno di cambiamenti per quanto riguarda gli stipendi dei dipendenti pubblici. Come noto, infatti, dopo anni e anni di “blocco contrattuale” e trattative lunghissime, è stato finalmente siglato l’accordo  per il rinnovo del contratto degli statali. Per saperne di più leggi: Firmato il contratto statali: aumenti da 63 a 117 euro mensili. Cosa cambierà, invece, per i dipendenti privati? Chi guadagna di più: un dipendente pubblico o un dipendente privato? Scopriamolo insieme, ma prima vediamo come cambieranno gli stipendi nel 2018.

Stipendio statali: in arrivo gli aumenti in busta paga 

Come anticipato, nella notte del 23.12.2017, è stato finalmente firmato l’accordo per il rinnovo del contratto degli statali. L’accordo riguarda circa 240mila lavoratori ministeriali, dipendenti delle agenzie fiscali e di altri enti pubblici come l’Inps e l’Inail. A regime sono previsti aumenti medi di 85 euro al mese che scatteranno a partire da marzo 2018.

Gli aumenti, in particolare, vanno da un minimo di 63 euro ad un massimo di 117. A questo aumento va aggiunto l’assegno per dieci mensilità tra i 21 e i 25 euro per le retribuzioni più basse, mentre alcune amministrazioni potranno erogare un bonus supplementare.

Bonus arretrati 2016-2017

Sullo stipendio dei dipendenti pubblici è in arrivo anche un aumento a titolo di arretrati. La somma andrà ad arricchire “una tantum” la busta paga dei dipendenti pubblici. Il cosiddetto bonus arretrati si spiega perché il rinnovo contrattuale del pubblico impiego è stato previsto su base triennale con decorrenza dal 2016. Quindi, oltre all’aumento stipendiale pari ad 85 euro in media, ogni dipendente avrà diritto a tutti gli arretrati, che verranno corrisposti in un’unica soluzione e, dunque, “una tantum”. Per maggiori approfondimenti, leggi: Dipendenti: in arrivo 580 euro di arretrati.

Bonus 80 euro: resta fermo per il futuro

È bene ricordare che la Legge di Bilancio 2018 “salverà” anche il bonus Irpef di 80 euro, conosciuto anche come Bonus Renzi, che resta fermo anche per il futuro. Il mantenimento del bonus di 80 euro si è reso necessario poiché altrimenti per gli statali la manovra avrebbe rappresentato una vera e propria beffa: da una parte i dipendenti pubblici avrebbero ottenuto, in media, 85 euro di aumento; ma dall’altra ne avrebbero persi 80 di bonus.

Dipendenti privati: cosa cambierà?

Detti ciò per quanto concerne gli statali, la domanda sorge spontanea: e i dipendenti privati? Cambierà qualcosa per loro? Ebbene, da un punto di vista prettamente economico la risposta, per ora, è negativa. Le retribuzioni contrattuali nel settore privato pertanto non registreranno significativi aumenti. Ciò posto, non ci si sorprenderà molto nel sapere che, in realtà, gli statali italiani in media guadagnano molto di più dei dipendenti privati.

Gli statali guadagnano di più dei dipendenti privati

In Italia “vincere un posto fisso” nella pubblica amministrazione resta sempre un ottimo affare. Calcolatrice alla mano, infatti, tra cedolino pubblico e busta paga privata vince sicuramente il primo e ciò – si badi bene – nonostante gli 8 anni di blocco dei contratti pubblici. Secondo l’Osservatorio Cpi, centro studi Carlo Cottarelli sui conti pubblici italiani «nella media degli ultimi 36 anni, il rapporto tra retribuzioni pubbliche e private è stato di 1,27: il differenziale salariale è stato quindi del 27 per cento a favore del settore pubblico».Gli aumenti più significativi si sono registrati tra il 1999 e il 2006. Poi una diminuzione culminata con il blocco dei contratti a partire dal 2010. Nel 2016, anno della rilevazione, «il differenziale pubblico – privato era pari al 18 per cento». Ovviamente si tratta di dati medi raccolti anche sulla base degli stipendi spettanti ai dirigenti apicali pubblici (tra quelli più alti in Europa), ciononostante è evidente lo squilibrio nel rapporto tra retribuzioni pubbliche e quelle private.

Dipendenti privati: precariato e discriminazioni

Al di là degli aspetti strettamente economici, è bene sapere che anche per i dipendenti privati ci sono cambiamenti in vista per il 2018. Il prossimo anno, infatti, verranno affrontanti (e si spera anche risolti) temi ugualmente interessanti, quali il precariato e la disparità di trattamento tra uomo e donna sul posto di lavoro, che rappresenta ancora un retaggio in cui “inciampano” molte professioniste .

 

 


note

Autore immagine: Pixabay.com


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