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Se il condominio non ha un conto corrente

24 Novembre 2011 | Autore:
Se il condominio non ha un conto corrente

Istituire un conto corrente condominiale non è obbligatorio per legge ma, se realizzato con alcuni accorgimenti, può avere diverse utilità per i condomini.

Per “conto corrente condominiale” si intende un conto intestato e gestito dall’amministratore di condominio, in cui versare i pagamenti, per gli oneri condominiali, eseguiti dai proprietari dei singoli appartamenti del condominio. Ciononostante, spesso l’amministratore, anziché creare un conto per ciascun condominio che amministra, finisce per istituirne uno solo per tutti i condomini da lui gestiti.

Tale prassi consente all’amministratore, quando in un palazzo vi siano condomini morosi o che pagano in ritardo, di tamponare tale mancanza di contante attingendo a fondi provenienti da altri stabili da lui amministrati.

Tuttavia, essa, pur se non espressamente vietata, può dar luogo a diversi inconvenienti, che spesso si risolvono in illiceità, quali ad es.:

– È accaduto che in passato amministratori scappassero con i soldi affidatigli per pagare le utenze.

– Non è facile controllare l’operato dell’amministratore, non essendovi un conto corrente condominiale separato per ciascun condominio.

– È impossibile stabilire con precisione quali interessi attivi, maturati dal conto corrente, appartengono ad un conto e quali ad un altro.

– I fondi di un condominio possono essere illegittimamente usati per ripianare i debiti di un altro.

– Qualora muoia l’amministratore, diventa complicato stabilire quali somme appartengono ad un condominio e quale all’altro, in assenza di una precisa contabilità.

Ecco allora che, in assenza di apposite norme in materia, alcuni accorgimenti possono evitare il ricorso a tale pratica, di certo poco trasparente (sleale, scorretta).

In particolare, l’assemblea condominiale può decidere, a maggioranza dei presenti che possiedano la metà delle quote millesimali del palazzo, se creare o meno un conto corrente intestato al condominio. Sarà, nel caso, la stessa a valutare le condizioni offerte dalle banche e a scegliere la migliore offerente.

È opportuno che l’assemblea circoscriva il potere dell’amministratore di gestire il conto corrente condominiale. A tal fine potrà essere utile:

a) nominare un condomino consigliere, incaricato del controllo degli estratti conto, ricevendone se del caso, copia a casa;

b) obbligare l’amministratore ad effettuare i versamenti sul conto non per contanti, ma tramite bonifici o assegni non trasferibili intestati al conto corrente e non all’amministratore;


c) fissare un tetto massimo di somme, per anno solare, che l’amministratore possa prelevare senza bisogno del consenso scritto dell’assemblea.

 




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