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Eredità: lesione della legittima ed erede pretermesso

20 Aprile 2019
Eredità: lesione della legittima ed erede pretermesso

Mia moglie separata da dieci anni muore senza figli nominando con testamento olografo erede universale una cugina e disponendo due legati a favore di parenti. Contestualmente nomina l’erede beneficiario di polizze sulla vita. La de cuius mi esclude dall’eredità (30% dell’asse) come unico legittimario. Non intendo oppormi alla volontà della dante causa, e quindi non voglio intentare un’azione di riduzione della legittima. Dichiarata la mia intenzione, l’erede mi invita a sottoscrivere dinanzi al notaio un atto di rinuncia all’azione di riduzione. Intendo fare ciò, ma prima vorrei fare alcune domande: – essendo io debitore del fisco, c’è l’eventualità che in avvenire il fisco esperisca un’azione per aggredire la quota legittimaria, a danno dell’erede e con conseguenze giudiziarie nei miei confronti? – non essendo stata dichiarata nel testamento olografo la natura e l’entità dei beni lasciati all’erede universale, è mio diritto conoscere natura e entità dei beni? Se non è un mio diritto, esiste un modo di raggiungere questo risultato? 

In merito al primo quesito, il fisco non potrà aggredire la quota legittima dell’erede per soddisfarsi su un debito maturato in capo al lettore, erede pretermesso che non ha agito con l’azione di lesione della legittima e, conseguente, riduzione.

L’unica azione che il fisco ha a disposizione per salvare la possibilità di recupero del credito nei confronti del lettore è quella di agire ai sensi dell’art. 735 del codice civile, secondo cui la divisione nella quale il testatore non abbia compreso qualcuno dei legittimari degli eredi istituiti è nulla.

Come ribadito dalla Cassazione, la divisione disposta con testamento, nella quale il testatore non abbia contemplato le posizioni di alcuno dei legittimari è nulla, ai sensi dell’art. 735 c.c., e tale nullità può essere fatta valere da chiunque vi abbia interesse ed è rilevabile d’ufficio dal giudice (Cassazione civile, sez. II, 04/12/2015, n. 24755).

Diversamente, il Fisco non potrà agire direttamente contro l’erede designato, perché in difetto di legittimazione ad agire, potendo esclusivamente azionare un recupero crediti nei confronti del patrimonio del lettore.

Certo che un’azione di nullità ex art. 735 del codice civile è difficile che venga azionata dal fisco, i cui strumenti a disposizione, solitamente, si esauriscono in un’iscrizione ipotecaria, o in un pignoramento dei conti correnti nei confronti del debitore, senza indugiare su possibili eredità pretermesse e rinunciate, com’è nel caso specifico.

Diverso sarebbe stato il caso di un creditore privato che, se ben consigliato, avrebbe con ogni probabilità proceduto con tale azione.

Con riguardo al secondo quesito, il lettore non potrà accedere direttamente (almeno in un primo momento) al testamento olografo; ma è un suo diritto – quale erede legittimo, anche se pretermesso – conoscere il lascito accettato dall’erede universale, attraverso l’accesso agli atti tenuti dall’Agenzia delle Entrate.

Una volta accettata l’eredità, l’erede deve presentare la dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate, atto che diventa pubblico e, quindi, conoscibile a chi detiene una posizione di interesse legittimo/diritto sull’eredità.

In questo caso, essendo il lettore un erede legittimo, basterà presentare richiesta all’Agenzia competente per territorio e, attraverso un certificato storico di famiglia e l’atto di matrimonio, dimostrare il suo interesse ad accedere a tali atti.

Diversamente, nel caso in cui l’Agenzia dovesse far storie, o non rispondere, il lettore avrà la possibilità – tramite legale – di presentare un’istanza ex art. 18 del D.P.R. n.131 del 1986 secondo il quale, su richiesta delle parti contraenti, dei loro aventi causa o di coloro nel cui interesse la registrazione è stata eseguita, l’ufficio del registro rilascia copia delle scritture private, delle denunce e degli atti formati all’estero dei quali è ancora in possesso nonché delle note e delle richieste di registrazione di qualunque atto pubblico o privato.

Da questo punto di vista, comunque, non dovrebbero esserci grossi problemi ad accedere a tali atti, essendo il lettore per legge un erede legittimato a conoscere la successione.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Salvatore Cirilla


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