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Lo sai che? Carceri: pena rinviata per condizioni disumane della detenzione

Lo sai che? Pubblicato il 11 aprile 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 11 aprile 2013

A causa delle condizioni di vita disumane nelle carceri si può ottenere il rinvio dell’esecuzione della pena detentiva: il provvedimento del Tribunale di sorveglianza di Venezia.

Il Tribunale di sorveglianza di Venezia, con un originale provvedimento [1], ha accolto la richiesta di differimento della pena avanzata da un condannato a più di due anni di reclusione per via delle condizioni inumane delle carceri italiane.

In generale, la nostre legge prevede che il rinvio dell’esecuzione della pena possa essere richiesto solo in cinque casi ben precisi [2]:

– richiesta di grazia;

– stato di gravidanza e puerperio;

– grave infermità fisica;

– AIDS;

– madre con figli di età inferiore a 3 anni.

Invece, nel caso di specie, l’istanza per ottenere il rinvio della carcerazione è stata formulata sulla base delle condizioni di vita disumane nei nostri penitenziari. Proprio a causa di ciò, l’Italia è stata recentemente condannata dalla Corte Europea dei diritti dell’uomo [3]. La fatiscenza, le precarie condizioni igienico-sanitarie, ma soprattutto il sovraffollamento delle carceri rendono la detenzione insostenibile.

Celle di 20 metri quadrati ospitano fino a 11 detenuti, violando così quel principio sancito a livello comunitario che individua in 3 metri quadrati calpestabili lo spazio minimo vitale per ciascun recluso.

Il Tribunale di sorveglianza di Venezia è andato dunque ben oltre il dettato della legge, accogliendo una richiesta di rinvio dell’esecuzione della pena per un motivo – la disumanità delle condizioni di vita in carcere dovute al sovraffollamento – diverso da quelli espressamente codificati.

Tale provvedimento rappresenta un importante precedente e costituisce un segnale di apertura verso le problematiche di un mondo troppo spesso avvolto dall’indifferenza.

note

[1] Trib. Sorveglianza di Venezia, ordinanza del 18.02.2013.

[2] Art. 147 cod. pen.

[3] Lo scorso gennaio, la Corte Europea ha condannato l’Italia al pagamento di 100.000 euro nei confronti di 7 detenuti delle carceri di Busto Arsizio e Piacenza per trattamento disumano e tortura: i nostri istituti non garantiscono a ciascun recluso quei 3 metri quadrati di superficie calpestabile che rappresentano, secondo la Corte, lo spazio minimo vitale.


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2 Commenti

  1. Mio padre e nel carcere di sulmona un carcere scualido dove ti mettono come cristo in faccia alla croce e ti devi mettere solo una corda al collo vergogna sono persone no bestie poi chi uccide madre e padre tutti i confort i cosi detti camoristi dovono subire solo l oro per chi e in alto non possono cambiare vergogna giustizia di mxx mio padre a avuto 30 anni e sono 25 anni che e dentro ora e vecchio non puo fsr male come chi uccide un familiare giustizia per i cosidetti camoristi

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