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Lettera di dimissioni per motivi di salute

10 Marzo 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 Marzo 2019



Come comunicare l’interruzione di un rapporto di lavoro per malattia. Le indicazioni per la versione online ed il facsimile per quella cartacea.

Hai una malattia che ti impedisce di svolgere normalmente la tua attività e ti vedi costretto ad interrompere il rapporto di lavoro con la tua azienda. Non è una decisione da mandare giù facilmente, perché devi, comunque, tirare avanti la baracca, come si suol dire. Ti poni il problema del reddito che verrà a mancarti e del fatto che, con le dimissioni volontarie, forse devi rinunciare alla Naspi. La Cassazione, infatti, ha stabilito che chi le dimissioni per motivi di salute non devono essere considerate «per giusta causa» e, quindi, non danno diritto all’indennità di disoccupazione. Ci pensi bene ma, alla fine, sai che non hai alternativa: devi scrivere quella lettera di dimissioni.

Tuttavia, e a meno che tu non appartenga a certe categorie di lavoratori, non puoi comunicare al tuo datore che te ne vai con il vecchio metodo «carta-penna-raccomandata». Oggi le dimissioni, anche per motivi di salute, vanno fatte e mandate per via telematica. È consentito farlo in versione cartacea solo per:

  • lavoratori domestici;
  • dipendenti pubblici;
  • lavoratori marittimi;
  • contratti di collaborazione;
  • donne in gravidanza;
  • recesso in periodo di prova.

In questi casi ti può risultare utile sapere come scrivere una lettera di dimissioni per motivi di salute. Se, invece, sei un dipendente del settore privato, in questo articolo ti mostriamo dove e come devi collegarti per compilare il modulo predisposto dal Ministero del Lavoro, come devi inviarlo e quali effetti produce.

Dimissioni per motivi di salute: la versione online

Se sei un dipendente del settore privato e vuoi presentare le dimissioni per motivi di salute, sei obbligato a farlo online, altrimenti è come se non avessi fatto nulla. Questo per due motivi. Uno, agevolare e semplificare la procedura soprattutto per chi non ha le idee molto chiare su ciò che deve essere inserito nella lettera. Il sistema online del Ministero del Lavoro richiede solo le informazioni necessarie.

L’altro motivo è la lotta alle dimissioni in bianco, una pratica piuttosto diffusa in passato per poter licenziare a piacimento un dipendente senza pagare alcun risarcimento. In pratica, si chiedeva al nuovo dipendente al momento dell’assunzione di firmare le proprie dimissioni su un foglio di carta senza la data. In questo modo, quando c’era da sfoltire l’organico, si tirava fuori il foglio dal cassetto, si metteva una data e il dipendente si «dimetteva» formalmente, cioè perdeva il lavoro senza essere ufficialmente licenziato e perdendo qualsiasi agevolazione.

Come si fanno le dimissioni online

Per dare le dimissioni online per motivi di salute devi collegarti al sito dell’Inps e accedere con:

  • il tuo Pin dispositivo fornito dall’Inps;
  • lo Spid, cioè il Sistema di identità digitale;
  • la Carta nazionale dei servizi con il lettore smart card.

Altrimenti puoi rivolgerti ad un Caf, il quale avrà il proprio accesso al sistema.

Fatto l’accesso, avrai davanti a te una pagina che riassume tutte le volte in cui hai risolto volontariamente un contratto. Se non hai mai dato le dimissioni, vedrai questo:

Ora dovrai cliccare sull’icona «Inserire nuova dimissione», nella parte superiore a sinistra. Ti si aprirà il modulo da inviare online.

Nella parte superiore, trovi l’elenco dei rapporti di lavoro attivi. Dovrai selezionare quello che vuoi interrompere con le dimissioni e cliccare sul tasto a destra con la freccia anche se c’è un solo rapporto di lavoro. Dopodiché comparirà il modulo vero e proprio, diviso in varie sezioni.

La prima, riporta i tuoi dati, quindi:

  • codice fiscale;
  • cognome;
  • nome;
  • e-mail (in questo caso troverai il campo vuoto da compilare).

La seconda sezione riporta i dati che riguardano l’azienda e, nello specifico:

  • codice fiscale;
  • datore di lavoro (il nome dell’azienda);
  • e-mail;
  • Pec (indirizzo di posta elettronica certificata);
  • indirizzo della sede di lavoro;
  • il Comune ed il Cap della sede di lavoro;
  • il Comune in cui si trova la sede legale dell’azienda.

La terza sezione riporta la data di assunzione ed il tipo di rapporto di lavoro in corso (se si tratta di un contratto a tempo indeterminato, a termine, ecc.).

Infine, nella quarta sezione devi scegliere il tipo di richiesta che vuoi fare, cioè dimissioni volontarie, per giusta causa o risoluzione consensuale del rapporto di lavoro. Inoltre, devi segnalare la data di decorrenza delle dimissioni.

Non ti resta che cliccare su «Salva» oppure su «Annulla» se vuoi cancellare le modifiche inserite. Se decidi di confermare il tutto, il sistema di avvisa che la richiesta è stata elaborata correttamente e che sono partite due e-mail: una al tuo datore di lavoro e l’altra all’Ispettorato Territoriale del Lavoro. Entrambi potranno vederlo in sola lettura. Puoi, infine, stampare il modulo.

Puoi revocare le dimissioni per motivi di salute entro e non oltre 7 giorni dalla data in cui hai inviato il modulo. Per farlo, devi rientrare nel sistema e cliccare sul tasto «Revoca». La comunicazione al datore di lavoro e all’Ispettorato verrà inviata in automatico.

Dimissioni per motivi di salute: la versione cartacea

Abbiamo detto prima che per alcune categorie di lavoratori è possibile inviare le dimissioni per motivi di salute in formato cartaceo anziché online. Ricordiamo che si tratta di:

  • lavoratori domestici;
  • dipendenti pubblici;
  • lavoratori marittimi;
  • contratti di collaborazione;
  • donne in gravidanza;
  • recesso in periodo di prova.

Come si fa? Occorre scriverla in carta semplice inserendo:

  • i dati del dipendente;
  • i dati dell’azienda;
  • la data di assunzione;
  • il numero di matricola;
  • la volontà di concludere il rapporto di lavoro per motivi di salute;
  • la data di decorrenza delle dimissioni;
  • la data dell’ultimo giorno effettivo di lavoro (tenendo conto del preavviso).

In fondo a questo articolo trovi un facsimile di una lettera di dimissioni per motivi di salute.

La lettera va inviata per raccomandata a/r oppure consegnata a mano.

Dimissioni per motivi di lavoro: serve il preavviso?

La Cassazione [1] ha stabilito che le dimissioni per motivi di salute non rientrano nella giusta causa che consente di lasciare il posto di lavoro senza preavviso e con diritto alla Naspi. Si ritengono, dunque, delle dimissioni volontarie che non giustificano uno stato di disoccupazione involontaria, come potrebbe essere quello provocato da un licenziamento o da una situazione che impedisce di proseguire il rapporto di lavoro anche per un solo giorno (mobbing, molestie, ecc.).

Questa decisione può destare non poca perplessità: si mette, infatti, sullo stesso piano chi si dimette perché ha trovato un posto in cui guadagna di più e chi lo fa perché non riesce a lavorare a causa di una malattia. Ma c’è di più: chi dà le dimissioni per motivi di salute resta discriminato rispetto a chi viene licenziato perché fannullone. Come mai?

Il motivo è semplice: trattandosi, secondo la Cassazione, di dimissioni volontarie che non rientrano nella giusta causa, il lavoratore non ha diritto alla Naspi, mentre chi viene licenziato perché non batte un chiodo dalla mattina alla sera può prendere il sussidio di disoccupazione e, se ci sono i presupposti, il reddito di cittadinanza.

Altra conseguenza delle dimissioni volontarie è l’obbligo di rispettare il preavviso stabilito dal contratto nazionale di categoria o da un accordo sottoscritto da dipendente e azienda. Il preavviso serve a tutelare entrambe le parti al momento della risoluzione del rapporto di lavoro: tu non mi lasci a casa dall’oggi al domani e io non ti lascio in difficoltà da un giorno all’altro.

Il preavviso non è necessario in caso di dimissioni per giusta causa ma lo è quando ci si dimette volontariamente, anche per motivi di salute. La durata varia a seconda del singolo Ccnl. Significa che se rimani a casa senza rispettare il preavviso, ti verrà decurtato quel periodo dal Tfr.

Dimissioni per motivi di salute: l’eccezione della gravidanza

Ogni regola ha la sua eccezione e ce l’ha anche quella secondo cui le dimissioni per motivi di salute non danno diritto alla Naspi. L’eccezione riguarda le donne in gravidanza: è vero che la maternità non rientra tra le ragioni valide per dimettersi per giusta causa, ma è altrettanto vero che viene considerata valida per avere diritto alla Naspi.

Le dimissioni per maternità vanno, però, presentate nel periodo che va da 300 giorni prima della data presunta del parto fino al giorno in cui il bambino compie 1 anno.

Ecco un fac simile di lettera di dimissioni per motivi di salute:

Nome e cognome dipendente

Indirizzo

Cap e città

                                                                                                                                                                            Spett.le

Azienda

Indirizzo

Cap e città

Città e data

Oggetto: dimissioni

Con la presente, sono spiacente di doverLe comunicare in data odierna le mie dimissioni per motivi di salute.

Considerando il preavviso di [..giorni], come stabilito dalle norme contrattuali, il rapporto di lavoro con la Vostra azienda avrà termine il [giorno……]. Da questa data cesseranno le mie prestazioni lavorative.

RingraziandoVi per l’opportunità concessami, Vi porgo i miei più cordiali saluti,

(nome e cognome dipendente)

Firma

Per accettazione

(Datore di lavoro)

Firma  

note

[1] Cass. sent. 12565/2017 del 18.05.2017.

Immagine: Uomo che lascia l’ufficio dopo le dimissioni, autore LightField Studios


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2 Commenti

  1. E nel caso di un contratto di lavoro a tempo determinato e dimissioni? Come si può procedere?

    1. Nessun recesso prima della scadenza del termine: sono legittime solo le dimissioni per giusta causa, altrimenti dovrai risarcire l’azienda. La nuova procedura di dimissioni si svolge interamente in modalità telematica. Il lavoratore deve reperire il modulo di dimissioni, o di recesso dal rapporto di lavoro, all’interno del portale del ministero del Lavoro e provvedere alla sua compilazione. Il modulo è formato da 5 sezioni: le prime tre sono compilate in automatico, in quanto il sistema attinge alle informazioni relative al rapporto lavorativo direttamente dal portale delle comunicazioni obbligatorie (nel quale sono presenti i modelli Unilav, Uniurg, Vardatori, Unisomm), diverso a seconda della Regione. La quarta sezione del modello deve essere obbligatoriamente compilata dal lavoratore, mentre la quinta sezione è aggiornata automaticamente dal sistema. Una volta terminata la compilazione di tutte le sezioni, il sistema attribuisce una data di trasmissione al modulo, tramite una marca temporale, contenente un codice identificativo. Il modulo è poi inoltrato alla casella di posta elettronica certificata o di posta elettronica del datore di lavoro e alla direzione territoriale del lavoro (Itl) competente. Leggi il nostro articolo: Dimissioni contratto di lavoro a tempo determinato https://www.laleggepertutti.it/262079_dimissioni-contratto-di-lavoro-a-tempo-determinato

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