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Parcheggio condominiale: ultime sentenze

30 Marzo 2019


Parcheggio condominiale: ultime sentenze

> L’esperto Pubblicato il 30 Marzo 2019



Condominio e parcheggio condominiale; illegittimità d’uso; furto nel parcheggio condominiale. Se manca un accordo sull’utilizzo del bene, il giudice può essere chiamato a decidere sull’assegnazione degli spazi comuni.

Diritto di comproprietà sulla cosa comune

L’esercizio della facoltà di ogni condomino di servirsi della cosa comune, nei limiti indicati dall’art. 1102 c.c., deve esaurirsi nella sfera giuridica e patrimoniale del diritto di comproprietà sulla cosa stessa e non può essere esteso, quindi, per il vantaggio di altre e diverse proprietà esclusive del medesimo condomino perché, in tal caso, si verrebbe ad imporre una servitù sulla “res” comune in favore di beni estranei alla comunione, per la cui costituzione è necessario il consenso di tutti i comproprietari. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione di merito che aveva ritenuto fosse stata illegittimamente costituita una servitù di passaggio in un caso nel quale una società, proprietaria del primo piano interrato di un edificio condominiale, aveva creato un accesso in favore di un adiacente terreno di sua proprietà, adibito a parcheggio, praticando tre varchi nella recinzione posta sul confine tra gli immobili).

Cassazione civile sez. II, 21/02/2019, n.5132

Area condominiale da riservare a parcheggio

La nullità della clausola del contratto di compravendita di un appartamento che escluda il trasferimento della proprietà o del diritto reale di utilizzazione dell’area condominiale da riservare a parcheggio, ai sensi dell’art. 41-sexies della legge n. 1150 del 1942, aggiunto dall’art. 18 della legge n. 765 del 1967, e il conseguente trasferimento “ex lege” del predetto diritto all’acquirente comportano il diritto dell’alienante al corrispettivo di tale trasferimento, il quale dà luogo ad un debito di valore rivalutabile fino alla data della sentenza e, configurandosi quale mera conseguenza della costituzione del diritto reale di uso, deve essere riconosciuto dal giudice anche in assenza di apposita istanza dell’avente diritto. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di appello che aveva ritenuto nuova, perché formulata per la prima volta in sede di gravame, la domanda di rivalutazione monetaria del corrispettivo spettante alla parte alienante a fronte del riconoscimento, in favore della parte acquirente, del diritto d’uso ex art. 41-sexies della legge n. 1150 del 1942).

Cassazione civile sez. II, 23/10/2018, n.26758

Integra furto in abitazione quello avvenuto all’interno di un parcheggio condominiale

Sussiste l’ipotesi di cui all’art. 624 bis c.p. nel caso di furto avvenuto all’interno di un parcheggio condominiale, atteso che lo spazio condominiale destinato a parcheggio costituisce pertinenza dell’abitazione posta all’interno dello stabile condominiale (fattispecie relativa ad un furto avvenuto all’interno di un furgone, lasciato in sosta nel parcheggio condominiale).

Cassazione penale sez. IV, 13/09/2018, n.45216

Parcheggio condominiale: al venditore va riconosciuto il corrispettivo del diritto d’uso sull’area

In tema di spazi riservati a parcheggio nelle nuove costruzioni, nel caso in cui operi a favore degli acquirenti delle singole unità abitative il diritto d’uso del parcheggio stesso in contrasto con la volontà contrattuale, spetta al venditore originario il diritto all’integrazione del prezzo.

Cassazione civile sez. VI, 12/09/2018, n.22154

Illegittimo uso del parcheggio: in mancanza di pregiudizio, non spetta il risarcimento del danno non patrimoniale

In tema di parcheggio condominiale, non è configurabile come “in re ipsa” un danno non patrimoniale, inteso come disagio psico-fisico, conseguente alla mancata utilizzazione di un’area comune condominiale, potendosi ammettere il risarcimento del danno non patrimoniale solo in conseguenza della lesione di interessi della persona di rango costituzionale, oppure nei casi espressamente previsti dalla legge ai sensi dell’art. 2059 c.c.

Cassazione civile sez. VI, 04/07/2018, n.17460

Nullità delle delibere di assegnazione delle aree destinate a parcheggio

La delibera di un condominio che disciplini il godimento di un’area esterna alle mura perimetrali dell’edificio, assegnando direttamente i posti macchina sulla stessa insistenti ai condomini, è nulla, qualora la detta area sia rimasta di proprietà del costruttore del fabbricato e gli acquirenti degli immobili, illegittimamente privati del diritto all’uso dell’area pertinente a parcheggio, non abbiano agito per accertare giudizialmente la nullità dei negozi da loro stipulati, nella parte in cui era stata omessa tale inderogabile destinazione, con conseguente loro integrazione “ope legis”.

Cassazione civile sez. II, 30/03/2018, n.8014

Parcheggio nell’area comune condominiale e principio di solidarietà

In materia di parcheggio nell’area comune condominiale e dunque in relazione al pari uso della res communis, ciascun condomino, ha facoltà di trarre dal bene comune la più intensa utilizzazione ma i rapporti condominiali devono essere informati al principio di solidarietà, il quale richiede un costante equilibrio fra le esigenze e gli interessi di tutti i partecipanti alla comunione. Sussiste quindi il divieto di alterare la destinazione della cosa e di impedire agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto, escludendosi che l’utilizzo del singolo possa risolversi in una compressione quantitativa o qualitativa di quello, attuale o potenziale, di tutti i comproprietari.

Tribunale Salerno sez. I, 06/11/2017, n.5036

Area esterna di un edificio condominiale: è di natura condominiale

L’area esterna di un edificio condominiale, della quale manchi un’espressa riserva di proprietà nel titolo originario di costituzione del condominio e sia stato omesso qualsiasi riferimento nei singoli atti di trasferimento delle unità immobiliari, può essere ritenuta di natura condominiale, ex art. 1117 c.c., in quanto soggetta alla speciale normativa urbanistica dettata dall’art. 41-sexies della l. n. 1150 del 1942, introdotto dall’art. 18 della l. n. 765 del 1967, alla duplice condizione che venga accertato che essa sia destinata a parcheggio, secondo la prescrizione della concessione edilizia, originaria o in variante, e che, in corso di costruzione, sia stata riservata a tale fine e non impiegata, invece, per realizzarvi opere di altra natura. Trattandosi di elementi costitutivi del relativo diritto, spetta a chi vanti il diritto di uso a parcheggio su tale area, l’onere di provare che la stessa è compresa nell’ambito dell’apposito spazio riservato.

Cassazione civile sez. VI, 08/03/2017, n.5831

Parcheggio condominiale conteso: le continue liti impediscono l’usucapione

I continui litigi tra i condomini in merito all’utilizzo di posti auto in comproprietà escludono il carattere pacifico della relazione tra uno dei condomini ed il parcheggio di cui egli rivendica l’acquisizione della proprietà esclusiva per usucapione.

Cassazione civile sez. II, 13/01/2017, n.769

Delibera su nuovi parcheggi in cortile: non può escludere alcuni condomini dall’assegnazione

L’assemblea di condominio può decidere di realizzare dei posti auto nel cortile condominiale; l’assemblea, però, non può escludere alcuni condòmini da tale assegnazione.

Cassazione civile sez. II, 21/11/2016, n.23660

Vincolo di destinazione degli spazi per parcheggio

Il vincolo di destinazione impresso agli spazi per parcheggio dalla l. 17 agosto 1942 n. 1150, art. 41 sexies, secondo il testo introdotto dalla l. 6 agosto 1967 n. 765, art. 18, norma di per sé imperativa, non può subire deroghe mediante atti privati di disposizione degli stessi spazi, le cui clausole difformi sono perciò sostituite di diritto dalla medesima norma imperativa. Tale vincolo si traduce in una limitazione legale della proprietà, che può essere fatta valere, con l’assolutezza tipica dei diritti reali, nei confronti dei terzi che ne contestino l’esistenza e l’efficacia. Pertanto, in un giudizio intercorrente tra l’acquirente di un immobile che si assume illegittimamente privato del diritto all’uso dell’area pertinente a parcheggio ex art. 18 l. n. 765 del 1967, e un terzo che abbia acquistato porzione di tale area, la nullità del negozio stipulato da quest’ultimo non deve necessariamente correlarsi alla preventiva dichiarazione di nullità dell’atto di vendita intercorso con l’originario costruttore venditore.

Cassazione civile sez. II, 11/04/2016, n.7065

note

Autore immagine: parcheggio condominio di Nuamfolio


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