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Rumori in condominio: ultime sentenze

12 Luglio 2022
Rumori in condominio: ultime sentenze

Limiti di normale tollerabilità; immissioni di rumori e imposizione di misure idonee ad eliminarle. Reato di disturbo della quiete pubblica: il rumore deve violare la quiete di più condomini o residenti in zona.

Immissioni rumorose: risarcimento

In tema di responsabilità solidale dei danneggianti, l’articolo 2055, comma 1, del Cc richiede solo che il fatto dannoso sia imputabile a più persone, ancorché le condotte lesive siano fra loro autonome e pure se diversi siano i titoli di responsabilità di ciascuna di tali persone ed anche nel caso in cui siano configurabili titoli di responsabilità contrattuale ed extracontrattuale, atteso che l’unicità del fatto dannoso considerata dalla norma suddetta deve essere riferita unicamente al danneggiato e non va intesa come identità delle norme giuridiche da essi violate.

(Nel caso di specie, il giudice adito, accertata l’intollerabilità delle immissioni rumorose prodotte da un locale sito in un fabbricato condominiale, ha condannato in via solidale al risarcimento del danno tanto il gestore del locale fonte delle predette immissioni ai sensi dell’articolo 2043 del Cc, quanto lo stesso proprietario ritenuto responsabile ai sensi dell’articolo 1218 del Cc di aver violato l’autorizzazione alla locazione rilasciata dall’ente condominiale).

Tribunale Savona, 11/02/2022, n.158

Danno non patrimoniale conseguente ad immissioni illecite

Il danno non patrimoniale conseguente ad immissioni illecite è risarcibile indipendentemente dalla sussistenza di un danno biologico documentato quando sia riferibile alla lesione del diritto al normale svolgimento della vita familiare all’interno della propria abitazione e del diritto alla libera e piena esplicazione delle proprie abitudini di vita quotidiane, trattandosi di diritti costituzionalmente garantiti, la cui tutela è ulteriormente rafforzata dall’articolo 8 della cedu, norma alla quale il giudice interno è tenuto ad uniformarsi a seguito della cosiddetta “comunitarizzazione” della Cedu. In particolare, l’accertata esposizione ad immissioni sonore intollerabili determina una lesione del diritto al riposo notturno ed alla vivibilità della propria abitazione, la cui prova può essere fornita dal danneggiato anche mediante presunzioni sulla base delle nozioni di comune esperienza.

(Nel caso di specie, relativo ad un’azione risarcitoria promossa da due condomini per immissioni acustiche prodotte da un locale sito nel fabbricato condominiale, il giudice adito, accogliendo la domanda, ha ritenuto configurata una significativa ed apprezzabile lesione del bene della vita menzionato, passibile pertanto di tutela risarcitoria, ritenendosi nella circostanza dimostrato in via presuntiva che il superamento dei limiti di tollerabilità ai sensi dell’articolo 844 del Cc, avesse cagionato agli attori una compromissione del godimento della propria abitazione ed un persistente disagio sopportato soprattutto nell’orario notturno deputato al riposo: nella fattispecie, il superamento dei limiti di immissione in modo significativo ed evidente, la materiale aderenza dell’abitazione degli attori al locale, la circostanza che le feste, ed in ogni caso le serate di gioco (alle slot machine e poi ancora a carte) all’interno del locale si protraessero fino alle prime ore del mattino, costituivano, conclude il giudice ligure, tutti indici dai quali ragionevolmente presumere la lamentata impossibilità degli attori di godere di ogni riposo).

Tribunale Savona, 11/02/2022, n.158

Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone

Per la configurabilità della contravvenzione di disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone è necessario che le emissioni sonore rumorose siano tali, secondo la valutazione di fatto inequivocabilmente rimessa al giudice di merito e come tale insindacabile in sede di legittimità, da travalicare i limiti della normale tollerabilità, in modo da recare pregiudizio alla tranquillità pubblica, e che i rumori prodotti siano, anche in relazione alla loro intensità, potenzialmente idonei a disturbare la quiete ed il riposo di un numero indeterminato di persone, ancorché non tutte siano state poi in concreto disturbate.

Non rileva la circostanza che solo alcuni dei soggetti potenzialmente lesi dalle emissioni sonore se ne siano lamentati atteso che la configurabilità della contravvenzione non è esclusa allorquando, come nel caso in esame, sia stata accertata l’idoneità delle stesse ad arrecare disturbo non solamente a un singolo ma a un gruppo indeterminato di persone, quali gli abitanti nel medesimo condominio, con la conseguente incidenza della condotta sulla tranquillità pubblica che costituisce il bene giuridico protetto dalla norma applicata (nella specie, gli imputati, uno in qualità di legale rappresentante e l’altro di socio di un’attività ginnico-ricreativa, erano stati accusati di disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone a causa dei rumori provenienti da apparecchiature sonore installate nel locale palestra posto all’interno di un complesso residenziale).

Cassazione penale sez. III, 21/12/2021, n.4342

Immissioni acustiche abnormi in condominio: diritti e limiti

Le immissioni acustiche in condominio non devono superare le soglie di tollerabilità fissate da fonti legislative e regolamentari, demandando al giudice competente un’indagine concreta sulla nocività della rumorosità, fondata sulla tutela del diritto alla salute di ogni condomino.

Tribunale Roma sez. V, 10/09/2021, n.14279

Attività rumorosa in violazione del regolamento condominiale

Nell’ipotesi di affitto di appartamento ad un inquilino che arrechi molestia agli altri condomini esercitando un’attività rumorosa in violazione del regolamento condominiale, il locatore è responsabile quando, già al momento della stipula del contratto di affitto, è consapevole di un uso illegittimo che l’inquilino avrebbe fatto della cosa locata, ossia il proprietario che dia in locazione un immobile che sarà utilizzato come bar, ristorazione o attività conviviali è consapevole dello svolgimento di attività rumorose, nel cui caso è corresponsabile con l’inquilino per il mancato rispetto del regolamento di condominio e, in particolar modo, per la clausola che vieta il rumore. Infatti, il padrone di casa può essere responsabile solo se a conoscenza, già prima della firma del contratto, dell’uso per così dire illecito che dell’immobile avrebbe fatto l’inquilino e che, ciò nonostante, non gli ha imposto un esplicito divieto, quale ad esempio inserire nel contratto di locazione la previsione di un esplicito impegno, per il conduttore, di rispettare il regolamento di condominio, di modo che l’osservanza del regolamento di condominio diventi parte integrante degli obblighi dell’affittuario e l’eventuale inadempimento essere sanzionato con lo sfratto.

Tribunale Cosenza sez. I, 01/02/2021, n.242

Produzione di rumori nelle ore notturne

La produzione di rumori mediante colpi battuti, trascinando oggetti sul pavimento nelle ore notturne ovvero mediante la musica ad alto volume è condotta idonea ad arrecare un disturbo rilevante ed intollerabile ai solo denuncianti non già a propagarsi come fonte di suoni molesti oltre i limiti di tollerabilità verso un numero indefinito di soggetti, pur individuati in un ambiente circoscritto quale quello condominio, e come tale non integrante il reato di molestie non essendone integrato l’elemento oggettivo.

Corte appello Ancona, 21/01/2021, n.112

Continui rumori molesti ai danni del vicinato

In tema di locazione, tra le obbligazioni del conduttore, ai sensi dell’articolo 1587 del codice civile, vi è anche quella di servirsi dell’immobile con la “diligenza del buon padre di famiglia”.

La violazione di tale obbligazione, richiamata altresì nel contratto, espressa in continui rumori molesti ai danni del vicinato e del condominio, può provocare la risoluzione del contratto d’affitto e lo sfratto dell’inquilino molesto. A dirlo è la Cassazione che ha dato ragione al proprietario di un immobile, il quale aveva ottenuto lo sfratto della propria conduttrice proprio sulla base della violazione dei doveri del conduttore.

Nella fattispecie, la conduttrice aveva instaurato una relazione conflittuale con i vicini di casa, insultandone alcuni, imbrattando gli immobili di altri con la vernice e affiggendo cartelli con ingiurie all’interno del condominio.

Cassazione civile sez. III, 20/10/2020, n.22860

Intollerabilità dei rumori e scelta del giudice tra i rimedi disponibili

L’articolo 844 del codice civile individua un’azione di natura reale che rientra tra le azioni negatorie predisposte a tutela della proprietà, che mirano a far accertare l’inesistenza di qualsiasi diritto e l’illegittimità di turbative e molestie in danno del fondo, al fine di conseguire la cessazione di queste ultime, oltre ovviamente al risarcimento del danno patrimoniale conseguente alla lesione del diritto dominicale. Ne consegue che, una volta accertata una situazione di intollerabilità, spetta al giudice la scelta tra i vari rimedi, ovvero inibitoria negativa, inibitoria positiva, indennizzo, da riconoscere a tutela del soggetto leso dalle immissioni.

Nel caso di specie, avente ad oggetto la accertata rumorosità dell’ascensore condominiale che rendeva impossibile la vita quotidiana di uno dei condomini, il Tribunale ha ordinato al condominio di far eseguire gli opportuni lavori di isolamento.

Tribunale Firenze sez. II, 15/10/2020, n.2215

Immissioni vietate dal regolamento di condominio

In materia di rapporti condominiali, quando l’attività posta in essere da uno dei condomini di un edificio è idonea a determinare il turbamento del bene della tranquillità degli altri partecipi, tutelato espressamente da disposizioni contrattuali del regolamento condominiale, non occorre accertare, al fine di ritenere l’attività stessa illegittima, se questa costituisca o meno immissione vietata ex art. 844 c.c., in quanto le norme regolamentari di natura contrattuale possono imporre limitazioni al godimento della proprietà esclusiva anche maggiori di quelle stabilite dall’indicata norma generale sulla proprietà fondiaria. Ne consegue che, quando si invoca, a sostegno dell’obbligazione di non fare, il rispetto di una clausola del regolamento contrattuale che restringa poteri e facoltà dei singoli condomini sui piani o sulle porzioni di piano in proprietà esclusiva, il giudice è chiamato a valutare la legittimità o meno dell’immissione, non sotto la lente dell’art. 844 c.c., ma esclusivamente in base al tenore delle previsioni negoziali di quel regolamento, costitutive di un vincolo di natura reale assimilabile ad una servitù reciproca.

Tribunale Milano sez. XIII, 05/12/2018, n.12316

Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone in condominio

Perché sussista la contravvenzione di cui all’art. 659 c.p. relativamente ad attività che si svolge in ambito condominiale, è necessaria la produzione di rumori idonei ad arrecare disturbo o a turbare la quiete e le occupazioni, non solo dell’appartamento sovrastante o sottostante la fonte di propagazione, ma una più consistente parte degli occupanti il medesimo edificio.

Cassazione penale sez. III, 21/03/2018, n.17131

Rumori in condominio: numero di persone disturbate

Ai fini della configurabilità della contravvenzione di cui all’art. 659 cod. pen., non sono necessarie né la vastità dell’area interessata dalle emissioni sonore, né il disturbo di un numero rilevante di persone, essendo sufficiente che i rumori siano idonei ad arrecare disturbo ad un gruppo indeterminato di persone, anche se raccolte in un ambito ristretto, come un condominio.

Cassazione penale sez. III, 11/01/2018, n.18521

Rumori in condominio: il giudice può imporre accorgimenti idonei ad eliminarli

In tema di immissioni, la domanda di condanna volta alla loro cessazione, siccome eccedenti la normale tollerabilità, non vincola il giudice all’adozione di una misura determinata, ben potendo questi, in aggiunta alle statuizioni dirette alla rimozione della causa delle immissioni medesime, ordinare l’attuazione di quegli accorgimenti che siano concretamente idonei ad eliminare il riprodursi, in futuro, della situazione pregiudizievole.

Cassazione civile sez. II, 30/08/2017, n.20553

Nessuna responsabilità penale se i rumori disturbano solo il vicino di casa

Non è configurabile il reato di cui all’art. 659 c.p. se i rumori arrecano disturbo solo ai vicini occupanti un appartamento limitrofo, all’interno del quale sono percepiti, e non anche ad altri soggetti abitanti nel condominio cui è inserita la stessa abitazione.

Cassazione penale sez. III, 11/05/2017, n.30156

Schiamazzi e rumori: limite di normale tollerabilità

Affinché si possa configurare il reato ex art. 659 c.p. è necessario che l’entità degli schiamazzi e dei rumori, sia in concreto idonea a disturbare più persone. Pertanto in un condominio occorre, per poter considerarsi superato il limite di normale tollerabilità, che il rumore sia tale da violare la quiete, impedire il riposo o arrecare disturbo a più condomini o a persone residenti nelle vicinanze.

Corte appello Cagliari sez. II, 09/02/2017, n.44

Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone

La contravvenzione prevista dall’art. 659, comma 1, c.p. per chi disturba le occupazioni o il riposo delle persone è un reato di pericolo concreto la cui sussistenza deve essere valutata ex ante (confermata, nella specie, la condanna nei confronti del legale rappresentante di una società per aver consentito rumori persistenti provenienti dall’appartamento sede della società dove si svolgevano attività didattiche, con conseguente disturbo delle persone abitanti nel medesimo condominio dovuto anche al flusso continuativo degli studenti).

Cassazione penale sez. III, 20/09/2016, n.1746

Contenimento del rumore

Deve essere annullata l’ordinanza comunale che ordini al condominio di adottare interventi per il contenimento del rumore dell’ascensore, laddove il provvedimento impugnato ritenga de plano applicabile ad una struttura collaudata nel 1956 una disciplina entrata in vigore solo successivamente (l. n. 447 del 1995 e successivo d.P.C.M. di attuazione del 5 dicembre 1997); sia mancante di adeguata istruttoria circa l’effettiva riconducibilità del fenomeno a quelle componenti dell’impianto che, essendo state sostituite, risultino eventualmente soggette alle citate disposizioni o, infine, manchi di ogni indicazione circa la fattibilità economica e giuridica di interventi di contenimento, individuandone compiutamente natura e caratteristiche.

Tar Torino, (Piemonte) sez. I, 17/04/2014, n.620

Quiete e tranquillità pubblica

La contravvenzione prevista dall’art. 659 cod.pen. persegue la finalità di preservare la quiete e la tranquillità pubblica e i correlativi diritti delle persone alla occupazione e al riposo e la giurisprudenza di legittimità è orientata nel senso di ritenere elemento essenziale di detto reato la idoneità del fatto ad arrecare disturbo ad un numero indeterminato di persone (confermata la sussistenza del reato atteso che i rumori e le vibrazioni prodotti dai motori che servivano a mantenere una determinata temperatura all’interno dello stabile utilizzato dalla società di cui era titolare l’imputato erano tali da arrecare disturbo ai residenti del condominio posto nelle vicinanze di tale cabina).

Cassazione penale sez. III, 27/03/2014, n.16678

Condotta produttiva di rumori

La rilevanza penale della condotta produttiva di rumori, censurati come fonte di disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone, richiede l’incidenza sulla tranquillità pubblica, in quanto l’interesse tutelato dal legislatore è la pubblica quiete, sicché i rumori devono avere una tale diffusività che l’evento di disturbo sia potenzialmente idoneo ad essere risentito da un numero indeterminato di persone, pur se poi concretamente solo taluna se ne possa lamentare; tale condizione è verificata allorché i rumori molesti siano provocati, e si diffondano, nell’ambito di un condominio (riconosciuta la responsabilità in capo al legale rappresentante di un centro commerciale, i cui impianti tecnologici -in particolare condizionatori– arrecavano disturbo non tollerabile agli occupanti del soprastante stabile di civile abitazione, ricompreso nello stesso complesso edilizio).

Cassazione penale sez. I, 28/05/2013, n.28874


note

Autore immagine: rumori condominio di Rawpixel.com


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3 Commenti

  1. Ci sono rumori e RUMORI. C’è chi alza la voce di tanto in tanto per sgridare il figlio e chi urla incessantemente dalla mattina alla sera senza tener conto che i vicini possano essere disturbati da tutto questo fracasso. Poi, ci sono orari particolari in cui sarebbe bene stare fermi e muti come se si fosse in chiesa. In quegli orari, è ovvio che certi rumori diventino intollerabili perché si vorrebbe riposare dopo una giornata stressante

  2. La mia pazienza è stata messa a durissima prova durante il lockdown. Bambini disperati, mamme esasperate, padri menefreghisti e rabbiosi. Sono stato ad un tanto dal chiamare le forze dell’ordine ma poi ho cercato di capire lo stress generale che ha attanagliato le nostre vite e la paura legata alla pandemia che ha circoscritto le nostre vite in un appartamento.

  3. Io capisco che le giornate sono frenetiche per tutti noi e che a volte dobbiamo ridurci a svolgere delle attività anche fino a tarda sera. Però mi chiedo e mi domando perché non riservare alla sera quelle attività che non sono rumorose? Possibile che proprio alla sera quando una persona vorrebbe stendersi sul divano e godersi la pace notturna debba sentire mobili trascinati per casa, sedie sovrapposte e sbattute da una parte all’altra, porte chiuse senza alcuna premura. Insomma, bisognerebbe mettersi nei panni altrui e considerare il fastidio che si avverte

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